Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 122 - Gennaio/Febbraio 2005 HM Rivista - Intervista - M. Isabel Cardoso

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entrevista122Intervista - M. Isabel Cardoso

In che consiste la santità?
Nell’amare Dio al di sopra di tutte le cose e il prossimo come se stessi. È dare tutto ciò che Gesù mi chiede amando e servendo con gioia, evitando di fare la mia volontà per cercare la Volontà di Dio, dando disciplina a tutti i miei sensi e alle mie tentazioni. È soffrire tutto per Gesù. È sapere che Gesù è tutto per me e che senza di Lui non posso nulla.

A livello di fede è sempre stato così come adesso o c’è stato un prima e un poi?
Avevo una vita distratta e senza orizzonti, mi sentivo triste: non trovavo piacere in nulla, e quanto più cercavo nella superficialità, più mi sentivo vuota. Nulla saziava le mie aspirazioni, ero schiava della mia vanità, delle apparenze e delle cose del mondo.

La mia fede era abitudinaria, andavo a Messa la domenica. Dopo molti anni iniziai ad andarci tutti i giorni. Più tardi andai con mio marito a Fatima e lì sentii una prima chiamata a cambiare vita. Per me quell’incontro con la Madonna ebbe un forte impatto e nacque un profondo desiderio di impegno. Mio marito mi regalò il libro delle Memorie di Suor Lucia, la storia dei fatti di Fatima, che mi commosse molto e fu per me di grande stimolo.

Come vivevi la fede durante la tua gioventù e i primi anni di matrimonio?
Lontano dalla presenza di Dio: non mi sentivo compresa e finivo per riempire il mio vuoto assecondando la mia volontà. Alcuni anni dopo ricominciai ad andare a Messa la domenica e ad avvicinarmi alla preghiera.

E che cosa ti fece cambiare?

Rendermi conto dell’amore paziente e silenzioso di Dio di fronte ai miei anni di gioventù e alle mie esperienze di peccato. Inoltre l’amore, la pace e la stabilità che trovai nel matrimonio.

Quali cose consideri importanti nel tuo processo di conversione?
La preghiera, l’andare a Messa tutti i giorni, la confessione, leggere la Bibbia, trovare libri così belli come l’Imitazione di Cristo, La vita di San Francesco, Santa Teresina del Bambino Gesù e la vita di tanti altri santi.
Le tentazioni mi hanno spinta inoltre ad unirmi a Gesù in un modo molto profondo. Se infatti la tendenza al peccato è propria dell’uomo, la Misericordia è propria di Gesù; per questo affido ogni pena ed afflizione a Gesù nella preghiera, ed è così che ho sentito la presenza del mio Salvatore che entra nella mia vita, perdonandomi ed accogliendomi nel Suo Divino Amore, dandomi la dolce gioia di sentirmi redenta. Nella mia vita non ho mai sentito una gioia ed un’allegria simili, solo il Signore è capace di cambiare uno stato di tristezza in un altro opposto di gioia ineguagliabile.

Tuo marito ti ha accompagnato nel processo di conversione?
Egli è stato una benedizione di Dio per me, il suo amore mi converte ogni giorno. La sua amorosa e paziente compagnia mi ha aperto la possibilità di vivere momenti molto belli in luoghi di pellegrinaggio e santuari, ogni volta che abbiamo avuto l’opportunità di viaggiare.

È importante che nel matrimonio gli sposi vadano all’unisono a livello di fede?

Sì, è indispensabile per poter proiettare nei nostri figli concetti chiari e solidi nella fede.

Credi che per una persona sposata sia bene avere un direttore spirituale?

Un direttore spirituale è una grazia molto grande che solo Dio può dare. Così è stato nella mia vita, il direttore spirituale è stato una parte indispensabile nel mio processo di conversione. Nostro Signore fa di essi strumenti per guidarci, per consigliarci e per comunicarci la Sua volontà.
A causa del lavoro di tuo marito hai dovuto trasferirti a Roma per un po’. Che cosa ha significato per la tua vita spirituale?
Ha significato senza ombra di dubbio una bella crescita, una grazia enorme e un privilegio divino.
È l’esperienza più sensibile e significativa che io abbia potuto sperimentare. Visitare la tomba di San Pietro mi ha commosso enormemente perché fu l’Apostolo che rivelò la verità più bella della nostra fede quando disse a Gesù: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Mi piace moltissimo vedere a Roma le parole realizzate di Gesù: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. È veramente emozionante.
La solitudine è stata per me inoltre un’amabile e indispensabile compagnia per crescere ed approfondire la mia vita spirituale.

Chi è per te Giovanni Paolo II?

Un santo! È la voce di Dio sulla terra: conduttore, guida e speranza del popolo cri stiano. Egli incarna l’amore, la preghiera, il perdono, l’umiltà, la sofferenza e la perseveranza. È l’uomo che ha spento il comunismo ed ha acceso il cuore di tantissimi giovani...

Può una donna sposata innamorarsi del Signore?

Certo, vivo innamorata pensando tutto il giorno solo a Lui. Per me è stato l’avvenimento più bello che abbia potuto succedermi. È una gioia enorme che non posso descrivere a parole.

È difficile essere madre e sposa cristiana nel mondo di oggi?
Sono due grandi sfide... giacché i matrimoni oggi sono diventati relazioni temporali e i figli ne soffrono a tutti gli effetti. Il matrimonio è un Sacramento, una vocazione che dobbiamo conservare con la massima fedeltà, superando i momenti difficili con l’aiuto di Dio per mantenerci in amore, unione e rispetto sino alla fine della nostra vita.

Quali sono le maggiori difficoltà che trovi nell’educare cristianamente i tuoi figli?
Il piacere che essi sperimentano con la televisione, internet e i giochi al computer, perché li isolano, li annullano e distruggono ogni spazio per la creatività. Si perde l’opportunità di dialogo per condividere e crescere in famiglia e nella società... di fronte ai messaggi distorti, mascherati e carenti di valori che trasmette la società dei consumi.

Chi è per te la Madonna?
È la Madre di Dio, la Madre di Gesù e Madre nostra! Maria è la donna del silenzioso dolore che accettò la Volontà di Dio dall’inizio alla fine in modo perfetto. È la Donna piena di Grazia, nostra avvocata e protettrice... attraverso di Lei possiamo arrivare a Suo Figlio.

La preghiera è qualcosa di superfluo da cui si può prescindere?

No! Non è mai superflua... anzi! La preghiera prepara la nostra anima ad affrontare qualsiasi battaglia. La preghiera è per me lo spazio più prezioso e felice... è la mia opportunità. E l’ansia che mi nasce nell’anima di volermi unire a Dio è un momento bellissimo in cui non guardo né il tempo né lo spazio. La preghiera è la pace della mia anima, senza di essa non potrei vivere.

Com’è la tua preghiera?
Inizia quando apro gli occhi e finisce quando finisce il giorno. Lo faccio quando mi alzo, durante il giorno e prima di andare a dormire, in ogni momento in cui mi si offre l’opportunità, lavorando, tornando a casa, osservando la natura... in qualsiasi momento... Ho delle preghiere predilette come il Rosario, le Invocazioni a Gesù Crocifisso, le preghiere allo Spirito Santo, alla Santissima Trinità, che ripeto quotidianamente. Cerco poi altri momenti di silenzio, di pace e di contemplazione... anche di dialogo... guardando l’immagine di Gesù sulla Croce o del Sacro Cuore di Gesù o della Madonna; unita a Loro ringrazio, faccio atti di contrizione o chiedo aiuto per varie cause.

Ha senso una vita senza Dio?
No, è il vuoto... è la tristezza inesorabile della solitudine, è la morte dell’anima...

Come trascorre un giorno della tua vita?

Come per chi è moglie, madre e volontaria.

Ti consideri una persona felice?

Sì! Molto felice e fortunata perché ho conosciuto Gesù.

Qual è il segreto della felicità?
Vivere la vita in Dio e per Dio. Con gli occhi fissi al Cielo. Mi piace la frase di San Paolo ai Romani: “Dio ordina tutte le cose per il bene di coloro che Lo amano”. Mi piace inoltre ciò che aggiunse Sant’Agostino: che persino dal peccato Dio tira fuori del bene.

©HM º122 Gennaio - Febbraio 2005