Focolare della Madre

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Rivista Numeri antecedenti Nº 122 - Gennaio/Febbraio 2005 HM Rivista - L' Eucharistia e la Vergine

Banner

virgenL' Eucharistia e la Vergine

Di P. Jesús Castellano, OCD

P. Jesús Castellano è Carmelitano Scalzo, Professore di Teologia Sacramentale e di Spiri-tualità presso la Facoltà del Teresianum e consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e dell’Ufficio per le celebrazioni liturgiche del Papa. Recentemente ha concesso una serie di interviste a Radio H.M. sul tema dell’Eucaristia, visto che è iniziato l’Anno Eucaristico proclamato dal Papa il 17 ottobre 2004. Da esse abbiamo tratto questi articoli per H.M.

- Esiste una relazione reale fra la Vergine Maria e il Sacrificio di Cristo che si commemora nell’Eucaristia?


Come il Papa ci ricorda nel sesto capitolo dell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia, ci sono delle relazioni molto forti fra Maria e l’Eucaristia. Tutto questo non dipende da un certo devozionalismo, ma ha radici molto profonde. Innanzitutto nel riconoscere nell’Eucaristia il Corpo e il Sangue del Signore. Nelle preghiere eucaristiche e nelle professioni di fede si dice sempre che ciò che abbiamo nell’Eucaristia è il Corpo stesso nato da Maria, la Vergine. Questa è già una nota essenziale della relazione fra l’Eucaristia e la Vergine Maria, perché ciò che abbiamo nell’Eucaristia è ciò che Cristo ha ricevuto da Maria: la Carne e il Sangue, cioè, la nostra propria umanità. Per questo non è sorprendente che già Sant’Agostino forgiasse l’espressione “la carne di Cristo è la carne di Maria”. È ciò che canta anche San Tommaso negli inni del Corpus: “questo Corpo nato da un grembo generoso”. Ugualmente l’Ave Verum: “Ave, Verum Corpus natum ex Maria Virgine”. Questo quindi è il primo degli elementi: come c’è una relazione fra Incarnazione ed Eucaristia, così c’è una relazione fra Maria -protagonista dell’Incarnazione- e l’Eucaristia.
Vi è certamente un altro legame indissolubile fra la Vergine Maria e l’Eucaristia, ed è la presenza di Maria ai piedi della Croce. Siccome l’Eucaristia è memoriale del Sacrificio di Cristo, non possiamo ignorare la presenza di Maria in quel momento. Che non è semplicemente uno stare lì ma, come tante volte ci dicono i documenti della Chiesa, l’essere unita alla stessa oblazione di Suo Figlio, persino offrendo la Vittima Sacra -dice il Vaticano II- e offrendosi anch’Ella. Per questo anche nella Marialis Cultus Paolo VI ci ricorda che la Vergine offre, che la Vergine diventa l’oblazione.

Per ultimo abbiamo una nota che ci viene ricordata dal Papa
: la Vergine Maria, naturalmente, vive nella Chiesa primitiva dopo la Pentecoste, e partecipa con la Chiesa stessa alla frazione del Pane.
Un fatto fondamentale è che in tutte le preghiere eucaristiche c’è sempre una menzione a Maria. Almeno una, a volte sono di più. La più antica -quella della tradizione apostolica- la menziona nel ricordare che il Signore si incarnò per opera dello Spirito Santo e della Vergine Maria. Anche quando commemoriamo i Santi, chiediamo l’intercessione della Vergine Maria, come troviamo nel Canone Romano: “riuniti in comunione, veneriamo la memoria, innanzitutto, della gloriosa sempre Vergine Maria, Madre di Gesù Cristo, nostro Dio e Signore”. Questo è comune a tutte le preghiere sia dell’Oriente sia dell’Occidente.

La presenza più viva di Maria nella Chiesa, la più obiettiva, la più reale, è quella che si realizza ogni volta che celebriamo l’Eucaristia
. Per questo La ricordiamo e chiediamo la Sua intercessione.
C’è anche un fatto molto curioso e molto bello, ed è che nelle liturgie orientali e bizantine, sia di San Giovanni Crisostomo sia di San Basilio, quando si fa questa menzione della Vergine a metà dell’anafora, si incensa in modo solenne il Corpo e il Sangue del Signore e si canta un “Theotokío”, cioè un’antifona mariana, in onore della Vergine Maria.

Nella Chiesa etiopica
c’è un’anafora della Vergine Madre di Dio e un’altra di Maria Figlia di Dio dove si canta anche questo mistero della Vergine Maria.
Anche l’inno Akátistos, nella strofa 21, dice che la Vergine Maria è la vita del Sacro Banchetto. E mi piace molto evidenziare delle preghiere molto semplici, molto belle, che sono di grande significato di devozione filiale. Per esempio, quando nella liturgia etiopica si dice alla Vergine nell’Eucaristia: “Tu sei il Cestino di questo Pane di fiamma ardente, e Tu sei il Calice di questo Vino. O Maria, Tu hai prodotto nel Tuo grembo il Frutto di ciò che adesso è la nostra oblazione”. Ed anche: “O Vergine, tu hai fatto fruttificare ciò che adesso stiamo per mangiare, e hai fatto in modo che uscisse da Te ciò che adesso stiamo per bere. Questo è il Pane che viene da te, è il Pane che dà la Vita e la Salvezza per chi lo mangia con fede”.
Nella Chiesa Orientale e Occidentale c’è sempre stata questa confessione della relazione fra la Vergine Maria e l’Eucaristia, sia per ciò che si riferisce alla Presenza come per ciò che si riferisce al Sacrificio. Possiamo dire inoltre, in modo niente affatto esagerato, che quando noi riceviamo il Corpo e il Sangue del Signore, non possiamo prescindere dal fatto che, con Cristo, stiamo anche in comunione con la Vergine Maria. E questo mi sembra che sia fondamentale per un’autentica devozione.

- La proclamazione dell’Anno dell’Eucaristia viene preceduta dall’Anno del Rosario. Durante quest’anno il Papa ha insistito che ricorressimo alla Madonna per approfondire il Mistero di Gesù Cristo. Che cosa apporta il culto mariano al culto eucaristico, e viceversa?

Ebbene, c’è una reciprocità tale fra il Mistero di Cristo e il Mistero di Maria, che questa stessa continuità fra l’Anno del Rosario e l’Anno dell’Eucaristia
può favorire una migliore conoscenza della Vergine e di Cristo. La Madonna è l’unica persona testimone di tutto il Mistero di Gesù, da quando scende nel Suo grembo nell’Incarnazione finché va al Padre nell’Ascensione. Lei sola è Colei che conserva tutti i segreti della vita di Suo Figlio, e li custodisce nel Suo cuore e poi li trasmette agli altri. Maria è l’evangelizzatrice di Gesù. Gli Apostoli ricevono molto da Lei, soprattutto le primizie dell’Incarnazione e della vita di Nazaret.
Nessuno come Lei capisce Gesù, nessuno come Lei ci può aiutare a capirLo. Forse per questo Giovanni, l’Evangelista, è colui che ha una conoscenza così profonda e così perfetta di Gesù: della profondità di ciò che è la divinità, di ciò che è il Verbo incarnato, di ciò che è Cristo come Luce e come Vita, proprio perché frutto del fatto che Giovanni è stato affidato alla Madonna. Un rinnovamento del culto della Vergine, un apprezzamento migliore di ciò che Ella rappresenta, è anche una garanzia per poter conoscere meglio Gesù, per poter contemplare il Suo mistero e per poter vivere molto più uniti a Lui. Ci aiuta a entrare in una profondità che solo Maria può avere nella comprensione del Figlio Suo, e che Ella vuole dare a coloro che vogliono penetrare nel mistero di Gesù, nella vita intima di Gesù.

- Può, allora, la svalorizzazione del culto alla Madonna implicare una svalorizzazione del Mistero dell’Euca-ristia, com’è successo nelle Chiese separate?

Può darsi, io non saprei dire se è conseguenza del fatto che, mancando il culto mariano, manchi anche il culto eucaristico. Ciò che posso dire con sicurezza è che una visione cattolica, come pure ortodossa, di quello che è il posto di Maria nella Chiesa, è la visione che ci porta a capire la totalità dei Misteri. Non possiamo mai pensare a Maria senza la Chiesa, e neppure alla Chiesa senza Maria. Dovremmo ricordare sempre, come è scritto al principio degli Atti degli Apostoli, che Maria era con gli Apostoli in unione, in comunione, perseverando nella preghiera. Maria era come la persona che dà tutto il significato profondo di ciò che è il Mistero di Suo Figlio. Come ci dice Giovanni Paolo II nella Redemptoris Mater, Maria porta i fedeli all’Eucaristia, perché tutto il desiderio della Madre è portare i figli che Gesù Le ha dato alla conoscenza totale di Cristo, finché cioè non scoprono l’Eucaristia. Per questo la Vergine è garanzia di fede eucaristica, di comunione della Chiesa, di tutta la totalità del Mistero. E con lo stesso realismo con cui Maria sentì che nel Suo grembo germinava il Verbo di Dio fatto carne, così ci invita a vedere Gesù veramente presente nell’Eucaristia. E con lo stesso sguardo contemplativo con cui Maria vide Suo Figlio sulla Croce, ci aiuta a contemplare il Mistero dell’Eucaristia come un mistero dell’Amore grande di Gesù, che ha dato il Suo Corpo e il Suo Sangue per noi. E come Maria si rallegrò con la Resurrezione del Figlio Suo, ed è adesso risorta e gloriosa come Cristo alla presenza del Padre, così ora ci aiuta a capire questa presenza di Cristo risorto nell’Eucaristia. Maria, quindi, ci porta ad una comprensione totale dell’Eucaristia.

©HM 122 Gennaio - Febbraio 2005