Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 126 - Settembre/Ottobre 2005 HM Rivista - Come conobbi il Focolare - Maria Jesús Jiménez

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como1Come conobbi il Focolare - Maria Jesús Jiménez

Beh, in realtà credo che sto ancora conoscendo il Focolare. Mi spiego meglio: sento che, come ogni opera di Dio, supera i limiti umani, per cui non finirò mai di conoscerlo. Undici anni fa mi decisi ad andare ad un ritiro a Priego con il Focolare della Madre, invitata da suor Rocío, mia compagna della facoltà di Farmacia. Sono convinta che tutto fu provvidenziale, e senza dubbio Nostra Madre ha molto a che vedere con tutto questo. Lo scrivo convinta, e non posso fare altro che ringraziare e sentire come la mia piccolezza aumenti di fronte alla Sua immensità.

Fu un “bombardamento di Dio”. Sentivo che la mia anima si allargava bevendo da quell’ “acqua viva” di cui tanto avevo bisogno. Passavo di sorpresa in sorpresa vedendo come quello che il mio quieto vivere frenava, ora si apriva con una forza insospettata rompendo le barriere che il mio cattolicesimo superficiale aveva creato.

Era la Settimana Santa del 1994, anno delle famiglie, e il tema trattato era proprio la “Lettera alle famiglie” di Giovanni Paolo II. Fin dal primo momento incontrai persone, la maggior parte giovani, che mi fecero dimenticare la mia diffidenza grazie alla loro gioia, amabilità, servizio, rispetto, e tutto per mezzo di Cristo e per Cristo. Fu allora che conobbi Mamie. Mi dissero che era incredibile, e veramente avevano ragione. Tutta la sua fragilità esterna diventava forza, franchezza e profonda devozione quando si stava con lei. Ricordo come in sua presenza mi veniva da piangere, chissà perché capii che Dio mi chiedeva di mettermi all’opera. Seguirono giorni di preghiera molto intensi, di grandi scoperte, come la recita del Rosario, di conferenze e celebrazioni, e di forti testimonianze di fede. Ne ero incantata: avevo trovato persone che erano e volevano continuare ad essere testimoni di Gesù Cristo nel mondo, persone coerenti con la loro fede, che mi gridavano che era possibile essere cristiani anche in questa società così povera di valori. Avevo trovato la mia strada.

Da allora si sono succeduti gli incontri di Settimana Santa, i ritiri, il Centro-Focolare, i pellegrinaggi... che mi hanno progressivamente aperto le porte alla profonda spiritualità del Focolare, facendomene sentire partecipe. Il Focolare mi ha avvicinato alla Vergine Maria, Maestra e Modello, sempre docile e pura, a sentirLa come vera Madre che si cura di noi e intercede per tutti noi. Adesso ricordo come nei momenti più importanti di questi ultimi anni, il mio fidanzamento, il mio matrimonio, la nascita ed il battesimo dei miei figli, e persino in momenti di dubbio e di sconforto, non ho fatto ricorso ad altri che a Nostra Madre, che con amore e pazienza mi aiutava a sentire la mano paterna di Dio. Attraverso di Lei imparo a vivere l’Eucaristia come il maggior mistero dell’amore di Gesù Cristo per la Sua Chiesa, e mi emoziono molte volte pensando alle mie miserie e alla Sua grandezza (di nuovo Ti consegni per noi, Signore!), spiando l’infinità dell’Amore divino che sorpassa ogni razionalità.
como2 Il Focolare mi ha inoltre posto nella necessità di portare i giovani, futuro della Chiesa, a Cristo. Ho toccato con mano che c’è speranza in questa gioventù che tante volte ci viene presentata come perduta, e che tanto il nostro caro Papa Giovanni Paolo II curò e amò, sempre esempio vivo di fede.

Devo ringraziare tante persone che durante questi anni mi hanno insegnato ad innamorarmi di Dio, a cercarLo nella preghiera e nei sacramenti, ad orientare la mia vita per darle un senso, e a sentire veramente il Focolare come la mia famiglia. Spero che in ogni momento l’esempio di Cristo e della Vergine Maria siano presenti in me e che io possa rispondere con amore a tutto l’amore ricevuto.

©HM Nº 126 Settembre - Ottobre 2005