Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 127 - Novembre/Dicembre 2005 HM Rivista - Mamie - il figlio spirituale di Mamie n. 1: P. Enzo Bianchi

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penzoMamie - il figlio spirituale di Mamie n. 1: P. Enzo Bianchi

Di D. Rafael Alonso Reymundo

Il giorno 1° settembre di quest’ anno P. Félix López Lozano, F.llo José Javier Martins de Passos ed io ci trovavamo verso le 11 del mattino in una stanza dell’ospedale di Borgo Trento, nella città di Verona, in Italia, a concelebrare l’Eucaristia.

Il giorno prima, alle 7 del mattino, eravamo partiti dalla Spagna di gran corsa dopo una telefonata di amici italiani che ci avevano avvisati dell’estrema gravità delle condizioni di P. Enzo Bianchi, un figlio spirituale di Mamie molto amato nel Focolare della Madre.

Era ricoverato nel reparto di Radioterapia. Quando entrammo nella sua stanza, salutammo i presenti: il Superiore di P. Enzo, P. Giuseppe, due ragazze, un ragazzo, la dott.ssa Anna, una religiosa che pure si occupava di lui, e la psicologa dell’ospedale.

Dopo i saluti parlammo un po’ dell’impressione dataci dal suo stato molto deteriorato. Mi avevano detto all’entrata che al massimo avrebbe avuto due mesi di vita. Con difficoltà poteva farsi sentire, ed io quasi non capivo le sue parole. Bisognava che gli inumidissero le labbra con dell’acqua per permettergli di dire qualcosa.

Avevamo portato con noi tutto il necessario per celebrare la S. Messa. Ottenuto il permesso di celebrare, immediatamente organizzammo il tutto. La religiosa portò il tavolo dell’altare, e P. Enzo mi chiese di celebrare in spagnolo. Dal suo letto di ammalato P. Enzo concelebrò. Gli mettemmo la stola sul cuscino e la facemmo cadere ad entrambi i lati del suo corpo. Egli seguì tutto il sacro rito. Nella consacrazione alzò il braccio per consacrare, ed io dissi nella predica: “Dobbiamo avere l'audacia di affidarci con fiducia alla Misericordia divina”.

Io mi emozionai, e piansero anche la dottoressa e la psicologa. La S. Messa fu un momento di profonda dimensione spirituale. Rimanemmo un po’ con lui dopo la S. Messa. Poi raccogliemmo le nostre cose e ce ne andammo.

Il giorno dopo, il 2 settembre, partimmo da Milano, dove eravamo ospiti in casa di amici, alle 6.30 del mattino, e viaggiammo tutto il giorno per ritornare in Spagna.

Verso le 14.40 giunse la telefonata di Andrea Bertotto, figlio dei coniugi Silvana e Marco, che ben conoscevano P. Enzo avendolo come direttore spirituale: mi diede la notizia che P. Enzo era morto dieci minuti prima, e il fatto mi colpì molto. Ringraziai il Signore e Nostra Madre per averci ispirati a intraprendere quel lungo viaggio da Santander a Milano e da Milano a Verona per essere vicini a questo sacerdote Pavoniano, religioso e figlio spirituale di Mamie, negli ultimi momenti di vita. Pensai che la nostra presenza era stata guidata dall'alto, e che era stata per lui motivo di grande gioia. Pregai per lui, e feci partecipi della notizia tutti coloro che potevano pregare per lui.

Ma quale relazione c'è tra P. Enzo e Mamie?

Ho conosciuto P. Enzo quando stavo ancora preparando gli esami di stato per insegnare, e studiavo nella Casa che la Compagnia di Gesù ha a Villagarcía de Campos (Valladolid). Egli era allora professore in una scuola che i Padri Pavoniani avevano nel quartiere del Carmine di quella città.

Uomo di spirito mariano ed eucaristico, possedeva il grande dono di aiutare le anime dei giovani, dai quali era normalmente circondato. Aveva uno spirito gioioso, anche se con una certa tendenza alla melanconia, poiché ancora giovanissimo era rimasto senza padre.

Era il primo figlio spirituale di Mamie.

Mamie, come ringraziamento per la sua miracolosa guarigione dalla paralisi che l’aveva colpita in conseguenza di un’operazione chirurgica per una gravidanza extrauterina, andava tutti gli anni a Lourdes almeno un mese per fare servizio ai malati. Era anche il periodo in cui Mamie aveva iniziato ad avere una profonda vita interiore, che le aveva fatto comprendere di dover dedicare la sua vita ai sacerdoti. Fu in uno di questi soggiorni a Lourdes che Mamie conobbe P. Enzo, allora giovane sacerdote, e subito sentì che nella sua missione lui era il primo per il quale doveva offrire sacrifici e preghiere. Mamie sarebbe giunta ad avere novantanove figli spirituali sacerdoti, l’ultimo è stato P. Félix López.

Ora, in quella stanza di ospedale, si erano trovati uniti nel mistero della sofferenza tre dei figli spirituali di Mamie: il primo, che Mamie ricevette come figlio spirituale a Lourdes, l’ultimo, ricevuto come tale nel Monastero di Priego (Cuenca, Spagna), e il numero 43, che sono poi io, anche se avrei voluto essere il numero uno, ma ho potuto essere solo il numero “uno bis”.

Sono rimasto profondamente colpito dalla Provvidenza Divina in questi eventi, e mi prostro in adorazione avendo compreso che Dio guida le nostre vite attraverso disegni misteriosi, per la Sua Gloria e per il bene di tutti.

©HM Nº 127 Novembre - Dicembre 2005