Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 131 - Luglio/Agosto 2006 HM Rivista - Come Conobbi il Focolare - Sarah Harmon

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comoCome Conobbi il Focolare - Sarah Harmon

2006 - 20 anni

Come conobbi il Focolare? Beh, io credo che ci sono due modi di conoscere qualcosa o qualcuno. In primo luogo, posso conoscere qualcosa se entro in contatto con essa, anche solo conoscendo qualcosa di così semplice come il suo nome. In questo modo giunsi a conoscere il Focolare della Madre nel febbraio del 2005. Eppure c’è un altro tipo di conoscenza, che va al di là della semplice conoscenza del nome. Si può conoscere qualcosa in modo più approfondito imparando, e si impara meglio attraverso l’esperienza personale. E la mia esperienza del Focolare della Madre è stata tale che ha cambiato la mia vita.

Il mio avvicinamento al Focolare è avvenuto gradualmente. Solo con una certa difficoltà posso seguire le azioni provvidenziali per capire come sono arrivata a questo punto. Andai all’Università Ave Maria a Naples, in Florida. Quando ci andai, non sapevo che Ave Maria ha un programma di discernimento per ragazze, condotto dalle Serve del Focolare della Madre. Le suore aiutano a dirigere le anime delle ragazze dell’università alla ricerca della vocazione che Dio vuole per loro, sia per la vita matrimoniale, sia per la vita consacrata. Durante il mio primo semestre in Università non sapevo nulla di questo programma.

All’inizio del secondo semestre ci fu un ritiro per ragazze condotto dalle Serve. Molte delle mie amiche andarono a questo ritiro, ma io non volevo andarci. Fino all’ultimo momento prima di uscire ero decisa a rimanere nel mio collegio universitario, ma le mie amiche continuavano ad insistere che andassi con loro. Finalmente, mi misero in macchina e partimmo, allora mi convinsi che avrei dovuto pensare a quello che stavo facendo.
Quando arrivai al ritiro imparai e sperimentai molte cose che avrebbero cambiato la mia vita. Uno dei sacerdoti presenti, anche lui del Focolare, iniziò a parlare dell’importanza della Messa giornaliera, dell’Adorazione quotidiana, del Rosario quotidiano e della Confessione frequente. Egli sottolineò l’importanza e la necessità di quegli impegni, ed insistette sul fatto che ciascuno è chiamato da Dio ad essere santo. Santo? Era la prima volta che ascoltavo qualcosa del genere! Un’altra cosa sottolineata nel ritiro fu l’importanza di staccarsi dalle cose cui siamo più attaccati ma che ci separano da Dio. Tutto questo provocò un profondo sconvolgimento in me, ed iniziai a cambiare molte cose della mia vita. Iniziai inoltre a frequentare le suore e il Focolare.

Iniziai una vita di preghiera, seguendo le linee indicateci. Chiesi a una delle suore di diventare la mia guida spirituale, ed iniziai a seguire i suoi consigli su come migliorare la mia relazione spirituale con Dio. Mentre mi staccavo da certi attaccamenti, Dio mi concesse la grazia di sperimentare una profonda gioia. Sentii come se Egli mi dicesse: “Desideravo riempire questo spazio della tua anima”. Vedendo che il mio attaccamento a tante cose era un ostacolo nella mia relazione con Dio, iniziai a cercare le cose cui potevo rinunciare per Lui. Ero come una bambina, che chiede ansiosamente: “Che cosa posso darti adesso?”. Così continuavo a chiederGli nella preghiera, e dopo alcune settimane di insistenza in questa richiesta, Egli rispose al mio insistente interrogativo dicendo: “Tutto”. Dopo questa risposta, che era l’ultima cosa che mi aspettavo, iniziai a perdere la mia generosità. Per me questo “tutto” che Egli mi chiedeva significava darGli la mia vita come religiosa, ed io non lo volevo. Pertanto dissi un deciso no al Suo desiderio che andassi avanti nel discernimento di ciò che Egli voleva da me. Decisi di smettere di chiederGli che cosa voleva da me, perché non ero pronta a darlo. Continuai con i miei impegni, ma da quel momento iniziai a perdere la pace che avevo trovato nella mia anima. Nelle settimane seguenti vissi momenti di drastici cambiamenti, mentre iniziavo a lottare contro ciò che Dio mi aveva rivelato. Non parlai mai di questo con la mia guida spirituale, e il peso di portare tutto questo da sola pesava molto sulla mia anima.
Pensavo molto a ciò che Dio voleva e ciò che io volevo, e non arrivavamo ad un accordo.
sarah1 Un punto decisivo per me in questa lotta fu l’ultima settimana di vita di Giovanni Paolo II. Una suora di Roma mi scrisse una e-mail e vi inserì una della sue ultime frasi: “Vi ho cercati. Adesso siete voi che venite a me. E vi ringrazio.” Questa frase è molto bella. L’unico problema era che non potevo capirla perché era scritta in spagnolo. Perciò decisi di entrare in un sito per la traduzione per scoprire ciò che significava. Quando lo feci, la pagina non si aprì bene. Stavo aspettando, ma l’unica cosa che apparve nel sito era un piccolo pulsante che diceva: “La parola del giorno”. Stavo spazientendomi, premetti il pulsante per cercare di scaricare di nuovo la pagina. Invece, apparve una nuova pagina con la parola del giorno che fu come uno schiaffo per me: DISCERNIMENTO. Ahhhh!!! Premetti di nuovo il pulsante per ritornare indietro rapidamente alla pagina precedente, ma la parola rimaneva fissa nella mia mente. Sembrava che Dio si fosse stancato della mia mancanza di generosità e avesse deciso di scrivere ciò che Egli voleva chiaramente, perché io lo vedessi. A questo punto, mi resi conto che dovevo accettare la Sua volontà nella mia vita.

Così iniziai a recuperare la pace mentre cercavo di nuovo la strada. Mi sentivo molto attratta ad imparare di più sul Focolare e su quelle suore che mi avevano colpito per essere estremamente gioiose nella loro vocazione. Era come se Dio volesse farmi andare in Spagna durante l’estate per discernere se quello era ciò che Egli voleva da me. Ci andai per due mesi, e durante quel tempo sperimentai ciò che avevo sentito dire, cioè che era veramente il Focolare della Madre. Era come se fin dal primo istante io fossi entrata a far parte di una grande famiglia. Attraverso l’esperienza avevo imparato, e attraverso l’apprendimento avevo conosciuto, e attraverso la conoscenza mi ero resa conto della chiamata che Dio voleva che seguissi, facendo parte del Suo Focolare. Dopodiché, Dio mi mostrò chiaramente che Egli voleva di più da me: voleva che, come ho già detto, Gli dessi tutto. Perciò il 13 luglio del 2005 entrai come candidata delle Serve del Focolare della Madre. Quando lo comunicai ai miei genitori, la risposta che ricevetti mi rese estremamente felice. Essi accettarono la mia vocazione con amore e serenità, e me lo dimostrarono citando Giovanni Paolo II su “Il significato della vocazione”:
“… generare un figlio è, soprattutto, riceverlo da Dio. È una questione di ricevere da Dio come un dono il figlio che è stato generato. Per questa ragione i figli appartengono prima a Dio e poi ai genitori”. E questa è una verità che è ricca di implicazioni sia per i genitori che per i figli. Io sento che la loro accettazione e il loro coraggio generoso sono stati un enorme dono di Nostra Madre.

Ringrazio Dio che mi ha condotto al Focolare e mi ha chiamata ad essere parte del regalo che Egli vuole fare a Sua Madre. Dal Cuore di Sua Madre, Cristo ha lavorato per trasformarmi e così abbandonarmi alla Sua volontà ogni giorno, dicendoGli con Sua Madre “Si compia in me la Tua parola”.

©Rivista HM º131 Luglio/Agosto 2006