Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 134 Gennaio/Febbraio 2007 HM Rivista - Come Conobbi il Focolare - Ana Isabel

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Come Conobbi il Focolare

Ana Isabel Jiménez

1997 - 22 anni
2006 - 31 anni


Non è facile iniziare a scrivere come conobbi ciò che è stato così importante nella mia vita. Inizio con l’esperienza che ebbi ad alcuni esercizi spirituali, pensando al Focolare della Madre.


Mi veniva in mente l’immagine del Calvario, Gesù sulla Croce accompagnato da Maria Sua Madre e da San Giovanni, il discepolo amato, nel momento in cui il Signore gliela “regala” come Madre. Quel momento segnò in me la nascita del Focolare, “il regalo che il Signore vuole fare a Sua Madre”: lì ho trovato il senso di “essere regalo”. Il Signore dalla Croce ci dà la cosa più grande, unica e più importante che ha in quel momento: Sua Madre, e in San Giovanni vedo riflessa tutta la gioventù. Per me il Focolare nasce sulla Croce come regalo per la Vergine.

Ebbene, Dio mosse tutti “i fili” della mia vita, perché nel febbraio del 1997 potessi andare a Cuenca a studiare per diventare assistente sociale. Vi andai più tardi dell’inizio del corso perché allora stavo studiando informatica con una borsa di studio in Inghilterra. Quando venni a sapere che mi avevano ammesso a Cuenca, non ero molto entusiasta, perché io mi ero già disegnata il mio futuro lì, in quel Paese.

Una volta a Cuenca, cercai una Parrocchia dove poter fare catechismo coi bambini, collaborare con la Caritas e allo stesso tempo avere i fine-settimana liberi, perché stavo uscendo con un ragazzo di cui ero molto innamorata. Non a caso, in quasi tutte le parrocchie cui mi rivolsi, la catechesi era solo nel fine-settimana. Dio stava preparando il luogo e le persone.

Non passai l’esame di Sociologia del primo anno e, come ero solita fare, andai a visionare il compito d’esame. La professoressa mi disse che dovevo chiedere gli appunti alla migliore tra quelle che avevano fatto l’esame, una certa Estela Morales. Dalla “descrizione” non poteva essere che la ragazza che allora era postulante delle Serve del Focolare della Madre. Sia per l’aspetto sia perché avevo già conosciuto altre consacrate, avevo l’impressione che lo fosse anche lei, per cui pensai che sicuramente conosceva una parrocchia come la cercavo io. E così fu, era di una parrocchia dove si poteva fare il catechismo nei giorni feriali.

L’attuale Suor Estela insieme a Rosi (adesso Suor Rosi) mi attraevano e mi sorprendevano molto, soprattutto perché erano sempre contente quando il resto della classe arrivava già stanco e nervoso fin dal mattino presto. Sorridevano a tutti, che facessero loro caso o no, e arrivavano cantando in classe…Per me erano un “segno di contraddizione”. Mi piaceva molto il loro comportamento!

Non appena chiesi gli appunti a Estela, ella mi invitò subito ad un pellegrinaggio che i giovani del Focolare facevano a Roma a vedere il Papa. Non sapeva certo che desideravo molto vedere il Papa, ma siccome era estate io volevo stare con il mio ragazzo, perciò ricevette un “non posso” per risposta. Ciononostante, mi sorprese che senza conoscermi si lanciasse ad invitarmi.

L’esame fu un successo, e nel restituirle gli appunti, la ringraziai ed ella immediatamente ringraziò Dio. Devo riconoscere che tutto ciò che mi diceva di Dio mi attraeva molto, e per questo cercavo di incrociarle con frequenza, anche se d’altra parte avevo paura di diventare come loro…

Andai a un ritiro in cui conobbi Padre Rafael e tutte le suore (una comunità molto attiva e simpaticissima) e dopo un campeggio ed un’estate in cui molte cose mi parlavano di “e perché no la vocazione…?”, entrai nel Focolare il 3 maggio 1999, festa della mamma. Fu per me un giorno molto importante. Vedevo sempre più chiaro che dovevo cambiare e abbandonare molte cose della mia vita, fra le quali il mio ragazzo. La Madonna era e continua ad essere al mio fianco in tutti i momenti in cui ho dovuto dare un passo importante. Uno di essi fu, grazie a Dio, lasciare quel ragazzo, perché non era ciò che Dio voleva da me.

Non avevo mai pensato alla possibilità della vita religiosa, ma non ero neanche chiusa ad essa. E fu così che entrai come candidata delle Serve del Focolare l’8 dicembre 1999. Ho vissuto con loro degli anni fondamentali, importantissimi e meravigliosi che non dimenticherò mai. Ma dopo un lungo discernimento capii che Dio non mi chiamava alla vita religiosa ma a quella matrimoniale. Dio si serve di tutti i “mezzi” affinché sentiamo sete di Lui e del Cielo. Da allora vivo con molta voglia di raggiungere il livello di santità che il Signore spera da me, mi porti dove mi porti.

Dice Madre Teresa di Calcutta: “Siamo dove siamo, facciamo ciò che facciamo, l’importante è che apparteniamo a Gesù Cristo”. Santa Teresina del Bambino Gesù si sentiva come la “pallina” del Signore, una volta in quest’angolo, un’altra in un altro, dove desidera la Sua Divina Volontà. Così è per me. Mi sento molto felice ed amata da Dio. Attualmente la Madonna mi ha permesso di poter lavorare totalmente per Lei nel Suo Focolare e nel Suo nome percorro la terra spagnola facendo conoscere la Fondazione E.U.K. Mamie e distribuendo il materiale per bambini e giovani che noi stessi produciamo.

Non posso smettere di ringraziare Dio per il Focolare e la Sua Santissima Madre per avermi scelta. “Il Signore è stato grande con me e sono molto gioiosa…”.

 

© Rivista HM º134 Gennaio/Febbraio 2007