Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 137 Luglio/Agosto 2007 HM Rivista - destinazione ecuador

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Destinazione Ecuador

Servi del Focolare della Madre

 

Martedì 24 aprile 2007 alcuni Servi del Focolare della Madre partirono per l’Ecuador con destinazione Playa Prieta e Chone, due dei luoghi in cui attualmente si trovano le comunità delle Serve del Focolare della Madre. Il loro obiettivo era sia di apostolato sia di lavoro. Si occuparono delle comunità di adulti e di giovani del Focolare della Madre e lavorarono nei progetti missionari che si stanno portando avanti in queste città.
A Playa Prieta, dove le Serve dirigono una scuola per 300 alunni, hanno lavorato nella costruzione di un appartamento per poter accogliere i volontari che aiutano nelle missione.
A Chone continua ad avanzare il progetto di costruzione di una proprietà per l’allevamento di bestiame e per la coltivazione di alberi da frutto in modo tale da fornire gli alimenti per le mense per i bambini. Là i Servi hanno lavorato alla costruzione di una casa che servirà come residenza per la famiglia che si incaricherà di custodire e lavorare nella proprietà.

 

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Martedì 24 aprile alcuni di noi Servi siamo partiti dall’aeroporto di Madrid diretti a Guayaquil, Ecuador. Avremmo trascorso un mese in un Paese totalmente nuovo per la maggior parte di noi. Un mese dedicato al lavoro apostolico e ad aiutare le nostre comunità nei vari progetti che stiamo cercando di portare avanti e che saranno di grande beneficio per i più poveri. Pieni di grandi speranze e di entusiasmo nel compiere la volontà di Dio, siamo partiti con spirito gioioso. In testa c’era P. Juan Antonio, e con lui tre fratelli allora novizi, che adesso hanno già fatto la loro prima professione, i Fratelli Greggy, José Luis e René; Kevin, postulante, ed io, P. Dominic.

Dopo un lungo viaggio di 14 ore, il nostro aereo gradualmente scendeva sulla città di Guayaquil. Noi che eravamo seduti vicino ai finestrini allungavamo i nostri colli per poter vedere già qualcosa dell’Ecuador. Fu uno spettacolo indimenticabile: come un mare di formichine, ciascuno nel suo mondo. Erano le 18 a Guayaquil, l’una del mattino ora spagnola.

Andammo a recuperare le nostre valigie, che erano grandi e molto piene. In realtà i nostri oggetti personali erano pochi, ma il nostro bagaglio consisteva fondamentalmente in tantissime medicine per i bambini e per le famiglie povere che non hanno mezzi. Portavamo anche libri per i bambini della scuola che le nostre sorelle stanno dirigendo a Playa Prieta. Ebbene, carichi di bagagli, pieni di stanchezza e assordati dal rumore del motore dell’aereo, giungemmo alla sala degli arrivi, dove ci diedero il benvenuto S.lla Inmaculada ed Eliana, una delle postulanti delle Serve. Nell’uscire dall’aeroporto per recuperare il nostro furgoncino, notammo immediatamente l’onda di un intenso “calore mortale”.

 

ecuador Seguendo attentamente le istruzioni di S.lla Inmaculada, intraprendemmo il nostro viaggio. Due fratelli ed io eravamo seduti dentro il furgoncino, mentre gli altri erano seduti sul rimorchio, all’aria aperta. Fu allora che ci rendemmo conto che certamente quella non era la Spagna. Il motore si mise in moto e il nostro furgoncino si immerse nel traffico caotico della città, che presto lasciammo alle spalle per raggiungere una bellissima isola di pace in cui si trova la comunità di Schoenstatt. Dopo esserci organizzati ed aver pregato, giunse l’ora di andare a letto. Quella notte dormimmo molto bene. Era stata una lunga giornata, notte e mattina. Il giorno dopo, già un po’ ripresi, dalle nostre stanze potevamo sentire i cinguettii degli uccelli. Poco dopo, e prima di rendercene conto, eravamo tutti nel furgoncino diretti verso nord, in direzione di Chone. Prima di arrivarci, ci fermammo a Playa Prieta, dove le nostre sorelle dirigono una scuola per bambini tra i 4 ed i 16 anni. Questo sarebbe stato il nostro luogo di lavoro dal lunedì al venerdì.

Ben presto arrivammo a Chone, dove vive l’altra comunità di Serve. In questo primo giorno, dopo pranzo, andammo a visitare la proprietà Maria Elisabetta. Lì abbiamo conosciuto Renan, un ragazzo molto gentile e pieno di gioia, che ci ha fatto fare un giro completo del terreno. Era veramente affascinante. Abbiamo visto i polli, i maiali, ed un’enorme quantità di frutti e piante che servono principalmente per provvedere di cibo i numerosi bambini poveri di Chone.

Il giorno dopo, già con indosso i nostri vestiti da lavoro, siamo andati nella proprietà ad aiutare in tutto quello che potevamo. Abbiamo avuto una grande varietà di esperienze: dare da mangiare ai maiali, uccidere i polli, piantare banani, fare recinti, costruire e buttare giù muri, scavare scoli e pozzi, piallare le pareti, mettere piastrelle, fare cemento e cemento armato, ecc. Abbiamo anche avuto la nostra parte di purificazione: febbri, punture di zanzare e di altri insetti, tagli e graffi, diciamo, un’opportunità ideale da offrire al Signore.

Dal punto di vista spirituale, credo che il nostro viaggio abbia dato frutto. Partecipammo alle riunioni dei giovani e degli adulti del Focolare. L’ultimo giorno nella scuola venne imposto lo scapolare a molti bambini. Si percepisce chiaramente che la gente ecuadoriana ha veramente molta sete di Dio. Quando celebravamo la Messa nella parrocchia, di giorno feriale, c’era molta partecipazione all’Eucaristia e molta gente si poté confessare.

Ci fu un avvenimento in particolare che mi colpì molto. Un pomeriggio un uomo anziano venne in chiesa per confessarsi quando la Messa stava per cominciare. Siccome c’erano già alcune persone che stavano aspettando di confessarsi, io gli suggerii di confessarsi dopo la Messa, perché stava diventando tardi per la celebrazione della Messa, ma lui gentilmente insistette che preferiva confessarsi prima della Messa. Mi disse che era molto ammalato e che non si era confessato da trent’anni. Iniziammo la Messa un po’ più tardi del solito, benedetto sia Dio!, ma sicuramente in Cielo c’era molta gioia per la riconciliazione di quest’anima con Dio.hnorene

Le sorelle ebbero molto cura di noi. Il lavoro apostolico che stanno realizzando è veramente meraviglioso. Dovunque vanno, irradiano l’amore e la gioia della Madonna. Il Focolare della Madre è veramente vivo in Ecuador, fra le sorelle, gli adulti e i giovani. È meraviglioso vedere i frutti di fedeltà, generosità e dedizione alla volontà di Dio. Non ho dubbi che Dio continuerà a benedire abbondantemente il tanto lavoro che è stato compiuto.

Il mese passò molto rapidamente, fu molto intenso, pieno di molte esperienze ed emozioni. Tutti lavorammo sodo, ma fu un mese pieno di grazie. Tra di noi c’era un meraviglioso spirito di gioia, di unità e di partecipazione.
Quasi non potevamo credere quando ci ritrovammo di nuovo nell’aeroporto di Guayaquil in coda per il check in. Due ore più tardi il nostro aereo si alzava al di sopra della città. Per l’ultima volta intravedemmo il cielo al tramonto e la grande città. Grazie, Dio. Ciao, Ecuador! A presto!

© Rivista HM º137 Luglio/Agosto 2007