Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 138 Settembre/Ottobre 2007 HM Rivista - come Conobbi il Focolare - sole

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Come Conobbi il Focolaresole

Soledad Martin

1998-2007

Veramente non so come iniziare a raccontare come conobbi il Focolare, perciò vi racconterò un po’ il mio cammino di conversione fino ad oggi.

Sono sempre stata cattolica. Nacqui in una famiglia cattolica spagnola da madre credente e padre che, attualmente, si definisce agnostico. Da quando ricordo, ho assistito alla Messa domenicale, anche se non sempre con mia madre. Rivolgendo lo sguardo indietro, non ricordo che mio padre ci accompagnasse a Messa se non in poche occasioni. Ho frequentato il catechismo per la Prima Comunione e la Cresima, e devo ammettere che adesso mi rendo conto di come la mano provvidente di Dio ha agito durante la mia vita, mettendo sulla mia strada le persone e le situazioni adatte che mi potevano aiutare. Con occhi umani non era molto facile unire le due cose, poiché, per il lavoro di mio padre, abbiamo dovuto cambiare città varie volte durante la mia infanzia. Di fatto, quando ho avuto l’età per ricevere la Cresima, è stato un anno in cui siamo vissuti in casa di mia nonna, perché avevano trasferito mio padre in un’altra città, e “casualmente” le mie compagne di classe si stavano preparando per ricevere la Cresima, e mi invitarono ad assistere alla catechesi preparatoria. Era il loro secondo anno di catechesi, perciò dovetti chiedere il permesso di farne parte pur senza avere seguito il primo anno, dato che l’anno seguente già non avremmo più vissuto là. Non ci furono problemi al riguardo, e il giorno della mia Cresima ero sola perché i miei genitori si trovavano nella città in cui saremmo andati a vivere l’anno seguente.

Sempre “casualmente”, quando andammo a vivere a Valenza, dove attualmente risiediamo, le mie amiche, quelle che conobbi quando vi arrivai e con le quali frequentai il Liceo, avevano studiato in una scuola di suore ed ogni sabato avevano riunioni post-cresima, perciò mi unii a loro per quegli incontri ai quali andavo volentieri.family
Però con il passare del tempo, all’età di 19 o 20 anni, iniziai a sentire nel mio cuore un’inquietudine, un’insoddisfazione, quelle riunioni non mi riempivano più. Iniziai a pensare che Dio non poteva essere solo quello, mi appariva troppo “piccolo”. In tale situazione vedo chiaramente la mano di Dio perché, altrimenti, non avrei fatto il passo di cercare qualcosa di meglio, o probabilmente non mi sarei accorta di ciò che il Signore aveva messo sulla mia strada.

Conobbi una coppia sposata che iniziò a parlarmi di Dio come non avevo mai sentito. Iniziai a recitare il Rosario, cosa che non avevo mai fatto, successivamente iniziai ad andare a Messa giornalmente, a confessarmi con molta più frequenza, a condurre una vita spirituale che non avevo avuto fino ad allora e che mi rivelò un Dio che riempiva il mio cuore e che iniziai a conoscere in modo più intimo e più personale. Fu lì che iniziò il mio “incontro personale”.
Con il passare del tempo, altre persone giunsero a sperimentare come noi il “loro incontro personale”, formando un gruppo costituito da varie famiglie giovani con i loro figli, ed altri che come me non avevano ancora scoperto la propria vocazione. Purtroppo, con grande rammarico e dispiacere, il gruppo si disfece (il demonio non smette mai di fare il suo lavoro), e così tutti mantenemmo la nostra fede, ma senza il riferimento della comunità che il Signore e Nostra Madre, con tutto il loro Amore e la loro Pazienza, avevano formato. Passarono alcuni anni, ed io mantenni la mia vita spirituale, anche se devo ammettere che fu meno impegnata e diminuì l’ardore. Fu in questo periodo che mi sposai ed ebbi la mia prima figlia. In fondo al cuore sentivo che mi mancava qualcosa, che avevo bisogno di appartenere a “qualcosa” per mantenere così, con l’aiuto e l’appoggio di altri, le mie esigenze spirituali e così crescere. Nonostante la rottura del gruppo di cui vi ho parlato, continuammo a mantenere i contatti con alcuni del gruppo. Molte erano le cose che avevamo condiviso, e l’affetto rimaneva in noi. Si potrebbe dire che formavamo quasi una famiglia, e quindi non era facile rompere quel legame.
A questo punto nuovamente intervennero la mano del Signore e di Nostra Madre, mettendo il Focolare della Madre sulla strada di alcuni di noi. In principio io non sapevo della loro esistenza, ma questi nostri amici iniziarono a parlarci degli Incontri della Settimana Santa, del “Centro-Focolare” e, qualche tempo dopo, mio marito ed io decidemmo di andare un’estate a Barcenilla per vedere cosa mai fosse ciò di cui ci parlavano con tanto entusiasmo.
Fu fantastico. All’arrivo, ascoltando le meditazioni, condividendo un giorno dopo l’altro, sentii che era lì che Nostra Madre mi voleva. Questo era così chiaro che quella stessa estate presi il mio impegno come membro del Focolare che, felicemente, dura fino ad oggi, sperando di poter presto prendere il mio impegno perpetuo. Adesso ciò che chiedo al Signore e a Nostra Madre è di essere loro fedele sino alla fine e che, nonostante le cadute e le difficoltà, io non smetta mai di far parte del regalo che il Signore vuole fare a Nostra Madre.

© Rivista HM º138 Settembre/Ottobre 2007