Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 138 Settembre/Ottobre 2007 HM Rivista - Mamie, i Sacerdoti e i Vescovi

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mamieMamie, i Sacerdoti e i Vescovi

Mamie ricevette la missione di pregare e di offrirsi per i sacerdoti. Mi disse che era Nostra Madre che le indicava quali dovevano essere i suoi figli spirituali. E a poco a poco, nel corso della sua vita, comparivano, non in modo fortuito bensì provvidenziale, coloro per i quali doveva offrirsi e pregare. Sacerdote dopo sacerdote, e persino tre vescovi. Ella fu fedele alla sua missione. Non l’abbandonava mai. Sapeva ciò che il Signore le chiedeva e lo realizzava giorno dopo giorno.
Nostra Madre le annunciò che avrebbe avuto novantanove figli spirituali sacerdoti. Il primo glielo diede a Lourdes, ed era un religioso pavoniano (della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata di San Lodovico Pavoni) di nome Enzo Bianchi, e l’ultimo fu P. Félix López, lo stesso giorno in cui fu ordinato diacono il 13 luglio 1993, l’anno prima della morte di Mamie. Io ero il numero quarantatre.

Custodiva l’elenco dei figli-sacerdoti nello spirito in un quaderno, che era anche la sua agenda personale. Quella agenda le fu rubata a Milano, quando vi erano scritti poco più di sessanta indirizzi di altrettanti figli spirituali, in Piazza della Scala, dove si trova il celeberrimo teatro dell’opera, vicino alla Galleria Vittorio Emanuele. Fu un giorno tristissimo per lei. Era uno strazio per il suo spirito. Non era il valore materiale del quaderno a rattristarla, poiché non sarebbe servito al ladro altro che per gettarlo nella spazzatura, dato il suo scarso valore economico, ma perché in esso custodiva il suo tesoro più prezioso: il ricordo di ogni figlio per il quale doveva pregare e con cui si metteva in comunicazione, per incoraggiarlo e animarlo nei suoi compiti ministeriali, a volte molto gravosi. P. Enzo sapeva che nella sua borsa da viaggio, di color verde, che le avevano rubato, c’era oltre al suo quaderno anche un registratore, ed egli volle comperargliene un altro, come piccola consolazione. Ma non era quello che la faceva soffrire. Comunque accettò il regalo per non ferirlo.

Ricordo alcuni nomi che mi rimasero impressi nel cuore e nella mia vita: P. Enzo Bianchi, P. Angel M. Rojas, P. José Luis Rey Repiso, P. Tomás del la Cruz Bañas O.P., P. Féliz López, D. Ramón Rodríguez Alcalde, il suo confessore, P. Llorens, D. Manuel, D. Gerardo Ricondo …

Non tutti erano spagnoli, ma ce n’erano anche di altri paesi: del Belgio, della Francia, dell’Italia… Ed inoltre c’erano tre vescovi. Io ricordo solo il nome di due di essi: Mons. Guerra Campos e Mons. Seitz.

Ognuno di essi era per lei un figlio da sostenere, consolare, aiutare con il sacrificio e con la preghiera. Con molti di essi manteneva una comunicazione diretta. Molti andavano a recitare a casa sua il rosario assieme a molte persone che si riunivano a tal fine. Ed essi le parlavano prima di iniziare il Rosario, quasi come mezzo di preparazione a questo esercizio di preghiera.

Man mano che passano gli anni, i ricordi sfumano e restano ridotti all’essenziale. Ma a volte affiorano alla mente improvvisamente circostanze, parole, azioni… che costa esporre agli altri. Ne ricordo una fra tante: era il giugno del 1975. Mamie andò a visitare S.E. José Guerra Campos. La ricevette prima da sola nel suo ufficio. Di che cosa parlarono? Non lo so. Ma Monsignore era visibilmente commosso da ciò che Mamie gli aveva appena detto. Poi fece entrare me. Era mezzogiorno. Chiese che recitassimo l’Angelus insieme e mi chiese di dirlo io. Lo feci. Ci benedisse. Ci chiese anche di continuare a pregare per lui e per la sua diocesi, cosa che promettemmo e poi uscimmo.

Mamie però custodiva un segreto nel suo cuore. E sorrideva.

Di D. Rafael Alonso

© Rivista HM º138 Settembre/Ottobre 2007