Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 141 Marzo/Aprile 2008 HM Rivista - Dio mio, che non si guistifichino

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otherDio mio, che non si guistifichino

“…Soccorrere i bisognosi è un dovere di giustizia prima ancora che un atto di carità.”
(Benedetto XVI. Messaggio per la Quaresima 2008)

Quando l’uomo è vicino a Dio, Si accorge dei bisogni del fratello, poiché non si fa guidare dall’egoismo ma dalla carità. Signore, smuovi i cuori degli uomini perché non restino indifferenti, perché non giustifichino il loro egoismo con la generosità degli altri, perché non dicano “non posso!” quando hanno tutto in sovrabbondanza ed ormai non sanno più che cosa fare, che cosa comprare, che cosa avere per raggiungere la felicità che stanno cercando nel posto sbagliato. Dio mio, che non si scusino, che non si giustifichino.

Scrivo da Playa Prieta (Ecuador). Sono già dodici le famiglie che vengono aiutate dal Progetto di Sostegno alle famiglie dei Gruppi Missionari del Focolare della Madre. Tutti i mesi consegniamo loro un cesto di alimenti (riso, zucchero, sale, granoturco salato, latte, pollo, carne, verdura, articoli per l’igiene) che si può comperare con i 20 euro mensili donati dalle persone generose a tale fine.

gm2A Natale si dà loro un cesto speciale con qualche dolce, più riso, formaggio… perché possano celebrare la Notte di Natale un po’ meglio. Quest’anno inoltre, per l’Epifania (che è il giorno in cui qui si danno i regali di Natale), abbiamo potuto fare loro persino un regalo. Era la prima volta che ricevevano regali così belli! Nel darglielo, i bambini non potevano credere che fossero per loro, e ci chiedevano il permesso di poterli aprire, senza capire che erano davvero per loro. Non smettevano di sorridere e di ringraziare. Un anno fa non avevano ricevuto alcun giocattolo per Natale, ma quest’anno “Dio” glielo ha dato grazie alla generosità di persone di altri paesi, che essi non conoscono, ma per le quali pregano tutti i giorni.

Nel periodo delle piogge molte famiglie in campagna, che è la zona in cui siamo noi, restano senza possibilità di comunicare a causa del fango. Possono uscire a fare le spese con stivali di gomma, ma in inverno inoltrato è praticamente impossibile anche questo, poiché, se ci provi, resti letteralmente appiccicato con il fango fino alle ginocchia.

Gioisco ogni volta che andiamo a distribuire i cesti alle dodici famiglie. Prepariamo le borse, carichiamo la macchina e in tre viaggi completiamo il nostro compito. L’ultima volta, a causa delle piogge, siamo tornate a casa dopo due ore con l’abito fradicio, piene di fango, con i muscoli contratti per la gm3tensione di vedere la macchina slittare da una parte all’altra della strada per il fango…. ma raggianti di felicità, poiché con i nostri stivali di gomma, e nonostante qualche scivolata, siamo riuscite a fare in modo che queste dodici famiglie potessero mangiare un po’ meglio questo mese.

Quando ci vedevano arrivare, non smettevano di guardare i nostri abiti macchiati e i nostri stivali con quattro dita di fango, e dicevano solo “grazie, grazie, sorelle”… Li interrompevamo dicendo: “Pregate per queste famiglie che dalla Spagna, dall’Italia, dagli Stati Uniti, dall’Irlanda e da altri paesi rendono possibile che arrivi a voi questo aiuto”. Ed essi rispondevano: “Già lo facciamo, sorella, già lo facciamo”. Mentre dicevano questo, io pensavo tra me e me: “Non ringraziatemi, perché lo fate? Grazie a voi, invece, che con la vostra povertà e semplicità mi fate uscire da me stessa, mi fate superare qualsiasi ostacolo per aiutarvi, e mi fate toccare con mano che c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Non sento vergogna di chiedere l’elemosina, perché non è per me ma per i nostri poveri. Non sento vergogna di chiedere l’elemosina, perché so che quando voi date, fate un bene a voi stessi; non sento vergogna di chiedere l’elemosina, perché è frutto di giustizia che chi ha condivida con chi non ha, a volte, persino il necessario, o no?

Se non mi credete, venite e vedete. Non è la storia inventata dal missionario, non ne ho bisogno né voglio mentire, è una realtà. Non è una favola commovente, è una necessità, e mentre io mi interrogo se dare o no, un mio fratello è nel bisogno. Chi non lo ha vissuto non sa che cosa sia realmente.

Vediamo i bambini di queste famiglie uscire dalla denutrizione e i genitori sorridere riconoscenti, perché hanno qualcosa da dare loro. E li vediamo condividere, sì, perché il povero non è egoista, sa ciò che significa essere nel bisogno, e per questo sa quanto bene fa condividendo.

gm4Se leggi quest’articolo non rimanere indifferente. Le famiglie da sostenere sono moltissime. Tu puoi sostenere una famiglia per soli 20 euro mensili. Un profumo in meno, un pantalone in meno, un rossetto in meno, un capriccio in meno, diventerà un piatto in più di riso per una famiglia di qui.

Il Signore è colui che muove i cuori, e io spero che muova quello di molti. Molte grazie in anticipo. Che Dio vi benedica e vi ripaghi per quanto fate per coloro che hanno bisogno della vostra generosità. Per coloro che hanno bisogno di voi.

È stato un anno pieno di molte gioie, ma anche di lotte e di sforzi per mettere in marcia la scuola. Sono sempre di più i bambini che il Signore ci manda perché li aiutiamo a crescere umanamente e, soprattutto, perché insegniamo loro come trovare la felicità attraverso l’incontro con Dio. Sappiamo che il campo dell’educazione è un luogo privilegiato per condurre i bambini al Signore. Gli anni dell’infanzia e della prima giovinezza sono anni decisivi per la formazione umana e spirituale della persona.

Prevediamo che nel prossimo anno scolastico, che inizia ad aprile, ci saranno circa 300 alunni. Così come aumenta il numero dei bambini iscritti, cresce anche il numero di bambini che hanno bisogno di una borsa di studio per mancanza di mezzi. Ogni volta che viene una mamma dicendoci che vorrebbe portare sua figlio alla nostra scuola ma che non ha mezzi per pagare l’iscrizione né le quote, ci si stringe il cuore. Da una parte, non vogliamo che i soldi siano il motivo per privare il bambino di una buona educazione in una scuola cattolica, e dall’altra sentiamo la responsabilità di mandare avanti la scuola. È necessario poter dare degli stipendi degni agli insegnanti, mettere a posto le strutture nei limiti del possibile, ecc.

Per questo desideriamo fare appello di nuovo alla vostra generosità!

gmAbbiamo bisogno del vostro aiuto per dare borse di studio a questi bambini, che vengono con tanto entusiasmo ma senza mezzi. Le quote mensili certamente sono molto basse, ma in questa comunità ci sono famiglie che hanno appena il necessario per l’alimentazione ed alcune neanche per quella. Volete aiutarle?

Dare una borsa di studio a un bambino significa pagare la quota mensile di 10 euro per le elementari e la prima media, e di 12 euro mensili per la 2ª e la 3ª media, cioè 120 e 140 euro all’anno.

Contiamo sul vostro aiuto. Che il Signore vi dia un cuore generoso per aiutare i bambini ad avvicinarsi a Lui.

In questa pagina desideriamo ringraziare tutti voi che già ci avete aiutato, sia con i vostri contributi economici sia con le vostre preghiere.

 

© Rivista HM º141 Marzo/Aprile 2008