Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 141 Marzo/Aprile 2008 HM Rivista - Parliamo con Ed e Graciela Donovan

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Parliamo con Ed e Graciela Donovan

Ed e Graciela Donovan sono una coppia che attualmente vive a Middletown, Delaware (Stati Uniti). Ed è nato a Wilmington (Delaware) e Graciela a Buenos Aires (Argentina), ma emigrò negli Stati Uniti nel 1964, e lì si conobbero. Sono sposati da trentasei anni ed hanno undici figli.

Come vi siete conosciuti?
Ci siamo conosciuti ad un picnic organizzato dalla compagnia Du Pont il 16 luglio 1970.

Avete sempre avuto fede?
Gracie: Sì, anche se non la interiorizzai fino al maggio del 1983.
Ed: Sì, nella mia famiglia pregavamo sempre prima di mangiare e prima di andare a dormire.

bodaPotreste dirci qualcosa del vostro itinerario di fede?
Gracie: Io crebbi in un ambiente cattolico, però i miei genitori non andavano a Messa tutte le domeniche. Mio nonno, Pepe, aveva una grande devozione e mi portava in chiesa. Si assicurava che io imparassi le mie preghiere, le devozioni e gli insegnamenti della nostra religione cattolica. Egli fu per me il miglior esempio di fedeltà, amore e riverenza verso Dio durante la mia infanzia. Fino al maggio del 1983 fui facilmente influenzata dal mondo, e portata all’idea di un’auto-realizzazione attraverso la carriera e il successo. Quando partecipai al corso di “Vita nello Spirito” nella mia parrocchia, mi resi conto che per fare ciò avrei dovuto sacrificare il tempo da dedicare alla mia famiglia, ma questa non era la volontà di Dio per me. Come risultato, dopo aver avuto 6 figli e aver pensato che la nostra famiglia era completa, abbiamo avuto altri 5 figli. Una volta che abbiamo detto di sì a Dio ed abbiamo iniziato a confidare in Lui completamente, la nostra vita matrimoniale e familiare è migliorata, ed abbiamo potuto superare le difficoltà della vita quotidiana con fede, speranza ed amore.
Ed: Io sono cresciuto in una famiglia Metodista e frequentavo la Scuola domenicale ma non le celebrazioni regolari salvo che la Pasqua (celebrazione della veglia pasquale). Più tardi ebbi svariati amici cattolici e venni gradualmente influenzato dalla fede cattolica. Monsignor Paul Taggart della Diocesi di Wilmington, Delaware, mi istruì nella fede, e grazie a lui divenni cattolico, e diventammo anche buoni amici.  In seguito la mia fede crebbe grazie a letture spirituali, specialmente di G.K. Chesterton e di C. S. Lewis. Ciò ha accelerato la mia crescita spirituale, ma ho ancora qualche difficoltà con certi dogmi della Chiesa Cattolica.

Come fu il vostro fidanzamento?
Il nostro fidanzamento fu relativamente breve (un anno) perché eravamo già maturi (23 e 27 anni) e sapevamo che tipo di persona volevamo come compagno per la vita.

Che cosa vi ha aiutato di più durante il vostro fidanzamento? Avete dovuto fare grandi rinunce?
Anche se la fede non era al centro delle nostre vite, i valori familiari erano molto importanti e noi sapevamo che non bisognava vivere insieme prima del matrimonio e che ciò avrebbe colpito o offeso le nostre famiglie.

Come avete potuto discernere la vostra vocazione al matrimonio?
Il desiderio di trovare la persona giusta con cui passare il resto della nostra vita si formò vivendo con le nostre famiglie. Io (Grace) presi in considerazione la vita religiosa quando ero all’università, chiedevo a Dio che mi mostrasse quello che voleva che io facessi con la mia vita. Gradualmente, Egli mi mostrò che il modo migliore per servirLo era essere moglie e madre.

Qual era ed è la vostra idea di matrimonio?
Gracie: Io affrontai il matrimonio con la consapevolezza che è un sacramento ed un impegno per tutta la vita. Con il passare degli anni, è diventata una più profonda comprensione di esso come cammino di santità, di amore reciproco e di sacrificio.
Ed: Io crebbi in una famiglia in cui i matrimoni erano considerati indissolubili, per tutta la vita. Il matrimonio ha le sue lotte e tribolazioni, ma credo che Dio riservi una persona in modo speciale a ciascuno di noi, anche se non tutti la riconoscono.fam2

Attira l’attenzione contemplare quanto vi volete bene. Potreste raccontarci come si conserva e si ravviva l’amore dopo tanti anni?
Il nostro amore si conserva e si ravviva perché cerchiamo di passare del tempo insieme pregando, parlando, facendo una passeggiata, andando fuori a mangiare o viaggiando. In altre parole, gran parte della nostra vita la passiamo insieme, anche se a volte desideriamo stare soli. È un equilibrio fra il condividere molte attività insieme e trovare il tempo per attività e devozioni che preferiamo fare da soli.

Attualmente ci sono molti matrimoni che si rompono, su cosa basate la vostra fedeltà?
La nostra fedeltà si basa sulla nostra fede, sulla promessa che ci siamo fatti sposandoci, di condividere tutto per tutta la vita, sui sacramenti e sulle devozioni. Apprezziamo inoltre il contributo che ciascuno apporta al matrimonio e l’opportunità di imparare l’uno dall’altro.

Perché ci sono tanti fallimenti nel matrimonio o perché si ha tanta paura ad impegnarsi per tutta la vita? Quando avete avuto qualche difficoltà, come l’avete risolta?
Crediamo che i matrimoni falliscono per egoismo. Il mondo ci insegna che bisogna fare quello che ci piace senza tenere conto degli altri. Il materialismo ci separa da Dio. È impossibile non avere difficoltà in un matrimonio. C’è bisogno di dedicare tempo all’altro, di considerare come ciascuno affronta i problemi, di perdonare e di trovare ciò che si ha in comune. Il matrimonio è per tutta la vita.

Avete sempre desiderato una famiglia grande?
Gracie: Sì. Siccome vengo da una famiglia composta da molte donne, desideravo avere 5 maschi. Però Dio ha un buon senso umoristico: ci ha dato 9 figlie e 2 figli.
Ed: Ho sempre pregato per avere una famiglia numerosa, ma non l’ho limitata ad un certo numero.

Come avete vissuto la nascita dei vostri figli?
L’amore che ci unisce ha dato vita a undici figli. Questo è contrario a quanto sostiene la cultura attuale, cioè di non pianificare i figli, ma nel nostro caso diciamo che, anche se non abbiamo programmato i nostri figli, tutti sono stati voluti. Dio ha provveduto e continua a provvedere a tutti i nostri bisogni.

È importante avere gli stessi criteri nell’educare i figli? Come avete vissuto questo aspetto?
Sì, è molto importante avere gli stessi criteri nell’educare i figli. I genitori devono seguire la stessa linea di azione nel disciplinare i figli, poiché ciò crea i giusti limiti di azione e dà loro sicurezza.

Vi è risultato difficile l’educazione dei figli? Quali sono stati i maggiori ostacoli?
Le maggiori difficoltà si sono presentate nel mondo che ci circonda. Perché la società è insidiosa e le tentazioni sono molto grandi, è difficile proteggerli dalle cattive influenze.

Tanti figli sono un peso? fam I figli sono una grande responsabilità che Dio ci manda, e nel contempo una grande benedizione. Quando li vediamo volersi bene gli uni gli altri, questo ci dà molta soddisfazione.

Qual è la cosa più importante che avete dato ai vostri figli?
La cosa più importante che abbiamo dato loro è stato l’amore incondizionato e la fede in Dio.

Come affrontate i momenti di sofferenza?
Gracie: Ogni mattina offro a Dio tutte le gioie, i lavori e le sofferenze. Credo che la sofferenza abbia un valore redentivo quando è unita alle sofferenze di Cristo sulla croce.
Ed: Interiorizzo le sofferenze e desidero ritirarmi. Preferisco essere in un luogo silenzioso e pregare per ottenere la forza di affrontarle.

Che importanza ha la Provvidenza di Dio nella vostra vita?
Dio sa di che cosa abbiamo bisogno ed è sempre fedele. Nei momenti di sofferenza, di necessità economiche o di malattia, Egli ha provveduto a noi, inaspettatamente, con abbondanti grazie. Accettando il regalo della vita, Dio ci ha dato opportunità che ci permettono di provvedere a tutti i nostri figli. Anche se abbiamo molte difficoltà per pagare i loro studi ed altre necessità. È una lotta costante.

Che cosa ha prodotto più gioia nel vostro matrimonio?
La più grande gioia che c’è stata nel nostro matrimonio è la soddisfazione di vedere la famiglia che abbiamo formato e di constatare come i nostri figli stanno formando le loro proprie famiglie con amore e fede.

Ed, che cos’è che più ammiri di tua moglie?
Ed: Ciò che più ammiro di Gracie è che è una donna genuina, che ama la sua famiglia, così come anche la sua fede e la sua sapienza.

Graciela, e tu che cosa sottolineeresti di tuo marito?
Graciela: Ciò che più ammiro di Ed è che è un uomo onesto e di grande integrità, generoso ed affettuoso.

Adesso, quando guardate indietro, quali riflessioni vi vengono alla mente?
Quando guardiamo indietro, ci sembra incredibile ciò che siamo riusciti a fare con l’aiuto di Dio. Dobbiamo godere del momento presente confidando in Dio, che ci accompagna ogni giorno, guidandoci con tenerezza infinita. Così siamo riusciti ad affrontare tutto ciò che la vita ci riserba. que la vida nos otorga.

 

© Rivista HM º141 Marzo/Aprile 2008