Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 142 Maggio/Giugno 2008 HM Rivista - Mamie e i protestanti

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mamieMamie e i protestanti

Non c’è da sorprendersi del titolo di quest’articolo. Mamie, di nome e cognome Elisabeth van Keerbergen, prima di arrivare in Spagna visse tutta la sua vita a Bruxelles, la capitale del Belgio. In questa città cambiò casa varie volte.

Suo marito, François Treuttens, era un impresario metallurgico che usava torni e frese con i quali faceva una grande varietà di viti e di altri pezzi di latta, acciaio, ecc. In una delle case, essi avevano il laboratorio nello scantinato. E Mamie in casa, ammalata, aveva fatto del suo letto di dolore l’ “ufficio contabile”, poiché così aiutava il marito negli affari. Ella aveva una grande dolcezza e capacità di attrazione. Spesso i clienti di suo marito appartenevano a Chiese di varie confessioni protestanti. E le loro mogli approfittavano dell’occasione per andare a far spese a Bruxelles o semplicemente per una passeggiata, e così alcune di loro strinsero amicizia con la sig.ra Treuttens.

Nella sua stanza, mentre i mariti parlavano di affari con il sig. Treuttens, esse intavolavano la conversazione con l’ammalata che le ascoltava pazientemente. Allora Mamie non aveva una fede viva, ma la sua capacità di ragionare, il suo buon senso e la sua sensibilità di fronte alla sofferenza altrui, per la meditazione forzata nel tanto tempo di solitudine e di silenzio, erano acuti. Bisogna anche dire che, anche se non ne era cosciente, lo Spirito Santo lavorava nella sua anima, sensibilizzandola alla verità ed alla bontà. Ella era buona per natura e sapeva trovare il modo di fare il bene, e quella natura veniva perfezionata di giorno in giorno da Colui che lavora nel profondo del cuore.

A poco a poco dalle conversazioni di affari passavano alle loro situazioni matrimoniali, al vuoto che sperimentavano quando tutto sembrava sorridere loro, e i cuori di quelle signore mettevano allo scoperto le loro piaghe, le ferite della vita, della convivenza giornaliera, dei loro aneliti mai appagati del tutto. Ed anche le loro angosce religiose, i loro desideri di salvezza e redenzione.

Ad una signora che le esponeva le sue difficoltà nei rapporti intimi con suo marito, i suoi sospetti – e più che sospetti - di infedeltà, cioè le prove che suo marito la tradiva con un’altra donna, Mamie le disse:

- Signora, io so che quando i cattolici hanno queste difficoltà, vanno dai loro sacerdoti e gliele raccontano. Ed essi ricevono orientamento per camminare… Perché Lei non va dal suo pastore e gli racconta le sue difficoltà?

La signora rispose:
- O no, signora. Il mio pastore si è già sposato tre volte. E adesso sta pensando di divorziare dalla moglie attuale per unirsi ad una giovanetta… come potrà capirmi nelle mie sofferenze?

Mamie mi raccontò questo un giorno che andammo a visitare il Santuario della Madonna di Lourdes. E mi disse:
- Allora capii il grande valore del celibato ecclesiastico.

Passavamo davanti alla Madonna Coronata che domina la spianata del Santuario, ed io, sacerdote, pensai al grande dono per la Chiesa che il Signore ci ha dato ispirando alla Chiesa l’unione tra il sacramento dell’Ordine Sacerdotale e la legge del celibato ecclesiastico.

Lì, tra i suoi dolori, Mamie stava ricevendo una lezione dal Maestro Divino, che poi le sarebbe servita per incoraggiare i suoi figli sacerdoti alla fedeltà che avevano promesso davanti al vescovo nel giorno della loro ordinazione.

© Rivista HM º142 Maggio/Giugno 2008