Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti Nº 143 Luglio/Agosto 2008 HM Rivista - Come Conobbi il Focolare - Caitlin Grant

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Come Conobbi il Focolare

Caitlin Marie Grant

Scelsi di andare all’università Ave Maria perché volevo prendere la mia fede più seriamente, ma la mia forma di vita non era coerente con quello che pensavo. Anche se andavo a Messa tutti i giorni, la mia vita era totalmente dominata dal vizio.

Non permettevo a Dio di parlarmi personalmente. Siccome sapevo che Dio mi stava chiedendo di lasciare alcune delle cose che stavo facendo, smisi di andare a Messa tutti i giorni e alla fine smisi anche di pregare. Quando buttai Dio fuori dalla mia vita, essa era praticamente senza morale. Fu una delle epoche più buie della mia vita, ed io ero molto triste.

Durante il mio secondo semestre, Dio mi fece la grazia di iniziare a cambiare la mia vita. Mi mostrò chiaramente che i miei peccati stavano ferendo Lui, me ed anche altre persone, e che se non cambiavo in quel momento, probabilmente non sarei mai più tornata da Lui. Iniziai a non commettere più peccati mortali. Dio mi fece capire però chiaramente che stavo cambiando la mia vita per migliorarla qui sulla terra, ma volevo che Dio mi desse ciò che io desideravo. Egli invece voleva che io vivessi per il Cielo. Mi fece capire che dovevo vivere per Lui, facendo la Sua volontà.

In quel tempo iniziai a pensare alla mia vocazione, ma non in modo serio. L’idea, però, non mi lasciava in pace, mi perseguitava. Sapevo che era qualcosa che c’era, ma io non volevo riconoscerlo. Io volevo sposarmi, ma capivo che questo era un desiderio mio e non qualcosa che Dio mi stesse chiedendo.

Questo era l’atteggiamento che avevo quando conobbi il Focolare nell’estate del 2006.

Avevo sempre voluto viaggiare in Europa e ne ebbi l’opportunità quando qualcuno mi propose di visitare le Serve del Focolare della Madre per un paio di settimane, e ci andai. Non conoscevo quasi nessuno e non sapevo che cosa aspettarmi all’arrivo in Spagna. Mi diverto quando mi guardo indietro e ricordo le prime impressioni. Tutto era nuovo e differente per me. Con il passare del tempo, anche se avevo molte lotte interiori, Dio iniziò ad aprirmi gli occhi sulla bellezza di una vita vissuta totalmente per Lui.

Avevo smesso di vivere come prima, e adesso non sapevo più che cosa dovevo fare, come riempire la mia vita. Stavo lasciando delle cose, ma non capivo che dovevo lasciare i peccati per ricevere poi tutto il bene che Dio mi voleva donare. Ricordo che uno dei primi giorni, a Messa, fu letta una lettura del libro del profeta Osea che ordinava di “Odiare il male ed amare il bene”. Questo mi colpì molto, perché mi rendevo conto che dovevo smettere di amare i miei vecchi peccati ed iniziare ad amare ciò che è buono –il vero bene per me stessa - non solo ciò che io pensavo fosse buono per me. Nelle Serve io vedevo questa bontà dal vivo. Era evidente che non erano donne a cui mancasse qualcosa e che non agivano come se stessero vivendo una vita solo di rinunce. Esse stavano vivendo davvero, erano innamorate del bene e ciò si rifletteva nelle loro vite.

Il Focolare mi ha aiutato a cambiare il concetto che avevo di santità. Avevo sempre avuto l’impressione che i santi fossero persone con poca personalità, annoiate e non molto normali. Ma i membri del Focolare non stavano a guardare il cielo tutto il giorno. Io credo che quando in una persona cresce il rapporto con Dio, ciò si riflette nelle sue opere.

como2Nel Focolare c’è una chiamata alla maturità e alla disciplina e, quando si iniziano a vivere entrambe, si può scoprire più chiaramente la verità sull’essere umano. Tuttavia queste due esigenze devono essere vissute nella libertà dell’amore che Dio ha per noi.

Mi piace moltissimo come ho approfondito il mio rapporto con Nostra Madre da quando ho conosciuto il Focolare. La sento più presente e La vedo come una Madre che sempre si occupa di me. Mi piace sentire la gente del Focolare parlare della Sua forza, del Suo amore e della Sua fedeltà. Ella non era e non è solamente un bel quadro. È una persona reale, la Madre di tutti che è disposta a fare qualsiasi cosa per aiutarci.

Molte volte, quando parlo con altre persone della Spagna, dico loro che Dio si sente molto forte nel Focolare. Pensavo che andandomene lontano avrei potuto fuggire da tutto e trovare ciò che stavo cercando nella vita. Però Dio aveva altri piani. Attraverso Nostra Madre voleva darmi tutto quello che stavo cercando, cioè Se stesso, ma non nel luogo né nel modo che io mi aspettavo.

Quando ancora ero in Spagna, ebbi l’opportunità di andare a vedere il Papa quando si recò a Valenza. In una delle Messe che celebrammo là, la lettura era sulla chiamata di San Matteo. Quando la ascoltai, sentii che il Signore stava chiamando anche me. Dopo aver ricevuto la Comunione, iniziai a piangere, ma dissi a me stessa che tutti sperimentavano ciò quando sentivano quella lettura. Avevo paura, perché pensavo di avere la vocazione.

Quella notte, invece, sentii non solamente la vocazione alla vita religiosa, ma sentii inoltre che il Signore mi stava chiamando ad essere Serva del Focolare. Non ci potevo credere. Io rispettavo molto le suore, ma non immaginavo di poter essere una di loro. Non pensavo di poter vivere come loro. Ciononostante, decisi di iscrivermi al programma di discernimento vocazionale che le suore dirigono ad Ave Maria. Sino al febbraio del 2007 non accettai la vocazione come Serva. Tuttavia entrai come postulante nel marzo di quello stesso anno.

Il Focolare non era qualcosa che mi attraeva, né lo sentivo come “la mia casa”, né nulla di simile, però sapevo che era lì che Dio mi voleva. Sono molto riconoscente alla Madonna per avermi portato qui. Ho imparato molto, non solamente sull’amore personale che Dio ha per me e sulla chiamata alla santità che hanno tutti, ma ho imparato a vivere la vita umana in modo più pieno. Mi affascina vedere come Nostra Madre lavora attraverso il Focolare. Fu, infine, attraverso la mia vocazione che giunsi ad apprezzare tutto quello che avevo ricevuto attraverso il Focolare. Esso mi diede gli strumenti per potermi affidare totalmente al Padre Celeste per amore, l’amore che avevo sempre cercato.

Adesso vedo come non sempre ho vissuto tutto questo come avrei dovuto, ma so che è attraverso la fedeltà alla preghiera davanti a Gesù nell’Eucaristia e con l’aiuto di Nostra Signore potrò andare avanti.

© Rivista HM º143 Luglio/Agosto 2008