Focolare della Madre

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Home Rivista Numeri antecedenti N.144 Settembre/Ottobre 2008 HM Rivista - Come Conobbi il Focolare - Sasha Smith

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como2Come  CONOBBI il Focolare

 

Sasha Smith

Luglio 2007-2008
Fresno, California
(Stati Uniti)

Non posso dire di essere sempre stata cattolica praticante. Nella mia infanzia Dio era una specie di simbolo, credevo che esistesse un Dio, e ricevetti tutti i sacramenti dell’iniziazione cristiana che riceve ogni cattolico praticante. Però Dio non faceva parte della mia vita personale. In realtà, non associavo neanche Cristo con l’essere cattolica, e invece di imparare i contenuti della fede perché credevo, imparavo solo in modo superficiale. Pertanto, Dio divenne un’entità a cui rivolgermi quando avevo dei problemi o avevo bisogno di aiuto, ma nulla di più, e anche se capivo e accettavo le verità fondamentali della Chiesa, non avevo fede. Nell’estate del 2006 morì mio nonno, che era, oltretutto, l’unica figura paterna che io avevo avuto fino ad allora. Per la maggior parte della mia vita ho avuto seri problemi di depressione, e quando è morto mio nonno sono caduta in un nuovo tipo di oscurità che non avevo mai sperimentato prima. Mi arrabbiai molto e mi ribellai contro Dio. Allo stesso tempo ero delusa di me stessa. Smisi di andare in chiesa per varie settimane e smisi di ricevere la comunione e di andare all’adorazione. Tutto mi era indifferente, e l’unica cosa che desideravo era morire. Dopo qualche tempo, mi convinsi che ero troppo vigliacca per non fare nulla, e un giorno caddi in quello che si può descrivere come una falsa identità. Il resto dell’anno mi comportai come gli altri volevano e, nel frattempo, diventai insensibile.

Conobbi Suor Grace, Serva del Focolare della Madre, quando andai a trovare mia sorella Stephanie all’università Ave Maria in Florida. L’idea di visitare la comunità religiosa che aveva cambiato tanto mia sorella mi incuriosiva e volevo vedere come erano. Due anni dopo, Suor Grace telefonò a casa mia per invitarmi al pellegrinaggio a Roma per la celebrazione del XXV anniversario del Focolare delle Madre. Io ero proprio entusiasta, avevo sempre voluto viaggiare per l’Europa, e pensai che quella era la mia opportunità. Allo stesso tempo, avevo già fatto i miei progetti per l’estate e non volevo cambiarli, per cui, dopo alcune settimane, l’entusiasmo di andare in Spagna era scomparso. Ma mia mamma mi disse che dovevo andare in Spagna per due mesi. In realtà non c’era nulla che mi facesse desiderare di andare in Spagna, ma essendo diventata indifferente a tutto, mi era indifferente andarci o non. Alla fine però ci andai.

Appena arrivata, tutto quello che sperimentai in Spagna era nuovo per me. La mia prima reazione fu positiva, tutti erano gentili con me e, anche se era difficile imparare come andavano le cose, tutti erano molto comprensivi. Durante le settimane seguenti, iniziai a sentirmi fuori posto e veramente indegna di stare con questa gente così buona. Ma nello stesso tempo stavo cercando di scoprire se Dio mi chiamava ad essere membro del Focolare della Madre della Gioventù. Per me quelle prime settimane furono piene di lotte interiori, ma mi prepararono ad una crescita spirituale. Andare a Garabandal fu la prima esperienza che mi avvicinò alla Madonna, e portò una sensazione travolgente di pace nel mio cuore.

Più tardi potei trascorrere alcune settimane con le Sorelle, le Serve del Focolare della Madre, e fu una bella esperienza, che mi insegnò molto sulle virtù dell’umiltà e dell’obbedienza. Entrai nel Focolare come veterana e sperimentai davvero l’amore di una famiglia. Partecipai al campeggio e dovetti lottare molto man mano che scoprivo la volontà di Dio e il Suo piano per me. Ad ogni modo, assistere al campeggio mi avvicinò di più a molte delle ragazze con cui sarei andata in pellegrinaggio e fu un’esperienza stupenda di unità, soprattutto perché prima non avevo mai avuto nella mia vita delle amiche cattoliche.

como1Durante il pellegrinaggio a Roma, le grazie fluivano come l’acqua. Era così splendido, così bello! Imparare la storia della Chiesa mi ha aiutato molto ad accrescere la mia fede. Vedere le cattedrali e conoscere le vite dei santi e dei martiri mi faceva desiderare ardentemente di esserlo anch’io. In ogni chiesa in cui entravamo, rimanevamo sempre un po’ davanti al Signore nel tabernacolo, e io mi innamoravo sempre di più di Lui. Naturalmente, avevo le mie piccole sofferenze del cammino, ma per Grazia di Dio mi rendevo conto di quanto erano piccole paragonate alle Sue. Durante il pellegrinaggio sperimentai ciò che significa offrire la sofferenza come un sacrificio. Quando andammo ad ascoltare il Papa Benedetto XVI, ero impressionata per l’amore e la fedeltà di tutti verso di lui. Io prima pensavo al Papa come ad una figura, non come ad un Padre.

Sono riconoscente a Dio per la mia vita, per le mie sofferenze e per avermi fatto conoscere il Focolare della Madre. Per me il Focolare è stato il primo luogo in cui ho sperimentato l’amore paterno di Dio e la Sua misericordia. Ho sentito davvero che ero circondata di affetto materno attraverso le Sorelle. Avendo incontrato Cristo, non vedrò più la mia vita e il mondo allo stesso modo. Sono riconoscente a Dio per avermi guarito, sul piano emotivo e spirituale, attraverso il Focolare della Madre.

 

© Rivista HM º144 Settembre/Ottobre 2008