SANTA TERESINA E Mamie
Immolazione assoluta
S.lla Elvira, S.H.M.
Qualche tempo fa, rileggendo la vita di Santa Teresina, ho scoperto una grande somiglianza fra lei e Mamie. È vero che la prima fu Carmelitana e morì all’età di 24 anni, mentre Mamie si sposò, ebbe una figlia (Simonne) e morì all’età di 86 anni. Ma, eccetto la differenza d’età, mi sembra di scoprire in entrambe uno stesso spirito, che le spingeva a vivere con semplicità, a volte eroica, LA CHIAMATA SPECIFICA di Dio a una donazione totale, ad un’immolazione assoluta. “Sono sicura: Dobbiamo andare in Cielo per la stessa via, per la sofferenza unita all’amore”. (Lettera di S. Teresina all’abate Bellière, 18 luglio 1897).
Guarite miracolosamente
dalla Vergine Santissima
1- S. Teresina, all’età di dieci anni, era afflitta da una strana malattia nervosa che ad un certo punto si aggravò. Maria, la sorella di S. Teresina, si girò verso una statua della Santissima Vergine che c’era nella stanza chiedendo la guarigione di sua sorella. Anche S. Teresina si rivolse a Nostra Madre, le sembrò più bella che mai e La vide sorridere. In quel momento venne guarita. Era il 15 maggio 1883, festa di Pentecoste.
2- Mamie guarí l’8 luglio 1962 a Lourdes da una paralisi, che era sorta in seguito ad una gravidanza extrauterina. Dovettero estrarre il bambino morto, e durante l’operazione il chirurgo lese le radichette all’altezza delle vertebre lombari, da cui derivò una decalcificazione progressiva.
Vocazione comune
S. Teresina, quando era già nel convento di Lisieux, si chiedeva qual era la sua vocazione. Tutto la attraeva! Avrebbe voluto essere missionaria, sacerdote, martire. Un giorno, cercando la risposta, la trovò nel leggere la I lettera ai Corinzi, cap.12-13: “Capii che l’amore comprendeva in sé tutte le vocazioni, che l’amore era tutto, che l’amore abbracciava tutti i tempi e luoghi… In una parola, che l’amore è eterno! (…) Allora, al limite di una gioia delirante, esclamai: “Gesù, amor mio… finalmente ho trovato la mia vocazione! La mia vocazione è l’amore…! (…) Nel cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l’amore” (S. Teresina. Manoscritto B-8 Sett. 1896).
Coloro che conobbero Mamie la definirono così: “Mamie era amore”. Amore verso Dio, verso la SS. Vergine, verso l’Eucaristia, verso le anime. Tutto stava nel suo cuore! Qualsiasi necessità arrivasse alle sue orecchie era oggetto di preghiera e di offerta.
Offrì la sua vita specialmente per i 99 figli spirituali sacerdoti che Dio le affidò. Uno di loro fu Padre Rafael, che conobbe a Fatima nel 1973 e che sarebbe stato il suo regalo totale per il Signore. Mentre doveva aiutare gli altri 98 figli nel loro sacerdozio, doveva aiutare P. Rafael ad arrivare al sacerdozio, poiché quando lo conobbe era ancora laico.
S. Teresina, come un’eccezione nel Carmelo, ebbe due “fratelli” sacerdoti con i quali mantenne corrispondenza epistolare, incoraggiandoli, pregando ed offrendosi, come affermò nell’interrogatorio della sua professione: “Sono venuta per salvare anime, e soprattutto, per pregare per i sacerdoti” (manoscritto A, VII). I due sacerdoti furono:
L’abate Maurizio Barthelemy-Bellière (1874-1907). Orfano di madre, seminarista di Beyeux, aspirante a missionario. La vigilia della morte di S. Teresina si imbarcò per entrare nel noviziato dei Padri Bianchi in Algeria. Missionario a Nyassaland (Malawi), ritornò in Francia e morì nel Buon Salvatore a Caen.
P. Adolfo Roulland (1870-1934), seminarista delle missioni straniere di Parigi. Celebrò una delle sue prime Messe nel Carmelo il 3 luglio 1896, poi s’imbarcò per la Cina.
S. Teresina dal suo letto diceva alla sorella Céline il 16 agosto 1897: “Fino ad ora mi faceva male soprattutto il costato destro, ma Dio mi ha chiesto se volevo soffrire per te e io Gli ho risposto immediatamente di sì… In quel momento ha iniziato a farmi male il costato sinistro con un’intensità incredibile… Soffro per te!”
Quante volte Mamie, vedendoci soffrire, chiedeva al Signore e a Nostra Madre che passasse a lei la sofferenza! E molte volte il Signore glielo concedeva. Ad esempio una persona cara soffriva un tremendo prurito che non cessava. Mamie fece la sua abituale preghiera ed immediatamente quella persona si sentì sollevata, mentre Mamie iniziò a soffrire di prurito su tutto il corpo.
Passava molte notti in preghiera offrendo anche le sue sofferenze per sollevarci nelle nostre.
Il 10 agosto 1897 S. Teresina a sua sorella, suor Maria del Sacro Cuore che le aveva detto: “Con tutto quello che ho pregato perché non soffrissi molto, e stai soffrendo tanto!” rispondeva così: “Ho chiesto a Dio che non ascolti le preghiere che possano essere di ostacolo al compimento dei Suoi disegni su di me, e che faccia scomparire tutti gli ostacoli che vi si oppongano”.
Il 3 agosto 1993, quando l’agonia di Mamie si aggravò, e le fu dato ossigeno perché potesse respirare, P. Rafael, vedendo la sua angoscia, le disse: “Mamie, chiedi al Signore e a Nostra Madre che ti sollevino un poco”. Ma ella rispose con piena accettazione: “Ma, figlio, se mi sono offerta totalmente al Signore, come vuoi che Gli chieda adesso ciò che Gli ho dato e che è già Suo?”. 
Immolazione sulla croce
per la Chiesa
Mamie soffriva indicibilmente e manteneva una speranza inattaccabile. Ci diceva: “Io vi potrò aiutare molto di più dal Cielo perché qui non sono altro che un disturbo per voi”.
E S. Teresina esclamava: “Sono contenta di morire perché vedo che questa è la volontà di Dio e perché sarò molto più utile alle anime che amo in Cielo piuttosto che quaggiù.” (Lettera 253 all’abate Bellière, 13 luglio 1897).
La notte del Venerdì Santo dal 2 al 3 aprile 1896 S. Teresina ebbe la prima emottisi, primo annuncio della sua partenza per il Cielo, che sarebbe avvenuta il 30 settembre 1897, dopo una lunga malattia.
Anche Mamie ebbe un primo segno: il 14 settembre 1993 ebbe una trombosi. Alcuni giorni dopo Nostra Madre le annunciava: “Figlia mia, ti aspetta una lunga agonia”, ed ella rispose: “Mamma, sono preparata a ciò che il Signore disporrà di me”.
Prima della sua partenza imminente, S. Teresina scrive a sua sorella Leonia: “Vuoi che preghi per te il Sacro Cuore? Puoi essere sicura che non mi dimenticherò delle tue richieste.” (Lettera 257-17 luglio 1896 a sua sorella Leonia). E a P. Roulland nella lettera del 14 luglio 1897: “Fratello mio, ormai non avrai tempo per dirmi le tue richieste per il Cielo, ma le indovino”.
Mamie, quando già declinava la sua vita, accettava anch’ella richieste per il Cielo.
Gioia nel dolore
Sia S. Teresina sia Mamie sperimentarono uno dei frutti dello Spirito Santo: la gioia in mezzo al dolore… Il 4 maggio 1994 a Mamie venne amputato il piede destro, e poco dopo ci diceva: “Non capisco me stessa: soffro orribilmente, eppure sono così felice!”.
Amore per la Vergine
In mezzo alla sofferenza, in infermeria, era una grande consolazione per S. Teresina guardare la Madonna del Sorriso (quella che l’aveva guarita da bambina), e con tenerezza filiale si rivolgeva a Lei: “Vergine Maria, Ti voglio bene con tutto il mio cuore” (S. Teresina, Ultime conversazioni, 4.9.4).
Anche Mamie apriva il suo cuore alla Santissima Vergine, Le parlava in francese, la sua lingua madre: “Maman chérie, je Vous aime, avec tout mon coeur, avec toute mon âme, avec tout mon être!” (Mamma cara, Vi amo con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, con tutto il mio essere).
Morte per amore
Sia la morte di S. Teresina sia quella di Mamie furono una morte d’amore, senza rapimenti né estasi, nel letto della croce come il Signore: “Sorelline, non vi affliggete se soffro molto, come vi ho detto non vedrete in me nessun segno di felicità al momento della mia morte. Nostro Signore morì certamente vittima d’amore e vedete bene quale agonia è stata la Sua…! Tutto questo non significa nulla.” (S. Teresina, Quaderno giallo 4.6.1).
Le angosce che Mamie soffrì, sia fisiche sia spirituali, furono molto grandi. In un’occasione esclamò con voce molto stanca: “Signore, quanto costa morire!”, e ancora “Signore, abbi pietà di me”.
S. Teresina diceva: “Morirò presto, ma quando? Sì, quando…? Non arriva mai! Sono come un bambino a cui stanno promettendo una torta, gliela mostrano da lontano e poi, quando si avvicina per prenderla, ritirano la mano.” (Quaderno giallo 21-26, 5.2).
E il 29 settembre: “Madre, è questa l’agonia?… Come farò a morire?” “Non posso respirare, non posso morire.” (S. Teresina, 30 settembre 1897).
Il ladrone divino, come S. Teresina chiamava il Signore, era molto vicino, ed alla fine venne a rubare, a cercare e a prendersi quelle che erano già tutte sue per dare loro il loro premio. S. Teresina morì il 30 settembre 1897 e le sue ultime parole furono: “Io amo!… Dio mio… ti amo!”:
Mamie morì il 4 agosto 1994, guardava continuamente la statua della Vergine che aveva di fronte per riprendere nuove forze. Ripeteva continue giacolatorie: “Signore, abbi pietà di me! Non vuoi portarmi con Te? Gesù, Ti amo. Mamma cara, Ti amo”.







