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I nostri Santi ProtettoriI grandi patroni e protettori del Focolare

San Giovanni della Croce

San Giovanni della Croce

Scheda

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Nascita

Fontiveros, Avila (Spagna), 1542.

Morte

Úbeda, Jaén (Spagna), 14 dicembre 1591.

Beatificazione

Fu beatificato da Clemente X nel 1675.

Canonizzazione

Fu canonizzato da Benedetto XIII nel 1726.

Dottore della Chiesa

Fu proclamato Dottore della Chiesa da Papa Pio XI nel 1926.

Festa

14 dicembre

Vita

juancruz2Giovanni de Yepes Álvarez era il minore dei tre figli nati dal matrimonio tra Ponzalo e Catalina. Nacque nel giugno del 1542, a Fontiveros (Avila). Suo padre morì quando Giovanni era ancora piccolo, Catalina rimase vedova con tre figli, in una situazione di povertà assoluta. Per questo motivo dovettero emigrare a Medina del Campo, dove Giovanni poté entrare in una scuola di religiosi per bambini poveri, mentre al contempo serviva come fattorino in un Ospedale. Per circa sette anni studiò e lavorò, formandosi pure nel lavoro di tessitore. Fin da bambino si distinse per la sua pietà religiosa, così come per la pratica delle virtù e per un grande spirito di mortificazione. Nel 1563 entrò nel convento dei Carmelitani di Medina del Campo. Il suo nome religioso era fra Giovanni di San Mattia. Nel suo desiderio di perfezione, chiese il permesso di osservare la regola originale del Carmelo, non mitigata, e gli fu concesso. Fu ordinato sacerdote nel 1567. L’ordinazione fu un grande momento di grazia per il santo e accese in lui un maggiore anelito di perfezione e di ritiro dal mondo. Si domandò seriamente se entrare nell’ordine dei Certosini.

juancruz3Tuttavia, la provvidenza di Dio fece sì che conoscesse Santa Teresa di Gesù, che in quel momento stava iniziando il suo lavoro di riforma del Carmelo femminile. Quando la santa ebbe notizia di questo religioso così santo, volle conoscerlo. San Giovanni le riferì il suo desiderio di ritirarsi nella Certosa e la santa riuscì a convincerlo a non cercare la santità fuori ma come Carmelitano, collaborando con lei per restituire all’Ordine del Carmelo il suo spirito originario che era ormai molto deformato dalle mitigazioni intervenute (modifiche della regola per rendere meno severa la vita dei frati).

Nel 1568 fu fondato il primo convento di Carmelitani Riformati o Scalzi nella frazione di Duruelo. A San Giovanni si unirono altri due religiosi carmelitani. I tre rinnovarono i loro voti come Carmelitani Scalzi alcuni mesi dopo la fondazione. In quel momento il santo prese il nome di Giovanni della Croce. In breve tempo fondarono vari conventi nuovi. San Giovanni della Croce era un religioso esemplare, che tutti consideravano santo. Richiamavano l’attenzione soprattutto la sua umiltà e il suo spirito di sacrificio, la sua prudenza, la sua profonda vita contemplativa e il suo distacco dalle cose terrene. Santa Teresa lo stimava molto e gli chiese di diventare il suo direttore spirituale e confessore.

Nel 1577, per una serie di incomprensioni tra carmelitani, i “mitigati” presero il santo con la forza e lo trasferirono a Toledo. Lì cercarono di obbligarlo a rinunciare alla riforma, ma si rifiutò. Questo gli costò il rimanere rinchiuso in una cella molto piccola del convento e subire molte vessazioni.

juancruz4Alla vigilia dell’Assunzione, chiese al Priore la grazia di poter celebrare la Messa nella festa della Vergine Maria, permesso che gli fu negato. Ma quella stessa notte, la Vergine Maria gli apparve e gli disse: “Abbi pazienza, figlio mio; perché presto finirà questa prova”. Ed effettivamente, alcuni gironi dopo, grazie al miracoloso intervento di Maria Santissima, il santo riuscì a fuggire.

Dopo la sua prigionia, il santo stette in vari conventi di Carmelitani Scalzi. Presto sorsero pure dei problemi interni, visto che P. Nicolás Doria, che fu eletto provinciale, volle portare la riforma all’estremo, rendendo totalmente indipendenti i due rami di carmelitani. Tra gli Scalzi c’erano dei sostenitori e degli oppositori a tale misura. San Giovanni della Croce, che occupò varie volte l’incarico di Priore in vari conventi e che fu vicario e consultore nel suo Ordine, seguiva una politica più moderata. Questo provocò opposizione tra loro, al punto che P. Doria privò il santo di tutti i suoi incarichi e lo mandò nel piccolo convento di La Peñuela. Come conseguenza di tutte le sofferenze che aveva dovuto sopportare, San Giovanni si ammalò e dovette trasferirsi. Gli permisero la scelta tra due conventi: Baeza, in cui il superiore era un suo amico, o Úbeda, che era più povero e il cui Priore lo considerava come suo nemico. Egli scelse il più difficile, il convento di Úbeda.

juancruz5Durante il viaggio peggiorò ancora di più la sua salute e nel convento di Úbeda fu trattato con molta asprezza da parte del Priore. Lo appartò in una cella con la proibizione di ricevere visite di altri fratelli, lo sottomise a continue umiliazioni, non gli veniva concessa alcuna eccezione nel cibo come al resto degli ammalati, e persino gli cambiò l’infermiere perché gli voleva bene e lo trattava bene.

Dopo una lunga agonia di sofferenze di ogni genere, San Giovanni della Croce morì il 14 dicembre 1591, all’età di 49 anni. Fu beatificato da Clemente X il 25 gennaio 1675. Nel maggio di quello stesso anno, il suo corpo fu trasferito da Úbeda, dove rimase una reliquia, a Segovia. Il 27 dicembre 1726, Benedetto XIII lo canonizzò. Il 24 agosto 1926, Pio XI gli attribuì il titolo di Dottore della Chiesa Universale.

Eucaristia

juancruz6San Giovanni della Croce era un’anima profondamente eucaristica. La Messa era il centro della sua giornata. Di fatto, egli stesso confessò che ciò che lo aveva fatto soffrire maggiormente durante i nove mesi di prigione era stato il non poter celebrare l’Eucaristia né ricevere la Comunione.

Il suo amore per l’Eucaristia era noto ai suoi fratelli, visto che lo vedevano trascorrere lunghe ore in adorazione, soprattutto di notte. Aveva grandi delicatezze d’amore con il Signore, come quella di lasciare con frequenza dei fiori presso il Tabernacolo.

Nel momento della sua agonia, chiese che gli portassero il Santissimo Sacramento per adorarlo. Rivolgendosi a Lui con tenerezza, disse: “Signore, ormai non Vi vedrò più con gli occhi del corpo”.

Il cantico che segue, noto come “La fonte” o “Canto dell’anima”, scritto in prigionia, esprime bene l’anelito che il santo ha dell’Eucaristia

“Ben so io la fonte che sgorga e scorre,
anche se è notte!

Quell'eterna fonte sta nascosta,
ma ben so io dov'essa sta riposta,
anche se è notte.

Sua origine non so, non ve n'è alcuna,
ma ogni origine so che ne deriva,
anche se è notte.

So ch'esservi non può cosa più bella,
che cieli e terra bevon d'ella,
anche se è notte.

Ben so che fondo in essa non si trova
e che nessuno mai potrà guardarla,
anche se è notte.

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La sua chiarezza mai non s'offusca,
so che ogni luce da essa è venuta,
anche se è notte.

So che tanto copiose son le sue correnti,
che cielo e terra irrigano e le genti,
anche se è notte.

La corrente che nasce da tal fonte
ben so quanto è grande e onnipotente,
anche se è notte.

La corrente che da queste due procede
so che nessuna di quelle la precede,
anche se è notte.

Codesta eterna fonte sta nascosta
in questo vivo pan per darci vita,
anche se è notte.

Qui se ne sta, chiamando le creature,
che dell'acqua si sazian, anche se è buio,
perché è notte.

Codesta viva fonte, cui anelo,
in questo pan di vita io la vedo,
anche se è notte”.

 

Maria

juancruz8Come buon figlio del Carmelo, San Giovanni della Croce era un grande devoto della Vergine Maria. Abbondano nei suoi scritti i riferimenti alla Madre di Dio.

Ella stessa lo aiutò ad uscire dalla prigionia: alla vigilia dell’Assunzione, il priore entrò nella cella in cui era prigioniero San Giovanni della Croce e gli diede un calcio. Il santo si alzò e lo salutò. Il priore notò che il carmelitano era come assorto e gli domandò: “A che cosa stavi pensando?”. Egli rispose: “Mi sono ricordato che domani è la festa di nostra Signora e per me sarebbe la massima gioia il poter celebrare la santa Messa”. Il priore adirato gli disse: “Non lo farai mentre io sono Superiore”.

Quella sera la Santissima Vergine Maria gli apparve e lo consolò in questo modo: “Sii paziente, figlio mio; presto finirà questa prova”. In effetti alcuni giorni dopo gli apparve di nuovo, mostrandogli una finestra che dava sul fiume. Gli disse: “Da lì uscirai e io ti aiuterò”. Dopo aver avuto questa visione, gli fu concesso un giorno un po’ di tempo per muoversi. Egli ne approfittò per cercare la finestra che aveva visto e, quando la trovò, tornò nella cella. Giorni prima aveva smollato i cardini della porta e aveva preparato una corda con dei pezzi di lenzuolo. Quella notte, si mise a togliere i cardini per aprire la porta, si calò dalla finestra con la corda che si era fabbricato e saltò a terra, sulle rive del fiume Tajo. In questo modo provvidenziale la Santissima Vergine volle liberare il suo devoto dalla prigione.

 

Luoghi

I principali luoghi di pellegrinaggio di San Giovanni della Croce sono Úbeda (Jaén) e Segovia. San Giovanni della Croce fu sepolto nel Convento di Úbeda, dove è morto. Lì si conserva il sepolcro primitivo e un museo del santo con numerose reliquie e ricordi dell’epoca del santo.

juancruz11Nel 1563 il suo corpo fu trasferito a Segovia, dove si conserva ancora incorrotto, in una cappella del Convento dei Carmelitani. Oltre al Convento, nella città di Segovia si possono visitare altri luoghi che sono in relazione con San Giovanni della Croce.

Altri luoghi del santo sono: Fontiveros (Avila), dove si trova la sua casa natale e la chiesa in cui fu battezzato, nella quale sono sepolti i suoi genitori e uno dei suoi fratelli; Medina del Campo (Valladolid), dove c’è il convento in cui entrò nell’Ordine del Carmelo e altri luoghi che frequentò; Duruelo e Mancera (Segovia), dove si trovano i primi conventi fondati da San Giovanni della Croce; nonché altre città della Castiglia e dell’Andalusia per le quali passò (Salamanca, Toledo, Avila, Granada, ecc.).

Letture

Del santo:

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San Giovanni della Croce è considerato come un grande letterato del Rinascimento spagnolo. La sue opere maggiori sono:

- Salita del Monte Carmelo
- Notte oscura dell’anima
- Cantico spirituale
- Fiamma viva d’amore

Oltre a queste grandi opere, vi sono altri scritti minori, come l’Epistolario, le Cautele, Avvisi spirituali, Avvisi a un religioso e Poesie.

Le opere di San Giovanni della Croce sono state pubblicate da numerose case editrici e si possono trovare nelle librerie. Le puoi anche trovare in numerose pagine web cattoliche in vari formati digitali.

Dei Papi:

- Omelia di Giovanni Paolo II nella Celebrazione della Parola in onore di San Giovanni della Croce, Segovia, 4 novembre 1982.

- Discorso di Giovanni Paolo II ai componenti del Comitato nominato per il IV centenario della morte di San Giovanni della Croce, 16 novembre 1990.

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- Lettera Apostolica “Maestro della Fede” del Santo Padre Giovanni Paolo II, 14 dicembre 1990.

- Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti ad un congresso su San Giovanni della Croce, 25 aprile 1991.

- Udienza generale del Santo Padre Benedetto XVI, 16 febbraio 2011.

Di altri autori:

- "La scienza della Croce", studio su San Giovanni della Croce di Santa Edith Stein.

- Capitolo 3 del libro: "Riflessi di Dio: I santi del Carmelo", di Antonio M. Sicari (Edizioni OCD, 2009).

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