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Servi del Focolare della MadreS.H.M.

Presentazione

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“E, con il passare del tempo, arrivò la Settimana Santa. E... sorpresa! A P. Rafael, così si chiamava il nostro nuovo parroco, venne l'idea di portare in paese un gruppo di ragazzi e di ragazze per vivere la Settimana Santa in un clima di preghiera e di amicizia vera in Dio.
Conobbi così i primi membri del Focolare della Madre della Gioventù. Mi fecero una buona impressione per la loro gioia cristiana, per l’amicizia fra di loro e per il loro affetto e amore che traboccava verso l’esterno…”

Nome religioso:Padre Juan Antonio M. dell’Eucaristia
Data di ingresso nei Servi: 8 settembre 1990
Età al momento dell’ingresso nei Servi: 19 anni
Città e nazione di origine: Rielves (Toledo), Spagna
Data dei voti perpetui: 8 settembre 1998
Data di ordinazione sacerdotale: 28 ottobre 1995
Comunità attuale:
Villalbilla, Madrid (Spagna)
Indirizzo mail:
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Testimonianza completa

Sogno... di un chierichetto, biondo e timidino. E sogno... di un sacerdote il cui cuore pieno d’amore consola, guida, santifica...
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A che pro queste frasi all’inizio di un articolo? Immagino che, chi più chi meno, tutti si stiano facendo queste domande. Ebbene, tutto è molto semplice, perché nei piani di Dio tutto è semplice, persino ciò che a noi sembra complicatissimo, quasi un mistero che non possiamo capire e spiegare.

Sì, tutto iniziò quando io ero chierichetto nella parrocchia del mio paese, Rielves, un paesino della provincia di Toledo (Spagna). E veramente ero un chierichetto biondo, molto biondo e timidino, molto timidino. Ora io ero lì, a fare il chierichetto in parrocchia.

Guardando indietro ringrazio Dio immensamente di tutto, perché conservò in me quel desiderio di aiutare all’Altare, anche quando ormai tutti i miei amici della mia stessa età, e anche quelli un po’ più piccoli, avevano smesso di aiutare a Messa e perfino di andare in chiesa.

Una grazia che considero molto importante in quell’epoca della mia vita fu di non mancare mai alla Messa domenicale, cui non partecipai solo un paio di domeniche, e lo ricordo ancora amaramente. Dico che fu una grazia che Dio mi diede, perché è Lui che mi dava la forza per poter dire di “NO” ai miei amici quando mi proponevano di giocare una partita di calcio la domenica mattina, perché ciò presupponeva il non poter assistere alla Santa Messa.

3Ma torniamo alla mia storia. Come sapete, i sacerdoti diocesani normalmente cambiano parrocchia e vanno là dove li manda il loro Vescovo, per occuparsi del popolo di Dio loro affidato. Così avveniva anche nel mio paese, dove si sono alternati vari sacerdoti, da quando mi ero preparato per la mia Prima Comunione a quando avevo lasciato il paese per dare la mia vita a Dio.

Quando avevo 12 anni, circa all’inizio dell’anno scolastico, arrivò in parrocchia un nuovo sacerdote. All’inizio reagimmo come sempre: uno in più. Mi ricordo che lo stavamo aspettando, nella sacristia, l’altro ragazzo che era chierichetto ed io, perché sapevamo che sarebbe venuto un prete nuovo. E finalmente arrivò: un sacerdote giovane, simpatico, che raccontava barzellette e che parlava enfaticamente nelle omelie.

A poco a poco crebbe non solo la conoscenza ma anche l’amicizia e, con l’amicizia, venne quasi spontanea la direzione spirituale. Ricordo anche che certe domeniche veniva con una signora anziana, che non era spagnola, perché parlava uno spagnolo un po’ strano, ma che era simpaticissima e che ci regalava delle caramelle dopo la Messa.

E, con il passare del tempo, arrivò la Settimana Santa. E... sorpresa! A P. Rafael, così si chiamava il nostro nuovo parroco, venne l'idea di portare in paese un gruppo di ragazzi e di ragazze per vivere la Settimana Santa in un clima di preghiera e di amicizia vera in Dio.

5Conobbi così i primi membri del Focolare della Madre della Gioventù. Mi fecero una buona impressione per la loro gioia cristiana, per l’amicizia fra di loro e per il loro affetto ed amore che traboccava verso l’esterno.

Che cosa avvenne poi? Alcuni di quei giovani iniziarono a venire ogni tanto in parrocchia da P. Rafael, e così ebbi modo di conoscerli sempre di più. Mi cominciò a piacere il loro modo di vita cristiano, e sentii il desiderio di essere come loro.

Nello stesso tempo iniziai a pregare con un libretto di Meditazioni sulla Santissima Vergine Maria. Posso dire che quel libro mi aiutò molto, e mi insegnò a pregare. In quel tempo, inoltre, sentii la vocazione sacerdotale. Mi spiego un po’ meglio: vedendo P. Rafael esercitare il suo ministero sacerdotale, mi sentii molto attratto a vivere il sacerdozio come lo viveva lui. Ricordo un aneddoto che è anche divertente. Come ho detto prima, eravamo due chierichetti; ricordo che P. Rafael chiese più volte all’altro chierichetto se voleva essere sacerdote, che c’era bisogno di sacerdoti nella Chiesa... E lui rispondeva di no o cercava di schivare la domanda... A me invece non lo chiedeva mai, ed io mi arrabbiavo interiormente, dicendo fra me e me: “Perché non lo chiede a me, che gli direi di sì, che voglio essere sacerdote?” E... un giorno finalmente arrivò la domanda. E risposi subito di sì, che volevo essere sacerdote.

6Nel 1984 andai al primo campeggio con il Focolare, e nel campeggio dell’anno dopo presi il mio primo impegno nel Focolare della Madre della Gioventù. E da allora, con i miei alti e bassi, continuo ad occupare quel posto che Dio mi ha preparato fin da tutta l’eternità. Evidentemente arrivò anche il momento in cui lasciai il Focolare della Madre della Gioventù per entrare nei Servi del Focolare della Madre, ma sempre nella stessa spiritualità che il Signore e nostra Madre hanno voluto per me.

Ringrazio il Signore e la Vergine Maria per il Focolare, per avermi fatto incontrare P. Rafael, per la mia vocazione, per aver messo sempre al mio fianco le persone di cui avevo bisogno per la realizzazione della mia vocazione.

Suor Clare

Hermana Clare

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Ceci Paredón (Messico): Vi ringrazio enormemente per averci permesso di conoscere Suor Clare e lasciarci contagiare e ispirare con la sua testimonianza.

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