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I nostri Santi ProtettoriI grandi patroni e protettori del Focolare

San Francesco d’Assisi

San Francesco d’Assisi

Scheda

xxx

Nascita

Assisi, Perugia (Italia), anno 1182.

Morte

Assisi, Perugia (Italia), 3 ottobre 1226.

Canonizzazione

Fu canonizzato da Gregorio IX il 16 luglio 1228.

Festa

4 ottobre

 

Vita

Francesco nacque ad Assisi (Italia) verso il 1182. Suo padre, Pietro Bernardone, era un ricco commerciante di stoffe. Sua madre si chiamava Pica. Negli anni della sua infanzia e adolescenza non gli mancò nulla, visto che in casa entrava molto denaro. Da giovane gli piaceva andare alle feste e divertirsi con i suoi amici, senza preoccuparsi del futuro. Non mostrò alcun interesse per gli studi, e neppure volle imparare il lavoro di suo padre per subentrargli.

s-francisco-asis3Quando il giovane aveva 20 anni, scoppiò una guerra tra Perugia e Assisi. Francesco prese parte alla campagna militare e lo catturarono. Rimase prigioniero a Perugia per un anno. Durante questo tempo, poté riflettere sulla vita che stava conducendo, e si sentì mosso a cambiare. Nel 1203, a causa di una malattia, fu liberato e tornò ad Assisi.

Quando si riprese, tornò ad arruolarsi nell’esercito, comprandosi un’armatura maestosa e un cavallo, e partì per combattere contro i nemici. Lungo la strada gli si presentò un militare che non aveva il denaro per comprare la sua armatura. Francesco si commosse e gli regalò la sua. Quella notte sognò che, in cambio dell’armatura militare, riceveva dal Signore un’armatura spirituale per combattere i nemici dell’anima. Di nuovo si ammalò e non poté combattere, per cui dovette tornare ad Assisi.

Francesco tornò deciso a cambiare vita. Si distaccò dalla vita mondana e dagli ideali cavallereschi, cercando la solitudine e intensificando la sua vita di preghiera. Nel suo spirito si risvegliò un grande desiderio di servire e di aiutare gli altri. Si narra che un giorno in cui passeggiava in campagna vide un lebbroso e sentì una forte repulsione. Ma si sentì mosso interiormente dal Signore a vincere se stesso e a baciare le sue piaghe. Dopo questo atto di virtù, il Santo si sentì spinto a visitare gli ammalati e i poveri.

s-francisco-asis2Nella seconda metà del 1205, stando in preghiera di fronte al crocifisso della chiesetta di San Damiano, ad Assisi, sentì la voce del Signore che gli ripeteva tre volte: «Francesco, va’ e ripara la Mia casa, che cade in rovina». Il Santo comprese che gli chiedeva di ricostruire la povera cappella in rovina, così vendette i suoi beni e se ne andò a vivere a San Damiano come eremita per ricostruirla. Tuttavia il Signore non si riferiva a quella chiesetta ma alla Sua Chiesa, gli stava parlando sul piano soprannaturale. Con la sua vita Francesco portò a termine pure quest’altra ricostruzione che il Signore gli chiedeva, simboleggiata da quella ricostruzione materiale.

Quando Pietro Bernardone, il padre di Francesco, seppe che suo figlio aveva lasciato la sua casa e che aveva distribuito i suoi beni tra i poveri, montò in collera e si presentò al vescovo. Di fronte al prelato, Bernardone diseredò suo figlio e gli chiese che gli restituisse ciò che aveva ricevuto da lui. Francesco, in quello stesso istante, davanti a tutti, si spogliò di tutti i suoi vestiti e glieli consegnò dicendo: «Finora ho chiamato padre Pietro Bernardone, d’ora in poi potrò così invocare liberamente il Signore: “Padre nostro, che sei nei Cieli”». Francesco percorreva le strade di Assisi chiedendo l’elemosina e si dedicava alla ricostruzione della chiesa di San Damiano, vestito con un abito povero e vecchio. La gente, che lo aveva conosciuto prima, quando vestiva in modo raffinato e confidava nelle sue ricchezze, si burlava di lui.

Poco dopo, Francesco chiese il permesso ai benedettini di ritirarsi a vivere in una cappella in rovina che era a 4 km dalla cittadina, la chiesa di San Maria degli Angeli, chiamata “Porziuncola”. In essa visse come eremita, dedito alla preghiera e alla ricostruzione di entrambe le cappelle, San Damiano e la Porziuncola.

Un giorno, verso la metà dell’anno 1208, mentre si proclamava il Vangelo nella Messa, il Santo sentì che il Signore si rivolgeva direttamente a lui nelle parole: «E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento» (Mt 10, 7-10). Da allora Francesco decise di dedicarsi all’apostolato vivendo nella più rigorosa povertà.

s-francisco-asis4Così cominciò la sua vita apostolica. Ben presto si unirono a lui altri compagni. Il primo fu Bernardo da Quintavalle, un ricco commerciante di Assisi, che lasciò tutto per andarsene con Francesco alla Porziuncola. Poi chiamò Pietro Cattani, che era canonico della cattedrale. Un po’ alla volta si formò un gruppo e Francesco li mandava in missione a due a due.

Nel 1209 Francesco scrisse un programma di “forma di vita” per questa comunità e decise di andare a Roma per chiedere l’approvazione del Papa Innocenzo III. A Roma mostrarono una certa reticenza, visto che la “forma di vita” era troppo esigente, ma il Pontefice intuì che era opera di Dio e diede il suo consenso. Le regole che Francesco aveva scritto non erano se non norme che il Signore dà nel Vangelo, vissute con radicalità.

Di ritorno da Roma i frati si stabilirono a Rivotorto, un paese vicino ad Assisi, in cui vissero per vari mesi. Nel 1210 la comunità, sempre più numerosa, si trasferì alla Porziuncola. In quello stesso tempo la giovane Chiara, che apparteneva ad una famiglia nobile, manifestò a Francesco il suo desiderio di consacrarsi a Dio con la stessa regola che loro stavano vivendo. Nacque così una seconda istituzione, che si stabilì nella chiesetta di San Damiano.

Lo zelo apostolico di Francesco lo portò a voler portare la Parola di Dio in tutti i luoghi della Terra. I francescani si estesero e aprirono delle missioni in Europa. Decise di viaggiare in Siria e Marocco per aprire pure lì delle fondazioni.

s-francisco-asis5Il primo capitolo generale dell’ordine si celebrò nel 1219 ad Assisi. Erano trascorsi solo dieci anni dall’approvazione pontificia, ma i francescani erano ormai più di cinquemila. Francesco insisteva con loro sull’unione con Dio, sulla fedeltà alla Chiesa e al Vangelo, sulla povertà e sul distacco come mezzi necessari affinché il loro apostolato fosse fecondo.

Francesco ottenne il permesso dal Santo Padre di andare in Egitto ad incontrare il sultano mussulmano e di poter predicare pure lì il Vangelo. Di fronte al rifiuto dei maomettani, si diresse in Terra Santa per visitare i luoghi santi della vita del Signore.

Nel frattempo in Italia sorsero dei problemi nell’ordine. Su richiesta del Santo il Papa Onorio III nominò il cardinale Ugolino (il futuro Papa Gregorio IX), come protettore dell’Ordine. Da parte sua Francesco affidò il governo dell’Ordine al suo vicario, Fra Pietro Cattani, e si dedicò completamente alla predicazione e alla redazione di una regola definitiva. Onorio III approvò questa regola il 29 novembre 1223.

L’anno successivo Francesco decise di ritirarsi per 40 giorni sul Monte La Verna per meditare sulla Passione del Signore. Stando lì, ebbe una visione di un Serafino che gli impresse i segni di Gesù crocifisso nelle sue mani, nei suoi piedi e nel suo costato. Poi tornò ad Assisi predicando in tutti i paesi per i quali passava.

s-francisco-asis6La salute del santo si deteriorava e dovette sottomettersi a varie cure e trattamenti in varie città della zona. Infine fu trasferito nel palazzo episcopale di Assisi nell’aprile del 1226, senza molte speranze di guarigione. Il Santo, quando sentì vicina la morte, chiese che lo portassero alla Porziuncola. La sera del 3 ottobre, dopo aver dato la benedizione ai suoi frati, chiese di essere deposto per terra per morire nel modo più povero. Il giorno successivo portarono il suo corpo ad Assisi per seppellirlo, passando prima per San Damiano affinché Chiara e le sorelle potessero dargli l’ultimo addio.

Appena due anni dopo la sua morte, il 16 luglio 1228, il Papa Gregorio IX, che era stato il protettore dell’ordine quando era cardinale, canonizzò San Francesco ad Assisi.

 

Eucaristia

San Francesco d’Assisi aveva un grandissimo amore verso il Sacramento dell’Eucaristia. Tommaso da Celano, il suo primo biografo, fa riferimenti costanti a questa devozione. Trascriviamo qui alcuni dei dettagli che ci trasmette:

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«Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio di tutte le sue membra, e, quando riceveva l’agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull’altare del suo cuore. Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero nel luogo il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque Lo vedessero conservato con poco decoro. Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché ad esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento. «Se mi capitasse - diceva spesso - di incontrare insieme un santo che viene dal cielo ed un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: “Oh! Aspetta, San Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!»» (Tommaso da Celano, Vita seconda di San Francesco, nº 201).

Trascorreva lunghe ore in adorazione del Santissimo Sacramento, trasalendo per la presenza divina. Nei suoi scritti si legge questa esclamazione: «Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e degnazione stupenda! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umilii da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane!»

 

Maria

s-francisco-asis8Nella vita e negli scritti di San Francesco d’Assisi rimane traccia della sua devozione mariana. Aveva un predilezione per i luoghi mariani, in particolare per la chiesa di Santa Maria degli Angeli (chiamata “Porziuncola”), che è una di quelle che ricostruì. Secondo quanto racconta Tommaso da Celano, il suo biografo: «diceva di sapere per divina rivelazione che la Beata Vergine, fra tutte le chiese innalzate a Suo onore, amava quella con particolare predilezione; e perciò il Santo la preferiva a tutte le altre.» (Tommaso da Celano, Vita seconda di San Francesco, nº 19). Di fatto volle che i suoi frati si trasferissero lì «perché voleva che l’Ordine dei minori crescesse e si sviluppasse, sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di Lei, aveva avuto inizio.» (San Bonaventura, Vita di San Francesco d’Assisi).

La sua devozione era costituita da gesti concreti. San Francesco pregava l’ufficio “parvo” della Vergine Maria. Celano dice che «In Suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere» (Tommaso da Celano, Vita seconda di San Francesco, nº 198). Per celebrare le feste della Madonna si preparava per dei giorni con digiuni e penitenze.

Si conservano due famose preghiere di San Francesco alla Madonna:

Saluto alla Beata Vergine Maria

«Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste, che Ti ha consacrata insieme col santissimo Suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.

s-francisco-asis12Ave, Suo palazzo, ave Suo tabernacolo. Ave, Sua casa. Ave, Suo vestimento, ave, Sua ancella. Ave, Sua Madre. E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché, da infedeli, fedeli a Dio li rendiate».

Antifona dell’Ufficio della Passione

«Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a Te, nata nel mondo, tra le donne, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re il Padre celeste, Madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi… presso il Tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro».

 

Luoghi

s-francisco-asis11Assisi, Perugia (Italia), è il luogo principale di pellegrinaggi in relazione con il santo. Anche se tutta la città di Assisi ci parla di San Francesco e di Santa Chiara, i luoghi più rilevanti sono:

La Basilica di Santa Maria degli Angeli, in cui si trovano: la Porziuncola, al centro della Basilica, la piccola cappella che San Francesco ricostruì e nella quale si riunirono in comunità i primi francescani; la cappella del transito, luogo in cui morì il Santo; il roseto in cui San Francesco, assalito da una tentazione, si gettò per vincerla e che, dopo quell’atto eroico, perse per sempre le sue spine; così come altri ricordi e reliquie.

La Basilica di San Francesco, in cui riposano i resti del santo e dei primi francescani.

La Chiesa Nuova, costruita sul luogo in cui si trovava la casa natale di Francesco.

L’ Eremo delle Carceri, costituito da piccole grotte nella roccia in cui San Francesco si ritirava a pregare e a fare penitenza.

Il Convento di San Damiano, luogo in cui Gesù Cristo, dal crocifisso, chiese al Santo di riparare la Sua Chiesa. Lì visse Francesco per un certo tempo, e ricostruì la cappella. Poi fu trasformata nel convento delle suore che egli fondò con Santa Chiara. Lì visse e morì la Santa.

La Basilica di Santa Chiara, in cui si conserva il crocifisso originale di San Damiano che parlò a San Francesco. Si conserva pure il corpo incorrotto di Santa Chiara e alcune reliquie di entrambi i santi.

A Rivotorto, a circa 3 km da Assisi, c’è il Santuario di Santa Maria, al cui interno si conservano due piccole stanze di pietra in cui vissero i primi francescani. È lì che San Francesco scrisse le regole dell’Ordine.

s-francisco-asis13A un po’ più di 100 km di distanza da Assisi, nella provincia di Arezzo, si trova il Santuario del Monte La Verna, luogo in cui San Francesco vide Gesù Cristo sotto forma di un serafino che impresse nella sua carne le stigmate della passione. In questo santuario, oltre alla cappella delle stigmate, si conservano altre reliquie del santo, come una tunica, un panno impregnato del suo sangue, la sua cella con il letto di pietra, ecc.

Nella Chiesa di San Francesco del rione Trastevere, nota come San Francesco a Ripa, a Roma, c’è una cappella dedicata al santo nella stanza in cui alloggiò quando si recò in quella città.

Possono pure essere di interesse per il pellegrino le città di Perugia, Gubbio, Cortona, Foligno, Narni e la zona del Lago Trasimeno…, luoghi nei quali si recò il Santo. In molti di loro si conservano ricordi del suo passaggio e persino dei romitori in cui si ritirò per pregare.

 

Letture

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Del Santo:

Si conservano alcuni scritti di San Francesco: la Regola (la prima e la seconda versione), il suo testamento, delle lettere, dei canti, delle preghiere… Si possono trovare nelle librerie religiose e in alcune pagine web francescane.

Dei papi:

- Omelia di Papa Francesco in occasione della sua vista pastorale ad Assisi, 4 ottobre 2013.

- Catechesi di Papa Benedetto XVI, 27 gennaio 2010.

- Omelia di Papa Benedetto XVI nella Basilica di San Francesco in occasione del VII centenario della conversione di San Francesco, 17 giugno 2007.

- Discorso di Papa Giovanni Paolo II ai partecipanti del Capitolo Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, 17 febbraio 2001.

- Omelia di Papa Giovanni Paolo II nel Santuario del Monte La Verna, 17 settembre 1993.

- Lettera di Papa Giovanni Paolo II ai Ministri Generali degli Ordini Francescani, in occasione del VIII centenario della nascita di san Francesco, 15 agosto 1982.

- Omelia di Papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Francesco, 12 marzo 1982.

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- Messaggio di Papa Paolo VI in occasione del 750º anniversario della morte di san Francesco, 29 settembre 1976.

- Lettera Enciclica di Papa Pio XI “Rite Expiatis”, 30 aprile 1882.

- Lettera Enciclica di Papa Leone XII “Auspicato Concessum”, 17 settembre 1882.

Di altri autori:

Si possono trovare molte biografie e scritti sul Santo nelle librerie cattoliche e in internet. Ne proponiamo alcuni:

- Il primo biografo di San Francesco fu il frate Tommaso da Celano, che scrisse la “Vita prima di San Francesco” su incarico di Papa Gregorio IX, un paio di anni dopo la morte del santo, in occasione della sua canonizzazione. Più tardi, nel 1244, il Capitolo Generale gli diede l’incarico di una nuova biografia: “Vita seconda di San Francesco”. Verso il 1254 scrisse una terza opera: “Trattato dei miracoli di San Francesco”.

- “Vita di San Francesco d’Assisi” (“Leggenda maggiore”), di San Bonaventura da Bagnoregio.

-“Il gioioso mendicante. Vita di Francesco d’Assisi”, di Louis de Wohl.

-“I fioretti di San Francesco”, scritto anonimo in cui si raccontano alcuni aneddoti e miracoli del santo.

 

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