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I nostri Santi ProtettoriI grandi patroni e protettori del Focolare

Sant'Ildefonso da Toledo

Sant'Ildefonso da Toledo

Scheda

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Nascita

Toledo (Spagna), nell’anno 607.

Morte

Toledo (Spagna), il 23 gennaio dell’anno 667.

Canonizzazione

Nell’epoca di Sant’Ildefonso non esisteva il processo di canonizzazione, ma si conservano dei documenti che testimoniano che fu venerato fin dall’epoca mozarabica.

Festa

23 gennaio

Vita

ildefonsotoledo2I dati biografici che si conoscono di Sant’Ildefonso di Toledo provengono da due fonti principali: gli scritti del santo stesso, nei quali appaiono alcune notizie della sua vita; e il “Beati Ildephonsi Elogium” (Elogio del Beato Ildefonso), di San Giuliano di Toledo, che era un suo contemporaneo.

Sant’Ildefonso nacque a Toledo (Spagna) verso l’anno 607. I suoi genitori appartenevano alla nobiltà visigota. Il santo ricevette un’accurata educazione a Toledo, sotto la guida di suo zio Sant’Eugenio e, in seguito, completò i suoi studi a Siviglia con Sant’Isidoro.

Fin da molto piccolo si sentì attratto dalla vita monastica. Di ritorno da Siviglia, dopo aver completato gli studi di Lettere e Filosofia, entrò nel monastero di Agali, Toledo. Tra gli anni 632-633 fu ordinato diacono da Sant’Eladio, vescovo di Toledo. Più tardi, verso il 650, fu eletto abate del monastero.

Nell’anno 657 morì suo zio Sant’Eugenio II, allora vescovo di Toledo, e Sant’Ildefonso fu nominato suo successore. Il santo non volle accettare la nomina, ma si vide obbligato ad occupare l’incarico due anni dopo. Già vescovo scrisse la sua opera “De virginitate perpetua Sanctae Mariae adversus tres infideles”, nella quale combatte le eresie contro la verginità di Maria. Si distinse per il suo amore verso la Vergine Santissima, la quale premiò i suoi sforzi nel difendere il Suo onore imponendogli una casula, come vedremo nel paragrafo su Maria.

ildefonsotoledo3San Giuliano, nel suo Elogio, ci offre degli stralci della personalità e delle virtù di Sant’Ildefonso: “Fu, in effetti, insigne per la sua perseveranza nel timor di Dio, insigne per la sua religiosità, pieno di compunzione, grave nell’incedere, degno di lode per la sua rettitudine, di una pazienza fuori dal comune, sicuro confidente di qualunque segreto, insigne per la sua sapienza, illustre per il suo talento nella dissertazione, celebre per la maestà della sua eloquenza, ricco per il fiume in piena delle sue parole e considerato come una persona eccelsa per l’elevato livello della sua eloquenza, tanto che, quando il suo ricco discorso sviscerava per esteso qualche controversia, sembrava giustamente che non fosse un uomo colui che parlava così bene, bensì Dio attraverso un uomo”

Morì il 23 gennaio dell’anno 667 e fu seppellito nella chiesa di Santa Leocadia, a Toledo. Più tardi, quando i cristiani di Toledo dovettero fuggire per l’invasione araba nel Nord della Spagna, portarono i suoi resti con loro a Zamora (Castiglia e León), dove riposano attualmente.

Eucaristia

ildefonsotoledo4Anche se è difficile trovare degli accenni espliciti sulla relazione del santo con l’Eucaristia, sappiamo però che Sant’Ildefonso era un grande amante della Liturgia. A lui si attribuisce la redazione di molti testi liturgici per la Santa Messa della liturgia ispano-mozarabica.

Dai suoi scritti e sermoni sappiamo pure che il santo raccomandava la Comunione quotidiana basandosi sulla richiesta del Padre nostro che Gesù stesso ci ha lasciato: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Questa raccomandazione non era affatto comune nella sua epoca, e ci fa comprendere il suo amore nei confronti del Santissimo Sacramento.

 

Maria

ildefonsotoledo6Sant’Ildefonso fu uno dei grandi difensori della Perpetua Verginità di Maria. Il suo amore nei confronti della Vergine Maria fu ricompensato da Lei stessa con un grande miracolo.

La vigilia del 18 dicembre dell’anno 665 (festa della “Attesa del parto”), il santo si diresse verso la chiesa con altri sacerdoti e fedeli per onorare Maria. All’improvviso, videro che un grande bagliore usciva dalla chiesa, e la maggior parte di loro fu presa da grande paura e fuggì. Sant’Ildefonso e due diaconi entrarono nella cappella e si avvicinarono all’altare. Sulla sede episcopale videro seduta la Vergine Maria, che con un gesto chiamava il santo affinché si avvicinasse. Sant’Ildefonso obbedì e la Santissima Vergine Maria gli rivolse queste parole: “Tu sei il mio cappellano e il mio fedele notaio. Ricevi questa casula che Mio Figlio ti manda dalla Sua tesoreria”. Detto questo, gli impose la casula chiedendogli di indossarla durante le feste celebrate in Suo onore.

Secondo quanto appare nei documenti che si conservano negli archivi della Cattedrale di Toledo, nel XVI secolo quattro vescovi fecero un’identificazione della casula, che si trovava in una delle casseforti della Cattedrale di Oviedo. Il gesuita Sebastián Sarmiento, che era presente a tale identificazione, descrisse la casula in questi termini: “Un velo omerale del colore del cielo con la forma di un cappuccio portoghese, così grande che poteva coprire l’uomo più alto che esiste in Spagna, senza ordito né cucitura come un velo di cipolla, così delicato e sottile che solo con il respiro si gonfia come una vela quando lo colpisce un forte vento”.

Questo miracolo è documentato negli “Acta Sanctorum” come la “Discesa della Santissima Vergine e Sua Apparizione”. La Chiesa di Toledo celebra ogni anno questo miracolo il 17 dicembre.

Dal Libro della Perpetua Verginità di Santa Maria, di Sant’Ildefonso di Toledo:

ildefonsotoledo5“Voi che non accettate che Maria sia sempre Vergine, voi che non volete riconoscere il mio Creatore come Suo Figlio, e Lei come Madre del mio creatore, se non glorificate questo Dio come Figlio di Lei, neppure glorificate come Dio il mio Signore. Non glorificate come Dio il mio Signore voi che non proclamate Beata colei che lo Spirito Santo ha comandato fosse chiamata così da tutte le nazioni, voi che non rendete onore alla Madre del Signore con la scusa di onorare Dio Suo Figlio. Tuttavia io, proprio perché sono servo di Suo Figlio, desidero che Ella sia la mia Signora; per stare sotto il dominio di Suo Figlio, voglio servire Lei; per dimostrare che sono servo di Dio, cerco la testimonianza del dominio su di me da parte di Sua Madre; per essere servo di Colui che genera eternamente il Figlio, desidero servire fedelmente Colei che lo ha generato come uomo.
Infatti il servizio alla Serva è orientato al servizio del Signore, ciò che si dà alla Madre abbonda nel figlio, ciò che riceve Colei che nutre finisce in Colui che è nutrito, e l’onore che il servo offre alla Regina ricade sul Re.
Per questo godo della mia Signora, canto la mia gioia alla Madre del Signore, esulto con la Serva di Suo Figlio, che è stata fatta Madre del mio Creatore, e godo con Colei nella quale il Verbo si è fatto carne.
Perché grazie alla Vergine io confido nella morte di questo Figlio di Dio e spero che la mia salvezza e la mia gioia venga da Dio sempre e completa, adesso, da adesso e in ogni tempo e in ogni età per i secoli dei secoli”.

Luoghi

ildefonsotoledo7I resti di Sant’Ildefonso riposano nella Chiesa Arcipretale di San Pietro e Sant’Ildefonso a Zamora (Castiglia e Leon, Spagna). I mozarabi trasferirono i resti del santo nel Nord Ovest della Spagna, quando fuggirono da Toledo per l’invasione degli arabi.

A Toledo si può visitare la Basilica di Santa Leocadia, nella quale fu sepolto alla sua morte, e la Cattedrale che fu la sua sede vescovile e dove si conserva la pietra su cui la Vergine Maria appoggiò i Suoi piedi quando apparve a Sant’Ildefonso per imporgli la casula, nella cosiddetta Cappella della Discesa.

 

Letture

Del santo:

Si sa che Sant’Ildefonso lasciò molti libri scritti, purtroppo se ne conservano solo pochi. Compose inoltre testi liturgici che ancora oggi si usano nella liturgia di rito ispano-mozarabico.

ildefonsotoledo8Le opere che si conservano di Sant’Ildefonso sono:

- “De virginitate Sanctae Mariae contra tres infideles”, un trattato nel quale difende la Perpetua Verginità di Maria, controbattendo tre eresie dell’epoca. È un libro in cui si percepisce il suo grande amore verso la Vergine Santissima, che proclama con insistenza come Madre di tutti gli uomini.
- “Liber de cognitione baptismi unus”, un trattato sul battesimo nel quale espone la dottrina del sacramento con grande eloquenza e semplicità.
- “De progressu spiritualis deserti”, sul progresso del deserto spirituale, che si considera una prosecuzione del precedente.
- “De viris illustribus”, libro che raccoglie il ritratto di uomini illustri.
- Due lettere indirizzate a Quirico di Barcellona.

De los Papas:

Omelia del Santo Padre Giovanni Paolo II nell’Atto Mariano Nazionale a Saragozza, in occasione del viaggio apostolico del Pontefice in Spagna, 6 novembre 1982.

Di altri autori:

- “Beati Ildephonsi Elogium” (Elogio del Beato Ildefonso), di San Giuliano di Toledo, contemporaneo di Sant’Ildefonso.
- Nel libro "I Miracoli di Nostra Signora", di Gonzalo de Berceo (XIII secolo), Edizioni dell’Orso, 1999,  l’autore dedica il primo poema al miracolo dell’imposizione della casula: “La casula di Sant’Ildefonso”.

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