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I nostri Santi ProtettoriI grandi patroni e protettori del Focolare

Santa Rita da Casia

Santa Rita da Casia

Scheda

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Nascita

Roccaporena, Perugia (Italia), 1381.

Morte

Casia, Perugia (Italia), 22 maggio 1457.

Beatificazione

Fu beatificata da Urbano VIII nel 1627.

Canonizzazione

Fu canonizzata da Leone XIII nel 1900.

Festa

22 maggio

Vita

s-rita3Rita (Margherita) Lotti nacque nell’anno 1381 a Roccaporena, una frazione del comune di Cascia, in provincia di Perugia (Italia). I suoi genitori, Antonio e Amata, erano buoni cristiani e iniziarono la loro figlia ad una vita di pietà e di carità. Fin da molto piccola, Santa Rita diede segni di una grande inclinazione verso le cose di Dio e di una grande forza di volontà nel raggiungere le virtù. Ricevette un po’ di formazione grazie agli Agostiniani, che le trasmisero una grande devozione verso coloro che ella considererà i suoi santi protettori: Sant’ Agostino, San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino, che a quel tempo era beato.

Antonio e Amata, di età avanzata, vollero far sposare la loro figlia per assicurarle un futuro quando quest’ultima era ancora piuttosto giovane (tra i 12 e i 14 anni). Malgrado Santa Rita avesse un vivo desiderio di donarsi a Dio nella vita religiosa, accettò senza lamentarsi la volontà dei suoi genitori sposandosi con Paolo Mancini. Come frutto del matrimonio nacquero due figli gemelli: Giacomo e Paolo. La vita coniugale procurò a Santa Rita molte sofferenze a causa del carattere di suo marito. Ella ritrovava la forza per affrontare le difficoltà in Gesù Cristo, vivendo una intensa relazione con Lui attraverso la preghiera e i sacramenti. L’intercessione di Rita strappò al Signore la conversione di suo marito Paolo, che abbandonò la sua vita di peccato.

s-rita4Poco dopo la conversione, Paolo fu assassinato vicino a casa sua dai nemici che si era procurato nella sua vita passata. Santa Rita accettò di nuovo la volontà di Dio e perdonò gli assassini. Non successe lo stesso con i suoi figli, che volevano vendicare la morte del loro padre. Cercò di dissuaderli, ma essi non volevano perdonare. Allora Rita, temendo per le loro anime, chiese al Signore che prendesse la loro vita prima che potessero commettere un peccato mortale. Il Signore ascoltò le sue preghiere ed entrambi si ammalarono, morendo poco dopo. Durante la loro malattia, Rita non smise di pregare per i suoi figli e di parlare loro del perdono e della carità. Prima di morire, Giacomo e Paolo si pentirono del loro desiderio di vendetta e chiesero perdono alla loro madre.

Una volta rimasta sola, Santa Rita tornò a sentire il desiderio di consacrarsi totalmente a Dio. Chiese di entrare nelle Agostiniane di Cascia, ma fu rifiutata per ben tre volte, per essere stata sposata. Pregò con insistenza il Signore e i suoi tre Santi protettori. Questi le apparvero e la condussero all’interno del convento in modo miracoloso. Di fronte a tale segno, le religiose non poterono non ammetterla. Era l’anno 1417, quando aveva 37 anni. Professò l’anno successivo e rimase 40 anni nel convento, fino alla sua morte. Come religiosa, Santa Rita si diede completamente ad una vita di ascesi, di penitenza e di preghiera. Si distinse per la sua santità.

s-rita7Santa Rita meditava con assiduità la Passione del Signore, unendosi a Lui nelle sue sofferenze, cercando di consolarLo e di riparare le offese che aveva ricevuto con il suo amore e i suoi sacrifici.

Durante una Quaresima, dopo aver ascoltato una predicazione sulla morte di Gesù, chiese con fervore al Signore, di fronte a un crocifisso, che la rendesse partecipe delle Sue sofferenze. In quel momento, la spina della corona di Cristo che stava contemplando si staccò e si conficcò nella sua fronte. Santa Rita porterà nel suo corpo questo segno della passione per 15 anni. La spina non solo le produceva dolori fisici ma la obbligò ad isolarsi in una cella, a causa del forte e sgradevole odore che emanava. A queste grandi sofferenze bisogna aggiungere pure quelle delle penitenze e delle mortificazioni che ella si imponeva. Gli ultimi 4 anni patì una grave malattia che la tenne praticamente immobile.

s-rita5Morì nella notte tra il 21 e il 22 maggio 1457. Secondo la tradizione, in quel momento, la cella si illuminò e le campane del monastero iniziarono a suonare da sole. Molte persone si recarono per dare il loro ultimo addio alla suora, il cui cadavere emetteva un dolce profumo. Il suo corpo ancora adesso è incorrotto ed è esposto alla venerazione dei fedeli.

I suoi concittadini iniziarono a venerarla come santa subito. Nel 1627 fu beatificata da Papa Urbano VIII. Il 24 maggio 1900 fu canonizzata da Papa Leone XIII. Nell’anno 2000 il corpo di Santa Rita fu portato a Roma in pellegrinaggio dagli Agostiniani per la venerazione del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Eucaristia

s-rita6Santa Rita aveva una speciale devozione a Gesù nell’Eucaristia. Si sa che nella sua vedovanza assisteva alla Messa quotidiana a Roccaporena. Andava pure con frequenza a pregare nella chiesa di Sant’Agostino a Cascia, dove si conservava un miracolo eucaristico dell’anno 1330. In quell’anno chiesero a un sacerdote di Siena di portare la comunione a un malato. Egli prese un’Ostia Santa dal tabernacolo e, senza molta devozione né l’attenzione dovute per il raffreddamento della sua fede nella presenza reale, la mise tra le pagine del suo breviario. Nell’aprire il libro per dare la comunione al malato, trovò che l’Ostia stava sanguinando. Immediatamente corse a confessarsi da un padre Agostiniano, P. Simone Fidati, attualmente Beato. P. Simone portò una pagina del breviario macchiata di sangue nella chiesa di Sant’Agostino di Cascia, dove ancora adesso si conserva. Di fronte a questa reliquia eucaristica pregò spesso Santa Rita.

Maria

s-rita2Ancora adesso non conosciamo alcuna narrazione concreta sulla relazione di Santa Rita con la Madonna, ma si sa che amava molto la Vergine Maria. Di fatto, nei dipinti più antichi che si conservano di lei a Cascia, appare con frequenza con il Rosario della Vergine nella mano.
Alcuni biografi segnalano pure che offriva digiuni in onore di Maria alla vigilia delle Sue feste.

 

Luoghi

s-rita8I principali luoghi di pellegrinaggio di Santa Rita si trovano nelle città di Cascia e di Roccaporena, in provincia di Perugia.

A Cascia si può visitare:

- Il monastero di Santa Maddalena, nel quale Santa Rita visse per 40 anni come religiosa agostiniana fino alla sua morte. Dentro il monastero si conservano numerose reliquie della Santa: la vite che germogliò miracolosamente per un atto di obbedienza della Santa quando le chiesero che irrigasse un bastone senza vita tutti i giorni; il pozzo da cui prendeva l’acqua; l’antico coro, luogo in cui Santa Rita fece il suo ingresso tra le Agostiniane, dove ricevette l’abito, dove professò i suoi voti e dove era solita pregare da religiosa; il luogo in cui si pensa che ricevette la spina della corona del Signore; la sua cella; le urne che hanno contenuto il corpo della Santa; il suo anello di professione e il suo rosario; alcune altre reliquie e ricordi.

- Il Santuario di Santa Rita, dove riposa attualmente il suo corpo incorrotto per la venerazione dei fedeli. Nella cripta del santuario si trova la cappella con il miracolo eucaristico di cui parliamo nel paragrafo  “Eucaristia”.

s-rita9A Roccaporena si può visitare:

- La casa natale della Santa.
- La casa in cui si trasferì con suo marito e i suoi figli fino a quando andò in convento dopo essere rimasta vedova.
- L’ospedale dell’epoca della Santa, in cui era solita assistere gli ammalati.
- La chiesa di San Montano, in cui Rita ricevette il catechismo da piccola, assisteva regolarmente alla Messa e dove si sposò.
- Un santuario costruito in onore di Santa Rita in cui si conserva il suo manto.

Letture

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Della santa:

Santa Rita non lasciò alcuno scritto.

Dei Papi:

- Discorso di Giovanni Paolo II durante l’udienza concessa ai pellegrini devoti a Santa Rita nel primo centenario dalla sua canonizzazione, il 20 maggio 2000.

- Lettera di Giovanni Paolo II all’Arcivescovo di Spoleto per il VI Centenario della nascita di Santa Rita da Cascia, il 10 febbraio 1982.

Di altri autori:

- “La vera storia di santa Rita. L'avvocata delle cause impossibili”, di Yves Chiron (Ed. Elledici, 2002).

- Si può anche vedere il film “Santa Rita da Cascia” (Produzione Lux Vide, 2004, regia di Giorgio Capitani).

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