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I nostri Santi ProtettoriI grandi patroni e protettori del Focolare

San Domenico di Guzmán

San Domenico di Guzmán

Scheda

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Nascita

Caleruega, Burgos (Spagna), anno 1170.

Morte

Bologna (Italia), 6 agosto 1221.

Canonizzazione

Fu canonizzato da Gregorio IX nel 1234.

Festa

8 agosto

 

Vita

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Nacque a Caleruega, Burgos (Spagna) nel 1170 da nobile famiglia. Pure i suoi genitori e i suoi fratelli sono venerati nella Chiesa. Sua madre, Giovanna d’Aza , e suo fratello, Manés, sono Beati. Suo padre, Felice di Guzmán e l’altro suo fratello, Antonio, sono venerabili. La famiglia era imparentata con la famiglia reale.

Quando aveva sei o sette anni fu mandato a Gumiel de Izán (Burgos) per formarsi sotto la guida dello zio Don Gonzalo, che era arciprete del paese. Si pensa che durante questo periodo di convivenza con suo zio Domenico abbia iniziato a sentire la chiamata al sacerdozio. A partire dall’età di 14 anni si trasferì a Palencia per completare i suoi studi. Lì studiò Arti (Lettere e Filosofia). Nel 1190 ricevette la tonsura e fu nominato canonico regolare nella cattedrale di Osma. Quindi studiò Teologia fino al 1194, anno in cui fu ordinato sacerdote. Fu eletto Rettore della Cattedra di Sacra Scrittura nello Studio di Palencia e si dedicò per quattro anni alla docenza. Durante il periodo trascorso come studente e maestro, San Domenico si distinse per il suo grande amore verso le Sacre Scritture e la sua sollecitudine verso i poveri.

Nel 1198 si incorporò al Capitolo dei Canonici Regolari della Cattedrale di Osma (Soria). Il Vescovo subito si rese conto delle eccezionali qualità del Canonico e lo nominò Vice Priore del Capitolo e Vicario Generale della Diocesi. Il prelato gli chiese inoltre che lo accompagnasse in Italia per risolvere una questione di cui l’aveva incaricato il Re di Castiglia. Durante il viaggio, il Santo si rese conto della necessità dell’evangelizzazione e del male che l’eresia albigese stava seminando in Europa. Questo gli fece prendere la decisione di andare a predicare in Francia con l’autorizzazione del Papa. Durante i dieci anni di predicazione in questa nazione, gli si unirono altri uomini che si sentivano mossi dai suoi stessi ideali. Uno di questi uomini, Pedro Sella, gli cedette la sua casa a Tolosa (Francia), nel 1215,  e qui si stabilì la prima comunità del nascente Ordine di Predicatori.

San Domenico e i suoi compagni scelsero la Regola di Sant’Agostino, facendo quegli adattamenti necessari per darle il carattere apostolico di predicazione che desideravano adottare, e redassero le loro Costituzioni. Il Papa Innocenzo III diede il suo beneplacito alla fondazione e, posteriormente, il papa Onorio III, con la Bolla del 22 dicembre 1216 “Religiosam Vitam”, approvò l’Ordine dei Frati Predicatori.

San Domenico voleva che i suoi frati vivessero in austerità e povertà, dando molta importanza alla vita comunitaria. Desiderava pure che si formassero bene nella dottrina attraverso la preghiera e lo studio. Questa base permetterà loro di portare a termine la loro missione evangelizzatrice come predicatori itineranti.

s-domingoguzman-8Un anno dopo l’approvazione, San Domenico decise che era giunto il momento di disperdersi per l’Italia, la Francia e la Spagna, affinché il loro apostolato fosse più efficace e arrivasse a più gente. Il Santo rimase a Roma, anche se faceva frequenti uscite per visitare i conventi: erano viaggi molto penosi, a piedi e mendicando il pane e l’alloggio. Durante questo tempo fece profonda amicizia con il Cardinale Ugolino, che giunse poi ad essere Papa e canonizzò San Domenico. Stando a Roma, il Papa affidò a San Domenico il compito di riunire le numerose suore che si erano disperse per la città smettendo di vivere in clausura. Il Santo fece una riforma, cedendo a queste suore il suo convento di San Sisto. In cambio, il Santo Padre gli affidò la Basilica di Santa Sabina, nell’Aventino, dove trasferì il convento dei domenicani.

La sua fama di santità si estendeva, visto che in numerose occasioni operò dei miracoli. Tuttavia, il suo primo biografo, il Beato Giordano di Sassonia, che fu il suo successore nel governo dell’Ordine, afferma che si distinse maggiormente per la sua buona condotta e per il suo spirito di preghiera che per i prodigi soprannaturali. Questi sono alcuni dei tratti della sua personalità che ci trasmette:  "Aveva una volontà ferma e sempre lineare, eccetto quando si lasciava prendere dalla compassione e dalla misericordia. E poiché un cuore lieto rende ilare il viso, l’equilibrio sereno del suo intimo si manifestava al di fuori nella bontà e nella gaiezza del volto. […] Per questo egli s’attirava facilmente l’amore di tutti; senza difficoltà, appena lo conoscevano, tutti cominciavano a volergli bene. Dovunque si trovasse, sia in viaggio coi compagni, sia in casa con l’ospite e la sua famiglia, oppure tra i grandi, i principi e i prelati, con tutti usava parole di edificazione, dava a tutti abbondanza di esempi capaci di piegare l’anima degli uditori all’amore di Cristo e al disprezzo del mondo. Ovunque si manifestava come un uomo evangelico, nelle parole come nelle opere. Durante il giorno, nessuno più di lui si mostrava socievole coi frati o con i compagni di viaggio, nessuno era con loro più gioviale di lui. Viceversa, di notte, nessuno era più di lui assiduo nel vegliare in preghiera. Alla sera prorompeva in pianto, ma al mattino raggiava di gioia. Il giorno lo dedicava al prossimo, la notte a Dio, ben sapendo che Dio concede la Sua misericordia al giorno e il Suo canto alla notte. […] Vero amante della povertà, usava vestiti di poco valore. Nel mangiare e nel bere la sua temperanza era rigorosa: evitava cibi delicati, e s’accontentava volentieri di un semplice unico piatto. Aveva un dominio assoluto sulla sua carne".

Nel 1220 assistette al primo Capitolo Generale dell’Ordine a Bologna. L’anno successivo, convocò un ulteriore Capitolo in cui si strutturò l’Ordine in 8 province, visto che contava già più di 60 comunità.

s-domingoguzman-3Ma Domenico era ormai molto estenuato e cadde gravemente ammalato. Nel suo letto di morte, convocò i suoi fratelli per lasciare questo testamento: “Ecco, fratelli carissimi, quello che io vi lascio affinché lo custodiate come figli per diritto di eredità. Abbiate la carità, conservate l’umiltà, praticate la povertà volontaria”. I fratelli piangevano, intuendo la prossima fine. San Domenico cercò di incoraggiarli e assicurò loro: “Vi sarò più utile e vi otterrò maggiori grazie dopo la mia morte”.

Dopo tutte queste raccomandazioni, affidò la sua anima al Padre con queste parole: “Padre Santo, sai bene che con tutto il mio cuore ho cercato di fare sempre la Tua volontà. Ho conservato e custodito coloro che mi hai dato. Li affido a te: custodiscili e conservali.”

Il 6 agosto 1221 morì, circondato dai suoi fratelli, e fu sepolto nel convento di Bologna secondo il desiderio espresso dal defunto.

Il suo successore, il Beato Giordano di Sassonia, durante il Capitolo Generale del maggio 1233, a Bologna, iniziò il processo di canonizzazione di Domenico, raccogliendo le testimonianze della sua vita, della sua morte e dei suoi miracoli, a Bologna e Tolosa.

Il 3 luglio 1234 il Papa Gregorio IX (il Cardinale Ugolino), con la Bolla “Fons Sapientiae”, canonizzò San Domenico nella città di Rieti (Italia).

Eucaristia

s-domingoguzman-7La spiritualità di San Domenico è profondamente segnata dal mistero della Croce. Cristo Crocifisso, davanti al quale trascorreva molto tempo e notti in preghiera, era Colui che impregnava e dava impulso tutta la sua vita apostolica. Aveva una particolare devozione verso il Sangue di Cristo, versato per la salvezza degli uomini, che infondeva in lui un santo desiderio di portare questa salvezza agli altri.

L’amore di San Domenico verso l’Eucaristia si manifestava, soprattutto, nell’importanza che dava alla celebrazione della Santa Messa. Insegnava ai suoi fratelli a celebrarla e a viverla bene. Coloro che lo conobbero dicono che durante la Messa versava abbondanti lacrime e che si commuoveva in modo speciale quando pronunciava le parole della Preghiera Eucaristica.

 

Maria

s-domingoguzman-2Durante gli anni in cui San Domenico predicò in Francia contro l’eresia albigese, la Madre di Dio era la sua consolazione e la sua confidente. Per il Santo non fu un periodo facile, e si rivolgeva a Lei per chiederLe la conversione dei nemici della fede.

Nel 1208 la Vergine Santissima gli apparve per consegnargli il Santo Rosario, gli insegnò a pregarlo e gli chiese di diffondere questa devozione come un’arma potente contro le eresie. Il Santo obbedì, e grazie al Rosario molti albigesi si convertirono..

 

Luoghi

s-domingoguzman-5Caleruega, Burgos (Spagna)

San Domenico fu battezzato nella parrocchia di San Sebastiano. Si può vedere il battistero, anche se il fonte battesimale è stato trasferito a Madrid. Nella cripta della chiesa si trova il cosiddetto “pozzetto di san Domenico”, che sorse scavando in terra nel luogo in cui nacque il santo.

Burgo de Osma, Soria (Spagna)

In questa cittadina San Domenico fu Canonico del Capitolo. Nella Cattedrale si conserva il Santo Cristo davanti al quale pregava frequentemente.

Segovia (Spagna)

Vicino al fiume Eresma si trova la cosiddetta “Grotta di San Domenico”, attualmente convertita in cappella, dove egli si ritirava per pregare.

Madrid (Spagna)

Nel Monastero di San Domenico il Reale di Madrid si trova il fonte battesimale di San Domenico. In essa si battezzano i membri della famiglia reale spagnola.

s-domingoguzman-9Bologna (Italia)

Nella Basilica di San Domenico di Guzmán, che è annessa al convento dei Domenicani in cui morì il santo, riposano i suoi resti.

Roma (Italia)

Nella zona delle Terme di Caracalla si trova il convento che san Domenico costruì presso la chiesa di San Sisto. In questo luogo il santo resuscitò un ragazzo.

Sull’Aventino, nella Basilica di Santa Sabina, si conserva la cella in cui dormì il santo durante la sua permanenza a Roma.

Letture

Del santo:

San Domenico non scrisse in senso proprio alcuna opera. Si conservano alcune sue lettere e le costituzioni dell’Ordine dei Predicatori. Dopo la sua morte furono redatti alcuni scritti spirituali tratti dalla sua predicazione, come “I nove modi di pregare di San Domenico”. Lo si trova in librerie religiose e in alcune pagine web dell’Ordine dei Predicatori.

s-domingoguzman-4Dei Papi:

- Lettera Enciclica Fausto Appetente del Santo Padre Benedetto XV, in commemorazione del VII centenario della morte di San Domenico di Guzmán, 29 giugno 1921.

- Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II ai partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine dei Frati Predicatori, 5 settembre 1983.

- Catechesi del Santo Padre Benedetto XVI, 3 febbraio 2010.

- Catechesi del Santo Padre Benedetto XVI, 8 agosto 2012.

Di altri autori:

- Pietro Lippini, "San Domenico visto dai suoi contemporanei", Edizioni Studio Domenicano (ESD).

Suor Clare

Hermana Clare

Nessuno l’aveva dimenticata

Clare Hernàndez (Stati Uniti): Questo muro cadde in frantumi quando me ne dovetti andare da quel Paese così bello. Era come se Suor Clare fosse lì, dappertutto.

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