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Testimonianze delle Serve

Sr. Annemarie Naiman, S.H.M.

Presentazione

sisterannemarie

“Mi diede la grazia di lasciare da parte i miei desideri di essere Missionaria della Carità, perché capii la volontà di Dio e volevo compierla di cuore. Non esiste pace come quella che viene dallo stare nella volontà di Dio, abbandonata nelle Sue mani”.

Nome di religiosa: Suor Annemarie dei Cuori trafitti di Gesù e Maria
Data di entrata nelle Serve:
15 marzo 2009
Età all’ingresso nelle Serve:
21 anni
Città e paese di origine:
Tallahassee, Florida (USA)
Comunità attuale:
Playa Prieta (Ecuador)
Indirizzo di contatto:
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novicias2011
 

Testimonianza completa

HALa mia vocazione è stata un puro dono della misericordia di Dio. Santa Teresa d’Avila ha detto: “Ciò nonostante, vedo chiaramente la grande misericordia che il Signore mi usò dandomi il coraggio, dato che mantenevo rapporti con il mondo, di praticare l’orazione. Dico il coraggio, perché io non so in quale cosa, di quante ne esistono quaggiù, sia necessario un coraggio maggiore di quello che comporta tradire il proprio Re, sapere che egli ne è al corrente e non allontanarsi dal suo cospetto. Infatti, anche se siamo sempre al cospetto di Dio, a me sembra che in modo speciale vi si trovino quelli che praticano l’orazione, perché sentono che egli li guarda,  mentre gli altri possono restare più giorni senza mai ricordarsi che Dio li vede” (Libro della Vita, VIII. 2). Ebbene, questo era ciò cha accadeva a me, che pregavo Dio, dicendoGli delle belle cose e chiedendoGli favori, ma allo stesso tempo crocifiggendoLo con i miei peccati, la mia tiepidezza, la mia mondanità. Mi trovavo in quel punto in cui volevo avvicinarmi a Dio e compiacerlo, ma vivere secondo i miei criteri e passioni allo stesso tempo.

Provengo da una famiglia cattolica e da una buona parrocchia, ma non sono mai andata ad una scuola cattolica. Quando ero piccola andavamo sempre a Messa la domenica e recitavamo le nostre preghiere prima di andare a dormire. Mi attraeva la figura di Gesù e non mi stancavo mai di leggere i Suoi miracoli nella mia Bibbia per bambini. Io sapevo che mi amava dal Cielo, ma non capii, se non più tardi, che cosa significava avere un rapporto personale con Lui.

All’età di 11 anni iniziai a frequentare una scuola protestante. Era una scuola molto buona che, per pura grazia di Dio, mi aiutò molto a crescere nella fede. Lì conobbi più da vicino Gesù, il Suo grande amore per me e il Suo desiderio di salvarmi, e crebbe in me un gran desiderio di avvicinarmi a Lui e di condividere il messaggio del Suo amore per tutti. Nella mia classe avevamo una serie di biografie di grandi missionari protestanti, e credo che le lessi tutte. Nel mio cuore aumentava sempre di più il desiderio di essere missionaria.HA

All’età di 16 anni partecipai ad un ritiro della diocesi, che fu il mio primo incontro con due fatti che avrebbero marcato la mia vita per sempre: la Messa giornaliera e la vita religiosa. Quasi senza rendermene conto, ricevetti due delle grazie più grandi della mia vita. Sperimentai interiormente una sete di Dio che mi consumava e capii che si sarebbe saziata solo nell’Eucaristia, e che questa adesso era la necessità fondamentale della mia anima. Da allora non tralascia mai la Messa giornaliera. L’altra grazia è che conobbi delle religiose giovani e molto gioiose. Ricevetti la grazia di capire nella mia anima che la gioia che irradiava dai loro volti proveniva dall’impegno che avevano preso con Dio di una generosità totale. E da quel momento seppi che mi chiamava a quella stessa donazione di me stessa.

Iniziai a prendere più sul serio il mio rapporto con il Signore, accostandomi all’Eucaristia per prendere forza, e cercando dove formarmi e come donarmi. Ma ovviamente una ragazza con questa sete di Dio e con inquietudine vocazionale, che ha poca formazione, poca esperienza di preghiera e che è immersa nel mondo, come puoi ben immaginare ha molti conflitti. Ero sempre in parrocchia e, anche se tutti mi consideravano buona, sperimentavo che la mia vita non era coerente. La mia anima desiderava darsi a Dio, ma non sapeva come e non ne aveva la forza. Allora continuavo a rimanere immersa nelle mie vanità, nel mio orgoglio, nelle mie superficialità… Avevo persino un ragazzo senza abbandonare l’idea fissa che sarei diventata suora. Figurati!

HAIl Signore nella Sua bontà mi  purificava un po’ per volta da queste incoerenze. All’età di 18 anni dovevo andare all’università. Non sapevo – e non mi importava molto - dove andare o che cosa studiare, perché continuavo con l’idea di diventare suora. Allora andai a studiare a Jacksonville, Florida, perché mi davano una borsa di studio più ricca, e decisi di rimanere lì finché il Signore non mi avesse detto qualcosa riguardo la mia vocazione. Quell’estate, prima di andarmene a studiare, feci un pellegrinaggio a Fatima e lì lasciai tutta la questione della mia vocazione nelle mani di Nostra Madre.

Un mese dopo conobbi due comunità religiose: le Missionarie della Carità (quelle di Madre Teresa di Calcutta) e le Serve del Focolare della Madre. Il mio cuore, inclinato all’avventura e all’eroismo, si attaccò subito all’idea di entrare nelle Missionarie della Carità, ma siccome non avevano una comunità a Jacksonville, avevo pochissimi contatti con loro. Le Serve invece avevano una comunità a Jacksonville, ma siccome non mi piacevano né Jacksonville né l’impressione che mi dava la vita consacrata lì, io pensavo che, se le Serve erano lì, non potevano essere religiose molto fedeli. Inoltre, lavoravano in una parrocchia e in una scuola, cosa che mi sembrava troppo “da suore”. Per due anni ebbi un rapporto cordiale ma distante con le Serve, mentre “discernevo” e preparavo la mia entrata nelle Missionarie della Carità.

HAUn giorno, quando avevo 20 anni, ero in casa dei miei genitori a passare l’estate, quando ricevetti una telefonata delle Serve. Stavano per iniziare un campo estivo - di fatto stavano già arrivando le ragazze - e alcune educatrici non poterono partecipare all’ultimo momento. Perciò chiesero a me se potevo aiutarle, ed io dissi di sì. Non sapevo, in realtà, che avrei ricevuto molto di più di quello che davo. Ciò che mi colpì più di tutto era la vicinanza che le suore e i membri del Focolare avevano con Nostra Madre. Non so descriverlo, ma era una gioia pura che si vedeva nei volti e in tutte le azioni delle suore. Dopo quel campo mi avvicinai molto di più alle suore ed iniziai una vita costante di preghiera. Pregavo nella cappella della parrocchia con le suore, andavo a Messa con loro, e poi andavo a casa loro per aiutarle a lavare i piatti o in qualsiasi cosa, solo per poter passare più tempo lì con loro.

Sperimentavo che mi mancava qualcosa nella mia vita, anche se vivevo bene e vicino al Signore, e questo mi causava molto dolore. Ciò che mi mancava era quella vicinanza alla Madonna che vedevo nelle suore. Sapevo che il Signore voleva che mi avvicinassi a Lei, ed era evidente che il Focolare era il modo di farlo. Sentii che Nostra Madre mi invitava personalmente a far parte del Suo Focolare. Entrai nel FMG nel settembre del 2008. Il tempo nel Focolare della Madre della Gioventù fu fondamentale per la mia crescita nella vita spirituale e nella mia vocazione. Quando mi aprii a Nostra Madre, iniziai a capire molte cose che non mi erano state chiare fino ad allora. Ella mi cambiava in tutto e a grande velocità. La mia preghiera divenne più profonda, mi allontanai dagli atteggiamenti mediocri che mantenevo da tanto tempo e, in questo modo, i miei antichi vizi ed attaccamenti che sembravano insuperabili si ruppero da soli. Fu un tempo in cui realmente vidi il Signore compiere miracoli nella mia anima per la Sua grande misericordia. Nostra Madre mi aiutò – e continua ad aiutarmi - a sconfiggere (rompere) il mio orgoglio e ad aprirmi sinceramente alla volontà di Dio.

Una mattina davanti al Santissimo capii chiaramente che il Focolare della Madre era il mio Focolare, cioè quel luogo in cui il Signore voleva santificarmi e usarmi per il bene delle anime. Mi diede la grazia di lasciare da parte i miei desideri di essere Missionaria della Carità, perché capii la volontà di Dio e volevo farlo di cuore. Entrai nelle Serve nel marzo del 2009. Ciò mi diede una grande pace nell’anima che, persino nei momento di prova e di oscurità, continua a regnare nel profondo del mio cuore fino ad oggi. Non esiste pace come quella che viene dall’essere nella volontà di Dio, abbandonata nelle Sue mani. Ringrazio Dio per la Sua grande misericordia con me.

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