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Presentazione

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"Anche se sperimentavo la vertigine di questa nuova esperienza non smettevo di rendere grazie a Dio e a Nostra Madre. Vedo che la mano del Signore e di Maria mi guidano e mi sostengono. Vedo la Loro pazienza, la Loro misericordia."

Nome di Religiosa: Suor Remedios Maria della Croce
Data di ingresso nelle Serve: 22 settembre 1984
Età al momento dell’ingresso nelle Serve:
22 anni
Città e paese di origine:
Ocaña, Toledo (Spagna)
Data dei voti perpetui:
8 settembre 1995
Comunità attuale:
Zurita, Cantabria (Spagna)
Indirizzo e-mail:
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Testimonianza completa

Come iniziò il tutto?HnaReme9Nel mio caso io ebbi fin da piccola l’intuizione di dedicare tutta la mia vita a Dio, di essere Sua. Più tardi venne a far visita alla mia parrocchia P. Rafael, che allora era ancora seminarista. Era venuto per aiutare il parroco per il gruppo dei giovani e lo incontrai proprio durante una di quelle riunione per giovani. Erano incontri che mi facevano riflettere, mi chiarivano i dubbi e mi avvicinavano sempre più a Dio. Dopo un po’ di tempo presi il primo impegno con il Focolare, e io mi sentivo come un pesce nell’acqua. Mi piaceva tutto. Quando giunse il momento di dire il Sì definitivo a Dio e quindi entrare in un ordine, il pensiero di lasciare il Focolare mi rendeva inquieta. Parlai di questo a P. Rafael, che era il mio direttore spirituale, e lui mi disse che sperava che un giorno all’interno del Focolare ci potesse essere pure la possibilità di consacrarsi totalmente a Dio. Questo mi confortò molto, mi riempì di gioia e serenità. “Quando ci saranno religiose nel Focolare entrerai con loro” mi disse P. Rafael. Chi avrebbe mai pensato che io sarei stata una delle prime? Questo pensiero non mi sfiorò nemmeno per un secondo.

Quando si concretizzò la tua chiamata?
Fu nel settembre dell’anno 1984. Quando P. Rafael propose a noi, che eravamo quelle più vicine a lui, di fare un passo in avanti e di cominciare a vivere secondo gli impegni delle Serve del Focolare della Madre, la cosa mi riempì di gioia. E, anche se sentivo le vertigini di questa nuova esperienza, non smettevo di rendere grazie a Dio e a nostra Madre per quello che mi aveva donato.
 
HnaReme3Che cosa fu più difficile da affrontare?
Non so, forse il fatto di non essere capite. Ricordo anche che le prime rinunce, che ci venivano chieste, mi costarono molto. Iniziare a vivere la povertà, l’obbedienza. Ma ho anche sperimentato che dare tutto è un guadagno.
 
In qualche momento ti è sembrata una pazzia?
Adesso capisco che dall’esterno sia sembrato così. Anche guardando indietro dico che ci è voluta una certa dose di pazzia (in senso buono) per fare quello che abbiamo fatto. Ma riconosco che in quel momento non mi sembrava assolutamente una pazzia, e mi sorprese che gli altri invece lo pensassero. In tutte le istituzioni c’è un inizio, e per me tutto quello che facevamo era normale. Evidentemente in un’opera così grande bisogna vivere confidando nel Signore.

Come diventa concreto questo aspetto all’interno delle Serve?
Nell’abbandono nelle mani di Dio, nella Sua Provvidenza, nel lasciarci condurre da Lui facendo quello che in coscienza dobbiamo fare, ma permettendoGli di cambiare i nostri piani senza arrabbiarci ma accettando: “Se Lui vuole, allora lo voglio anch’io”.
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Quando guardi indietro che cosa vedi?
Vedo la mano del Signore e della Madonna che mi guidano e sostengono. Vedo la Loro pazienza, la Loro misericordia. Vedo molte facce di persone che ci sono state vicine e che per diversi motivi ora non lo sono più. Per esempio Mamie. Vedo le aspirazioni e i progetti che abbiamo; vedo come le nostre incognite si sono chiarite; vedo come cresciamo all’interno dell’ordine sia in numero, sia in età, e speriamo anche in virtù e santità. Vedo come Dio ci ha trasformato.
 
Come riassumeresti i primi mesi delle Serve?
Tempo di grazia, di molta gioia. Tempo pure di lotta e a volte alcune sofferenze, ma quando sono passate rimangono in secondo piano. Al di sopra ci sono i momenti di gioia.
 
P. Rafael è il fondatore della Serve, e si potrebbe dire che è il padre delle Serve, come lo definiresti? Come è stata la relazione con lui fin dall'inizio?
Proprio cosi, come un padre. Con molto zelo per le anime, un cuore molto grande che si prende cura di tutti. Quello che mi colpì fu la forza con la quale ci mostrava la verità e l’amore alla Madonna che ci trasmetteva, senza dirci nulla di particolare. Fin dall’inizio avevo con lui una relazione di grande vicinanza, perché potevo stare al suo fianco come una figlia sta con suo padre, e al contempo di molto rispetto. Ha avuto sempre molta fiducia in noi, e ci dava responsabilità pur restando sempre vicino.3primeras_con_elPadre

È necessaria la croce in un’opera di Dio? Puoi spiegare come avvenne per le Serve?
La Croce è una benedizione di Dio, un segno del Suo amore, anche se in alcuni momenti può essere difficile. La croce è necessaria perché identifica con Cristo. Dopo ogni sofferenza rinasciamo più forti.
 
Come hai vissuto l’arrivo delle prime vocazioni?
Con gioia, come fosse una cosa normale. Mi sembrava evidente che il Signore ci avrebbe mandato altre Suore. Qualche volta ci convincevamo che, anche se non fossero arrivate altre vocazioni, se questa forma di vita ci aveva aiutato ad amare sempre più Dio, a compiere la Sua volontà e pertanto ad arrivare alla santità, ci sembrava che solo per questo già meritavano di esistere le Serve.
 
Ci sono stato momenti chiave, fondamentali per le Serve?
Molti. Il primo passo fu quello che diede inizio a quest’avventura. I primi voti a Nazaret, l’approvazione dell’ordine da parte della Chiesa, la prima vocazione straniera, le consorelle che entravano, ogni nuova casa aperta… ognuna di queste cose è un segno che la Vergine Maria, nostra Madre, ci guida, sta dietro ogni nostro passo, che Dio ci benedice.hnareme2
 
Che cosa puoi dire alle Serve di adesso guardando a quelle future?
Quello che molte volte ci ha detto il Padre, che siamo in un tempo di fondazione. Che anche se fossimo 5000, dobbiamo aver coscienza che siamo le prime 5000 e questo ci colma di responsabilità, di fedeltà al carisma per poter trasmetterlo a coloro che entreranno in futuro.

Rifaresti quest’esperienza se potessi rinascere?
Se questa è la volontà di Dio, certo che sì. L’unica cosa che cerco, che ho cercato, e cercherei, se dovessi rinascere, è fare la volontà di Dio.

Come immaginavi il futuro delle Serve?
Molto diverso. Da una parte più veloce, dall’altra più lento. Dio ha un altro ritmo.

Quello che immaginavi era quello che Dio voleva?
L’importante è trovare la volontà di Dio ed essere fedele ad essa.

Che cosa ha presupposto l’approvazione da parte della Chiesa?
Una gioia molto grande, dato che con essa la Chiesa ci diceva: avanti! La strada è giusta, adesso dovete viverla con fedeltà e dare frutti…

Che cosa pensi quando arriva una ragazza nuova che vuole entrare nelle Serve?
Che l’ha portata nostra Madre. È Lei che fa, che vede quello che il Suo cuore desidera. Penso che, come è successo a me, come il Signore ha fatto nascere in me il desiderio di appartenere, di entrare nelle Serve, così succede ad altre ragazze che sono state scelte e che continua a chiamare. Penso anche alla responsabilità di essere fedeli a quello che Dio attende da noi, e di trasmetterlo con fedeltà e chiarezza perché quelle che entreranno possano viverlo correttamente, perché anche loro sono state chiamate a vivere lo stesso carisma di noi che abbiamo iniziato.
 
Consideri la Madonna come la fondatrice delle Serve?lacomunidadSì, Ella le ispirò, Ella le sostiene. Ella per pura grazia è con noi, e fa sì che questo si noti, a volte malgrado la nostra povertà o i nostri limiti.

Qual è la missione delle Serve nel Focolare e nella Chiesa?
Le Serve devono essere in qualche modo il riflesso della Vergine Maria, essere madri e sorelle maggiori che sono sempre disposte a servire, a cercare il bene di tutti, specialmente quello spirituale. Sostenere, incoraggiare, avvicinare i giovani e i bambini e tutti all’Eucarestia e alla Madonna, questa è anche la nostra missione nella Chiesa. Vivere con semplicità, senza fare molto rumore, senza richiamare l’attenzione. Proprio come la Vergine Maria.

                     "Mi sembrava evidente che il Signore ci avrebbe mandato altre Suore".

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Nessuno l’aveva dimenticata

Clare Hernàndez (Stati Uniti): Questo muro cadde in frantumi quando me ne dovetti andare da quel Paese così bello. Era come se Suor Clare fosse lì, dappertutto.

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