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Servi del Focolare della MadreS.H.M.

Presentazione

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“Da quando mi offrii alla Vergine Maria a Fatima, Ella, ovviamente, mi prese in parola e un po’ alla volta cambiò il mio cuore, aprendolo alla chiamata al sacerdozio che Dio mi stava facendo”.

Nome religioso: Padre José Javier di Maria
Data di ingresso nei Servi: 25 novembre 2001
Età al momento dell’ingresso nei Servi:
  31 anni
Città e nazione di origine: Cuenca (Spagna)
Data dei voti perpetui: 8 settembre 2009
Data di ordinazione sacerdotale:  26 settembre 2009
Comunità attuale:
Parrocchia di Nostra Signora di Loreto (Ecuador)
Contatto:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Testimonianza completa

pjosejninosIl mitico anno 2000 suppose nella mia vita un grande cambiamento. Io avevo sempre pensato di sposarmi e formare una famiglia, ma durante l’estate di quell’anno il mio fidanzamento si ruppe e questo mi aiutò a riprogrammare la mia vita. Iniziai a pensare che forse l’idea di sposarmi era un mio progetto, ma Dio poteva avere altri progetti per la mia vita. Questo mi portò a prendere la risoluzione di avvicinarmi maggiormente a Dio e a domandarGli per la prima volta nella mia vita, in modo serio, che cosa voleva che facessi della mia vita. Trovare la risposta non fu facile.

Io appartenevo a un magnifico gruppo di giovani dell’Azione Cattolica, a Cuenca, la mia città natale, dove, grazie a Dio, ricevetti un’eccellente formazione e in cui trovai la vita spirituale necessaria per non perdere la fede durante la mia adolescenza. Così, in queste circostanze, iniziai a condurre una vita di maggiore impegno spirituale, recandomi tutti i giorni alla Santa Messa, pregando ogni giorno mezz’ora di fronte al Santissimo, così come il Santo Rosario, facendo lettura spirituale, confessandomi con frequenza… mi comprai persino un Libro delle Ore e iniziai a pregare le lodi, i vespri e la compieta; ebbene, mi venne una voglia matta di avvicinarmi maggiormente al Signore per sapere che cosa voleva da me. Ma il mio progetto continuava ad essere quello di sposarmi e speravo che Dio pensasse lo stesso.

E così trascorse il 2000 e iniziò il nuovo secolo e millennio, con il 2001, in cui Dio mi aveva preparato qualcosa di molto speciale.

La mia vita continuava normalmente, lavoravo come professore delle medie a Tarancón, un paese a cinquanta minuti dal mio domicilio a Cuenca, in cui vivevo con la mia famiglia. Avevo la mia macchina e un buon salario solo per me; giocavo in una squadra di calcio a cinque; cantavo in un gruppo di musica folclorica… Conducevo cioè una vita comoda, con tutto ciò che un giovane può desiderare. Ma mi mancava qualcosa…

Quasi un anno dopo, nell’estate del 2001, Dio iniziò ad agire attraverso la Sua provvidenza per mostrarmi il cammino.pjosejcomun

Un giorno, alcuni amici della mia parrocchia mi chiesero se potevo portarli in un paese con la mia macchina, per assistere a una cerimonia di ingresso al noviziato di alcune religiose che conoscevano: non c’era nessuno che li potesse portare. Siccome non avevo nulla di meglio da fare, quel pomeriggio ci recammo a Priego (Cuenca). A proposito, quelle religiose erano le Serve del Focolare della Madre.

La cerimonia fu molto bella, non avevo mai assistito a nulla di simile, e mi impressionò la gioia di queste giovani, con i loro abiti di un bianco splendente, che volevano consacrarsi totalmente a Dio. Questo fu il mio primo contatto con il Focolare della Madre.

Una volta conclusa la cerimonia ci invitarono a prendere una merenda, e conobbi pure i Servi del Focolare della Madre. Ciò che mi piacque maggiormente del Focolare fin dall’inizio fu che, come io avevo imparato nella mia giovinezza, avevano un grande amore verso l’Eucaristia, nostra Madre, la Vergine Maria, la Chiesa e il Santo Padre, che a quel tempo era Giovanni Paolo II.

Durante la merenda, i Servi invitarono il mio gruppo di amici a un pellegrinaggio che stavano organizzando a Fatima, per la fine di luglio. Durante l’estate avevo vacanza, e Fatima da sempre mi era piaciuta moltissimo come luogo di incontro con la Vergine, nostra Madre, così dicemmo loro che avremmo preso in considerazione l’invito. Avevamo altre opzioni per quell’estate, visto che la parrocchia organizzava pure un pellegrinaggio, in questo caso a Lourdes. Andare a Fatima o a Lourdes? Che dilemma!. Questa sarebbe stata una decisione trascendentale nella mia vita. Ne parlammo tra di noi e alla fine decidemmo di andare a Fatima con i Servi del Focolare della Madre.pjosejtuna

Terminato l’anno scolastico, bisognava cercare qualcosa da fare altrimenti le vacanze possono risultare molto noiose. Così questo pellegrinaggio in tutti i sensi mi veniva molto bene.

Vi andammo un gruppo di quattordici pellegrini, tra i quali un sacerdote, in un furgoncino e la mia macchina. Durante il viaggio veniva con noi in macchina qualche Servo e io iniziai a bombardarli di domande. Mi risultava molto attraente la spiritualità del Focolare, e soprattutto mi impressionò l’ambiente di gioia e di famiglia che ritrovai.

La permanenza a Fatima, come ogni volta che vi ero andato, fu una goduria. Mi fece un gran bene spirituale ricordare il messaggio della Vergine e visitare quei luoghi santi in cui si palpa la presenza di nostra Madre. Realmente, tutti i luoghi mariani di pellegrinaggio sono fonti speciali in cui si riversa la grazia di Dio.

Uno di quei giorni, un Servo ci parlò della vocazione e ci lanciò la sfida di essere generosi con Dio e di offrire la nostra vita totalmente a Lui per servirlo. Quante volte prima avevo sentito parlare della vocazione! Ma in quest’occasione avevo una disposizione spirituale molto diversa. Io accettai la sfida e nel successivo momento di adorazione di fronte al Santissimo, dissi alla Vergine: “Mamma, Ti offro la mia vita e se Tuo Figlio ha bisogno di me per essere sacerdote, sono disposto a lasciare tutto per Lui”. Questa audacia per me fu l’inizio di qualcosa che cambiò la mia vita. Eravamo agli inizi dell’agosto del 2001.

pjosejreuniSi concluse il pellegrinaggio e tornammo a Cuenca; ma continuai a rimanere in contatto con i Servi visto che ci invitarono a un’altra cerimonia di ingresso di novizi e a degli incontri, che chiamavano Centro Hogar, a Barcenilla (Cantabria).

A Barcenilla ebbi l’occasione di conoscere più a fondo il Focolare, visto che apparentemente nella mia vita avevo tutto ciò di cui avevo bisogno. E pensai: basta! È qui che Dio vuole che conosca la ragazza con cui devo sposarmi. Ma Dio aveva altri progetti.

Quei giorni a Barcenilla furono molto speciali; sentii una grande pace interiore e una vicinanza molto grande della Vergine Maria. Da quando conobbi il Focolare la mia relazione con la Vergine divenne più tenera e prossima, e nella preghiera mi rivolgevo a Lei come “mamma”. E sono convinto che fu Lei, dalla mia offerta a Fatima, che guidava i miei passi fino a farmi scoprire la mia vocazione.

Giunse settembre, si avvicinava l’inizio dell’anno scolastico e non mi era chiaro nulla, anche se avevo progredito un po’, ero aperto alla possibilità che Dio mi chiamasse al sacerdozio, anche se all’inizio questo non mi piaceva molto.

pjosejeucaQuando era già iniziato il nuovo anno scolastico a scuola, ci invitarono ad andare di nuovo a Barcenilla, a trascorre un fine settimana, perché veniva in visita un sacerdote italiano, grande amico del Focolare. Egli fu lo strumento di Dio per darmi un’ultima spinta per seguire la chiamata di Dio, che io non vedevo ancora in modo completamente chiaro.

Ebbi la grazia di parlare con questo sacerdote per chiedergli consiglio, e come dico, mi fu di grande aiuto ascoltare le sue parole di saggezza e santità. Mi toccò il cuore la sua affabilità, la sua mitezza, la pace che trasmetteva. E soprattutto mi rimasero impresse tre idee della breve conversazione che avemmo, che mi aiutarono e mi continuano ad aiutare molto nella mia vita. La prima fu che le creature non sono lo scopo dell’uomo bensì Dio; la seconda, che nella vita non bisogna guardare indietro, al passato, ma sempre guardare avanti dove c’è la nostra meta, che è Dio; e la terza, che se Dio cambia i progetti della nostra vita, è sempre per darci qualcosa di meglio.

Con queste idee in testa tornammo a Cuenca e io continuai a riflettere e meditare su tutto questo, portandolo nell’orazione, e chiedendo allo Spirito Santo luce per conoscere la Sua volontà e forza per seguirla. Volevo avere la sicurezza al cento per cento che Dio mi stava chiamando ad essere sacerdote, ma questo non è possibile, salvo in casi speciali come la conversione di San Paolo. Normalmente Dio, nel cammino della fede, ci dà la luce sufficiente per fare il passettino successivo senza vedere il resto del cammino, e così quello che vuole è che ci fidiamo di Lui. A volte ci può anche chiedere un salto nel vuoto, come è lasciare tutto per consacrarci totalmente a Lui, ma sempre ci accompagnerà la grazia per confidare, sapendo che Dio è lì per riceverci con le braccia aperte. Come Abramo, a cui Dio chiese che abbandonasse tutto: la sua casa, il suo paese… e si dirigesse verso una terra che Egli gli avrebbe mostrato, anche oggi il Signore continua a chiedere a molti giovani che lascino tutto per seguirLo. Ma Dio non si lascia vincere in generosità ed Egli stesso ci ha promesso il cento per uno, con persecuzioni, e alla fine la vita eterna, a coloro che lasciano tutto per Lui e per il Vangelo.

pjosejparedDa quando mi offrii alla Vergine Maria a Fatima, Ella, ovviamente, mi prese di parola e un po’ alla volta cambiò il mio cuore, aprendolo alla chiamata al sacerdozio che Dio mi stava facendo; e fece che questa idea, che nella mia vita era in un secondo piano, ogni giorno prendesse sempre più rilevanza.

Finché, infine, aiutato dalla grazia di Dio e dalla tenera compagnia di Maria, nostra Madre, presi la decisione di fare il salto nella fede e seguire la chiamata di Dio.

Approfittando del ponte di Tutti i Santi, l’1 novembre, i Servi del Focolare della Madre organizzarono degli Esercizi Spirituali di quattro giorni per giovani, nel convento di San Michele delle Vittorie a Priego (Cuenca). Mi recai lì con la decisione, già presa, di consacrarmi al Signore nel Focolare e beneficiai degli Esercizi come una conferma della mia vocazione. Vedo come provvidenziale che il Signore mi chiamasse a consacrarmi a Lui nel Focolare della Madre, perché questa è un’istituzione completamente di Maria, e fu proprio Lei che suscitò la mia chiamata a Fatima e che mi accompagnò durante tutto il processo di discernimento con la Sua mano materna fino a condurmi a dire il mio “sì” al Signore.

Il secondo giorno comunicai al direttore degli Esercizi, che era il Superiore dei Servi, la mia decisione di consacrarmi a Dio come Servo del Focolare della Madre, e questa conversazione mi colmò di gioia e di entusiasmo per donarmi totalmente a Dio. Conclusi gli Esercizi, lo raccontai pure ai miei genitori e, anche se per loro fu una sorpresa, furono colmi di gioia e mi appoggiarono in tutto, grazie a Dio.

Curiosamente, uno dei miei amici della parrocchia che pure aveva conosciuto i Servi nel famoso pellegrinaggio a Fatima, era presente in quegli Esercizi. Senza aver parlato tra di noi, anche lui aveva sentito la chiamata di Dio. Furono percorsi paralleli ed entrambi, come “ebeti”, ricevemmo lo stesso regalone di Dio, che è la vocazione alla vita consacrata e sacerdotale.

pjosejavier2Ricordo che dopo gli Esercizi, un freddo pomeriggio di novembre, portai il mio amico al Conservatorio di Musica in cui studiava. Siccome era presto, ci fermammo nella Piazza Maggiore, di fronte alla Cattedrale, e scendemmo dalla macchina per passare il tempo. Allora in tono solenne gli dissi: “Ho qualcosa di importante da raccontarti, entrerò nei Servi del Focolare della Madre”. Egli, sbellicandosi dalle risa mi disse: “Non è possibile… anch’io”. E entrambi ci congratulammo a vicenda dandoci un abbraccio. Fu una scoperta molto gioiosa per entrambi.

Bisognava fare dei passi, e fu fissata la data di ingresso per entrambi come candidati: domenica 25 novembre 2001, che era la Festa di Cristo Re, nella cappella di Barcenilla.

Iniziai a sentire un po’ di vertigine nel vedere come precipitavano gli eventi e, rendendomi conto che la mia vita sarebbe cambiata molto, decisi di andare a chiedere preghiere alle Serve del Focolare della Madre che erano nella mia parrocchia, attraverso le quali avevo conosciuto il Focolare. Raccontai loro la notizia, si rallegrarono molto e mi assicurarono che avrebbero pregato per noi. Esse furono, e continuano ad esserlo, un grande modello di fedeltà per seguire la mia vocazione. Ho sempre visto nelle Serve quella sorella maggiore che dà il buon esempio al suo fratellino e che sempre è lì ad appoggiarlo con la sua preghiera e la sua donazione.

Ero disposto a lasciare, in quell’istante, il mio lavoro come professore delle medie, ma si vide che era più prudente concludere l’anno scolastico e poi aggregarmi alla comunità. Di fatto, avevo raccontato già ad alcuni colleghi che avrei lasciato il lavoro per essere sacerdote. Fu una grande sorpresa per tutti. Ricordo che un collega molto serio  mi domandò se mi sentivo bene, se mi era successo qualcosa e se avevo bisogno di aiuto, beh, se ero diventato pazzo. Ma tutti si comportarono molto bene con me, e mi fecero addirittura una festa di addio nella scuola.

A settembre del 2002 entrai nel noviziato e dopo due anni intensi di formazione, lavoro e spiritualità, iniziai gli studi per il sacerdozio. Precedentemente avevo studiato Diritto e pensavo che non sarei tornato a studiare nella mia vita, ma le vie del Signore non sono le nostre vie, e dovevo iniziare a studiare un altro corso di studi: in questo caso dovevo prima affrontare la Filosofia e poi la Teologia. Studiai filosofia a Burgos e per la teologia la Divina Provvidenza mi fece il regalo di andare a studiare a Roma.

pjosejvaticanDopo essere stato ordinato diacono, quando ero all’ultimo anno di studi teologici, ricevetti una delle più grandi grazie nel mio cammino verso il sacerdozio: potei servire come diacono il Santo Padre, Benedetto XVI, nella Basilica di San Pietro, in occasione della celebrazione della Solennità di Pentecoste, il 31 maggio 2009. Fu un’esperienza indimenticabile, poter stare così vicino al Papa e verificare la sua grande devozione nella celebrazione eucaristica, così come la sua umiltà e i suoi modi affabili con tutti. Mi impressionò vedere con quale affetto, tenerezza, pazienza e mitezza salutava tutti; è un uomo che veramente trasmette pace e speranza, delle quale il nostro mondo ha così bisogno.

Conclusi i miei studi a Roma, tornai in Spagna e finalmente giunse il grande giorno. Il 26 settembre 2009 fui ordinato sacerdote nella Cattedrale di Cuenca. Questo presupponeva la fine di un cammino di formazione, ma l’inizio di una nuova vita per me, configurato nella mia anima con Cristo, l’Unico ed Eterno Sacerdote. Fu un giorno molto felice per me, circondato dai miei cari, in particolare dai miei genitori che erano pervasi da gioia, come me o forse persino di più.

Celebrai la mia prima Messa, di rendimento di grazie, nel Santuario di nostra Signora de las Angustias, patrona della Diocesi di Cuenca, in cui si erano sposati i miei genitori e pure mia sorella. Nei giorni successivi celebrai varie Messe di rendimento di grazie in vari luoghi, ma la grazia più speciale, che sperimentai come un regalo della Vergine Maria, fu poter celebrare la Santa Messa a Fatima, nella cappella delle apparizioni. Fu lì che Maria aveva suscitato la vocazione nel mio cuore e lì, otto anni dopo, La ringraziai per quel regalo così grande per il quale potevo, nel nome del Signore, convertire il pane e il vino nel Suo Corpo e nel Suo Sangue, come alimento spirituale per tutti gli uomini. Quanti dettagli d’amore hanno il Signore e nostra Madre nei nostri confronti! E a volte non ce ne rendiamo neppure conto.

La mia prima destinazione, come sacerdote appena ordinato, fu il Nicaragua. Si può dire che è stata la mia luna di miele, perché posso affermare che questo mio primo anno di sacerdozio, è stato, senza dubbio, l’anno più felice della mia vita.

pjosejavierLà, nel nuovo continente, mi portò la Provvidenza, in un paese che si chiama San Marcos, nel Dipartimento di Carazo, in cui  lavorai con molto entusiasmo nella pastorale universitaria e nella parrocchia: S. Messe, confessioni, direzione spirituale, Esercizi Spirituali, ritiri, riunioni, pellegrinaggi… Quanto lavoro di evangelizzazione c’è da fare in tutto il mondo! Sicuramente “la messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella Sua messe!"

Sono molto grato al Signore per tante persone buone che ho incontrato in quelle terre del Centro America. È grato comprovare la grande sete di Dio che c’è nella gente, specialmente tra i giovani latino-americani; a differenza dei giovani del vecchio continente che in gran parte non rispettano né valorizzano il sacro, né cercano il Dio vivente che li ama, senza che essi lo sappiano, perché sono troppo occupati consumando i piaceri del mondo, che lascia nei loro cuori un’unica cosa: vuoto e amarezza.

Ma la maggiore grazia che ho ricevuto nel mio primo anno di sacerdozio è stato sperimentare come Dio si prende cura dei Suoi figli attraverso i sacerdoti, e mi sono sentito uno strumento attraverso cui la grazia di Dio si riversa nelle anime. È emozionante, ad esempio, confessare qualcuno che da cinquant’anni è lontano da Dio e dalla Chiesa; o amministrare l’Unzione degli infermi, il Viatico e la benedizione papale “in articulo mortis”, con indulgenza plenaria, a un moribondo che morì alcuni minuti dopo, alle 15.00, l’ora della Divina Misericordia.

Ringrazio Dio per il grande regalo del sacerdozio e vi chiedo preghiere per la fedeltà e la santità di tutti i sacerdoti del mondo.

Suor Clare

Hermana Clare

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Ceci Paredón (Messico): Vi ringrazio enormemente per averci permesso di conoscere Suor Clare e lasciarci contagiare e ispirare con la sua testimonianza.

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