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Servi del Focolare della MadreS.H.M.

Testimonianze dei Servi

Padre Matthew Nobrega

Presentazione

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“Gli chiesi con sincerità: “Come, Signore? Come e perché?”. La risposta mi venne con una chiarezza impressionante attraverso le parole di Isaia: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocateLo, mentre è vicino…”

Nome Religioso: Padre Matthew di Maria
Data di ingresso nei Servi: 25 dicembre 2008
Età al momento dell’ingresso nei Servi:
19 anni
Data di ordinazione sacerdotale: 19 dicembre 2015
Città e nazione di origine: Fort Meyers, Florida (Stati Uniti)
Comunità attuale: Valenza (Spagna)
Contatto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Testimonianza completa

Egli mi chiedeva tuttopmatchico

La mia storia è un po’ diversa da quelle che si è soliti sentire alla radio o leggere nei libri. Ci sono storie straordinarie di conversioni miracolose, con momenti drammatici, che vale la pena scrivere in un libro. La mia non è così. Tuttavia il fratello maggiore della parabola, che rimase in casa con suo padre, pure aveva bisogno di conversione, e io pure ricevetti la chiamata alla conversione per entrare nel cuore del Padre unendomi a Suo Figlio come regalo a Sua e nostra Madre. La mia storia, insomma, anche se non è spettacolare, non per questo non è miracolosa.

Sono nato e cresciuto negli Stati Uniti. Mio fratello e io crescemmo con i nostri genitori in una famiglia benestante. Per dodici anni andammo alla stessa scuola, ma ognuno aveva i suoi amici e il suo mondo. Durante gran parte della mia infanzia trascorsi molto tempo da solo con i miei genitori. Avevo molti amici e negli studi andavo abbastanza bene. Non ero un bambino discolo. Non mi mettevo nei guai, perché le poche volte in cui lo feci la mia coscienza dopo mi faceva soffrire molto. Ero un bambino sensibile, forse più del “normale”, e un po’ attaccato a mia madre.

Per quanto riguarda la mia vita spirituale ci fu un “vuoto”, per così dire, tra il mio Battesimo quando ero bambino e la mia conversione iniziale quando ero alle Superiori. Anche se sono sempre stato cattolico, la mia famiglia non era molto devota. Andavo a catechismo nella sala parrocchiale dopo la Messa della domenica, come quasi tutti i bambini cattolici negli Stati Uniti, ma eravamo soliti trascorrere questo tempo desiderando che finisse per poter uscire a giocare con gli amici. L’unica cosa che mi ricordo di questo periodo di catechismo è un disegno della distruzione delle città di Sodoma e Gomorra e la lezione sulla fine del mondo e il giudizio finale. Inoltre mi servì come stimolo per ricorrere alla confessione quando il peccato entrò nella mia vita. 

Poi, per due o tre anni, saltai il catechismo, ed ero solito andare a Messa con la mia famiglia  solo i giorni che consideravamo “importanti”: Natale e Pasqua. Più tardi dovetti tornare ad andare a catechismo quando mi dovetti preparare per il sacramento della Cresima.pmatreun

Ricevetti questo sacramento all’età di quattordici anni, e la mia vita continuò come se non fosse successo nulla. Persino peggio, perché smisi di andare a Messa. Questo non fu per durezza di cuore. Io ho sempre creduto in Dio, e il semplice pensiero che potesse non esistere mi dava una sensazione di vergogna. Semplicemente non sapevo che era un precetto obbligatorio della Chiesa assistere alla Messa della domenica. Immagino che i genitori e i maestri lo sapessero, ma dovrebbero dirlo chiaramente per il bene dei loro figli. Mi lasciai trascinare dalla corrente, confondendo l’ “io” egoista con ciò che è l’identità personale autentica. Conobbi molte persone il cui stile di vita mi risultava scioccante. Adesso sono grato di essere stato preservato da molte cattive amicizie e da vizi degradanti. Non voglio dire con questo che io fossi come Santa Teresina del Bambin Gesù, disgraziatamente, perché ebbi le mie lotte con il peccato. Voglio solo dire che ero il più moderato tra i miei amici. Di fatto, quando i miei amici iniziarono a provare stupidamente le droghe, avevano paura di dirmelo perché sapevano che io lo avrei disapprovato. Forse era perché avevo un temperamento più sereno, ma per la verità quel mondo non mi ha mai attratto.

pmatcomunLa vita mi risultava un po’ deprimente. Cercai di vivere e godere più o meno come gli altri: la musica, le mode, le conversazioni, tutto qui. Tuttavia quello stile di vita non mi soddisfaceva mai; troppa apparenza e poca sincerità. Il mio cuore era inquieto, perché non cercava il suo riposo nel Signore.

Durante il mio primo anno delle Superiori il Signore venne a cercarmi e seminò un seme nel mio cuore. Non mi ricordo il giorno né l’epoca dell’anno, ma mi ricordo il luogo e la persona che fu lo strumento del Signore. Era un’amica che avevo da anni, la quale era una cristiana senza complessi. Io vivevo come sempre, conservando le apparenze e salvaguardando l’immagine, finché entrai nell’ultima lezione del giorno e mi sedetti nel banco. Lì sul banco trovai un foglio di musica con inni religiosi. Domandai: “Che cos’è?”. E pensai: “Da quanto tempo non vado in chiesa!”. La trasparenza e l’onestà con cui lei viveva la sua fede fu per me una grazia, e la domenica successiva mi ritrovai di nuovo in parrocchia per andare a Messa, dopo un anno e mezzo senza esservi andato. Da quel momento in poi ebbi un desiderio insaziabile di conoscere e di imparare le verità della fede cattolica. All’inizio mi sentivo un po’ escluso, perché non sapevo neppure le risposte per poter partecipare alla Messa, ma poco tempo dopo stavo già recitando a memoria il Credo con il resto della gente.

pmat3Per la prima volta nella mia vita volevo stare in chiesa. Volevo leggere la Bibbia. Volevo pregare il rosario semplicemente perché ero cattolico e - cosa c’è di male? - è ciò che fanno i cattolici! La Messa divenne l’avvenimento più importante della settimana. Andavo in parrocchia per conto mio, senza la mia famiglia. Ben presto iniziai a confessarmi con frequenza. Che benedizione è questo sacramento! Ricordo l’espressione di shock nel volto di mia madre la prima volta che le chiesi che mi portasse con la macchina in chiesa per potermi confessare.

In quel momento ero al secondo anno delle Superiori. A parte gli studi, ai quali dedicavo poco tempo, e la mia vita sociale, alla quale dedicavo molto più tempo, la mia fede divenne il mio interesse principale. Dopo il lavoro di ogni giorno trascorrevo i pomeriggi leggendo buoni libri o guardando la televisione cattolica. Mi confessavo ogni settimana e ricevevo l’Eucaristia durante la Messa. All’inizio non ero completamente cosciente della gravità di ricevere la Comunione senza essere in stato di grazia: a Messa tutti ricevono la Comunione, ma nessuno si confessa! Io non volevo riceverla indegnamente stando in peccato, e perciò lottai contro il peccato con tutte le mie forze. Fortunatamente scoprii il rosario, perché le mie forze non erano sufficienti per distruggere il peccato. Ricevetti delle grazie molto grandi attraverso la preghiera del rosario. Solo nei giorni in cui non lo pregavo cadevo nel peccato. Non conoscevo ancora un altro modo di pregare. Adesso vedo che è stata la Vergine Maria Colei che mi ha guidato fin dall’inizio lungo la via verso Cristo.

In questo cammino di preghiera e di ricerca della verità si accese dentro di me la prima fiamma del desiderio di essere sacerdote. Mi innamorai degli insegnamenti della fede cattolica. Le passioni del mio cuore adesso avevano un nuovo approccio: Dio. Pensavo a Lui, parlavo di Lui, leggevo libri per conoscerLo meglio. Un giorno sentii un sacerdote, che si chiamava P. John, raccontare qualcosa sulla sua chiamata al sacerdozio durante l’omelia. In quel momento ebbi un’esperienza interiore che non mi era mai successa prima. Sentii una grande pace e pensai tra me e me: “Anch’io potrei fare questo”. Con queste piccole grazie e l’amore sempre più grande verso la verità, il mio cuore si preparava alla vocazione sacerdotale. Quanto è grande Dio!

pmatpintaTutto quello che ho raccontato finora serve per spiegare come Egli mise le fondamenta per portarmi fino alla mia vocazione. Quando arrivò il momento di scegliere un’università, le opzioni per me erano molto semplici: cattolica o, meglio ancora, molto cattolica. Grazie alla divina Provvidenza trovai un campus cattolico molto giovane, dinamico e di buona dottrina a meno di un’ora di macchina da casa mia. A quei tempi quell’università non aveva un grande numero di studenti - erano meno di cinquecento! - e non aveva ancora ricevuto un riconoscimento ufficiale come università. Ma per me questi erano dettagli minori. Il Signore mi fece vedere con chiarezza che era il luogo per me.

Durante l’estate, prima di andare all’università, trascorsi molto tempo con la ragazza che sarebbe stata la mia prima e ultima fidanzata. Una frase interessante! Non fu un’amicizia peccaminosa, ma tuttavia era più mondana che spirituale. Credo che in fondo al cuore io sapessi già che dovevo dedicare tutto il mio essere e la mia vita al servizio della Chiesa, ma avevo una grande curiosità su come sia la relazione con una fidanzata, e la mia carne lottò con tutte le sue forze per non scartare del tutto la possibilità di sposarmi e di avere figli. Ma, presentandosi davanti a me la realtà di ciò che è una relazione personale di questo tipo, l’affetto e la responsabilità erano troppo grandi. Giunse ad essere un peso enorme sulla mia anima. Dopo un mese di studi all’università, la relazione giunse al suo termine. Il Signore usò questa esperienza per darmi maggiore chiarezza sulla mia vocazione sacerdotale, con la quale ebbi molta pace per vari mesi.

Iniziai a inserirmi in pieno in tutte le attività spirituali nel campus e fuori di esso. Andavo a Messa ogni giorno, come facevano tutti i miei amici più prossimi. Sia lodato Gesù per le buone amicizie! Trascorrevo molto tempo con buone conversazioni, non solo spirituali ma anche su altre cose, e per la verità mi divertivo molto. C’era interazione tra i ragazzi e le ragazze ma senza arrivare ad un’intimità eccessiva. Queste amicizie erano un regalo di nostra Madre per proteggerci dalle amicizie superficiali, mentre continuavamo a maturare nella vita spirituale. Del gruppo di amici che avevo in quel momento, tre ragazze sono entrate nelle Serve del Focolare della Madre, io sono entrato nei Servi, e vari altri ragazzi hanno seguito la vocazione alla vita consacrata negli Stati Uniti e in altri luoghi. Una mia amica aveva conosciuto il Focolare prima di andare all’università e si stava avvicinando sempre di più alla comunità. Vedendo come lei faceva dei passi in quella direzione, questo era per me un interrogativo e diventavo molto teso. Vedevo riflesso in lei ciò che io sentivo: una stanchezza crescente di fronte alle superficialità quotidiane della vita universitaria e delle amicizie, e il desiderio di entrare in una relazione di totalità con Dio nella pienezza della vocazione consacrata (anche se non mi passò per la testa che potessi diventare un religioso nello stesso suo Istituto religioso).pmatmisa

Quando iniziai l’università, un po’ alla volta conobbi i Servi del Focolare della Madre. Erano ministri dei sacramenti e direttori spirituali sempre disponibili e al servizio degli studenti. Uno di loro fece una meditazione durante un’Ora Santa il primo fine settimana, quello di orientamento. Le sue parole furono un tema di conversazione per varie settimane all’inizio del semestre. Siccome io avevo già molta devozione al sacramento della penitenza, decisi di andare da lui per la confessione. La direzione che egli mi diede nel confessionale fu più profonda di tutto quanto io avessi ricevuto all’interno e fuori dal sacramento, e ben presto divenne il mio confessore preferito. Poco prima delle vacanze di Natale iniziai a ricorrere a lui per la direzione spirituale e per parlargli della mia possibile vocazione al sacerdozio. Egli mi chiese se mi sentivo chiamato al sacerdozio diocesano o religioso, cosa a cui io non avevo pensato molto. Mi sentivo maggiormente attratto da un gruppo che si chiama Frati Francescani del Rinnovamento, perché secondo me erano dei tipi stupendi in queste terre e continuano ad esserlo. Egli vedeva che non ero sicuro al riguardo e mi invitò a partecipare ad un pellegrinaggio in Italia l’estate successiva per discernere la mia vocazione. L’idea di viaggiare a Roma mi colmò di emozione, e non appena iniziò il semestre successivo prenotai un posto.

Adesso la storia si complica un po’. Nei mesi prima del pellegrinaggio avvennero molte cose nella mia piccola anima. Per vari mesi avevo sperimentato una grande pace con la mia vocazione, ma il demonio non mi avrebbe mollato così facilmente. C’era una ragazza con cui trascorrevo molto tempo, e ancora di più durante questo secondo semestre, troppo tempo per dire la verità. Questa volta non era un inganno: mi innamorai di lei. Il mio cuore era distrutto. Avevo goduto di così tanta pace con la vocazione sacerdotale prima di questo momento, ma questa pace scomparve completamente e la mia mente non pensava se non a lei, cosa che mise in grande pericolo la mia vocazione. Sapevo che dovevo discernere seriamente la volontà del Signore su di me, e sapevo pure che lei avrebbe studiato in Europa il semestre successivo. Per questo ce la feci a non fare dei passi formali e decisivi verso una relazione con lei, ma quanto mi costò!pmat2

In queste condizioni mi trovavo sull’aereo volando verso Madrid con la “determinata determinazione” di discernere se dovevo sposarmi (con quella ragazza) o essere sacerdote. Ci fu un episodio divertente sull’aereo: la ragazza che era seduta al mio fianco era cattolica e potei convincerla a recitare con me il rosario. Quando l’aereo atterrò a Madrid ebbi la sensazione di arrivare a casa mia. Come dico, l’idea di diventare Servo del Focolare della Madre non esisteva nella mia testa, ma trovandomi circondato dal Focolare della Madre, sacerdoti, fratelli, suore, laici e giovani, all’improvviso ebbi l’impressione che era ciò che cercavo e che avrei trascorso il resto della mia vita lì. In quel particolare momento il Signore parlò definitivamente alla mia anima, facendomi vedere ciò che Egli voleva da me; fu pure in quel momento che io indurii il mio cuore al dono del Padre.

Anche se andavo con l’idea di discernere, vi ero andato come chi va a farsi la doccia con un ombrello. Il mio desiderio di conoscere la mia vocazione non era sincero, perché non avevo l’intenzione sincera di seguirla una volta conosciuta. Era semplicemente questione di trascorrere un po’ di tempo dicendo che stavo discernendo la mia vocazione, ma poi, ormai felicemente sposato, poter guardare indietro e dire che io avevo veramente fatto un discernimento della mia vocazione. Ma il Signore non si lasciò ingannare e smontò le mie strategie difensive con le parole del nostro fondatore, P. Rafael. Ero convinto che il Focolare della Madre fosse un’opera di Dio e di nostra Madre, ma non entrava all’interno dei progetti che io avevo fatto della mia vita. Inoltre l’attaccamento a questa ragazza era troppo forte. Il mio cuore era diviso. Iniziai a mettere in dubbio le grazie che avevo ricevuto, e cercai di convincermi che veramente non avevo motivi per essere sicuro della mia vocazione al sacerdozio.

Malgrado i miei grandi sforzi, il Signore lasciò due cose profondamente impresse nel mio cuore, così da non poterle negare. Prima di tutto sapevo con una certezza ontologica che ero chiamato ad essere sacerdote, e questo lo avevo raccontato ad altre persone per non dimenticarlo. In secondo luogo sapevo che dovevo entrare nel Focolare come membro del gruppo di giovani. Il giorno in cui assunsi l’impegno, salii quasi di corsa verso l’altare. Era il modo che la Madonna usò per mantenermi vicino al Focolare. Da quel giorno in poi non trascorse neanche un giorno senza che io pregassi per i Servi e le Serve del Focolare. Carico di queste grazie e al contempo rafforzato da esse, mi attendeva un amaro cammino di purificazione e di distacco. Era da troppo tempo che volevo servire il Signore con un cuore diviso. Egli mi chiedeva tutto. E per compiere la Sua volontà salvatrice permise che io soffrissi angosce e desolazioni terribili nella mia anima, fino al punto di sperimentare un esaurimento fisico e una depressione. pmatbesama

Ciò che mi salvò fu la direzione spirituale. Continuava ad essere il mio direttore spirituale lo stesso Servo sacerdote che mi aveva invitato ad andare in Spagna. Grazie a Dio, egli ce la fece a tirarmi fuori, dopo varie conversazioni, la confessione che ero innamorato. Il semplice atto di dirlo al mio direttore spirituale fu come estirpare un tumore dalla mia anima, ma era ancora necessario del tempo per guarire, quel tempo lo avevo, perché la ragazza stava studiando in Europa durante quel semestre mentre io ero in Florida.

Un’altra grazia che mi aiutò enormemente fu l’Ora Santa di tutti i giorni, cosa su cui il mio direttore sempre insisteva. Da mesi mi aveva consigliato questa pratica (assieme alla Messa quotidiana, al rosario quotidiano e alla confessione frequente), ma era ciò che maggiormente mi costava fare. L’orazione in silenzio mi risultava difficile, forse perché ero abituato allo stile del Rinnovamento Carismatico. Tuttavia non ci sono parole per esprimere il bene che fece nella mia vita e l’aiuto che mi diede per superare le paure, soprattutto perché mi introdusse in una vera vita spirituale soprannaturale. Tuttavia il centro della mia orazione durante quel tempo non era Cristo ma io stesso. Davo ancora molta importanza ai sentimenti e non sapevo navigare con scioltezza nelle acque turbolente della desolazione. Nella cappella dell’adorazione il silenzio mi opprimeva. La mia anima era tormentata dai miei pensieri e non potevo riposare davanti al Signore.

Un altro fattore che impediva la mia orazione era l’orgoglio. L’orazione davanti al Santissimo Sacramento esige umiltà, perché è un incontro con la Verità stessa. La realtà di ciò che mi succedeva era che Egli mi chiedeva qualcosa che io non volevo dargli in quel momento. Tuttavia la differenza tra la Sua volontà e la mia era la differenza che c’è tra il Creatore e la creatura. Vedere la verità faceva male, ma ciò che Egli mi chiedeva non poteva essere più doloroso di quanto sperimentavo separandomi da Lui. Avevo bisogno di essere ricreato di nuovo.

pmatgrupoLa crisi arrivò al suo culmine il giorno della festa di S. Francesco d’Assisi. Parlavo con frequenza di diventare frate francescano, in parte perché veramente volevo esserlo e in parte perché rifuggivo il Focolare della Madre. Amavo molto il Focolare, ma il far parte di esso mi complicava troppo la vita. Mi resi conto che S. Francesco mi voleva felice. E non solo lui, ma anche la Vergine Maria, tutti i santi e gli angeli e il Signore stesso desideravano con tutto loro stessi che io trovassi la felicità. Mi sciolsi in lacrime. In quel momento piangevo di più per l’uomo vecchio moribondo nella mia anima che per altro, ma era un primo passo verso l’apertura della mia anima alla potenza della grazia divina. Dopo ciò posi fine alla comunicazione con la ragazza e mi impegnai a fare l’Ora Santa ogni giorno. All’inizio sentivo ripugnanza e secchezza ogni volta che visitavo il Signore nel Tabernacolo, ma malgrado le difficoltà nell’orazione rimasi fedele e alla fine sentii una grande pace nell’orazione. Era proprio ciò di cui la mia anima aveva bisogno per riposare.

Così caddero le barriere difensive che io avevo innalzato per separare il mio mondo dal Suo. Poi avvenne qualcosa che fu come una dinamite che fece a pezzi quel poco che rimaneva delle mie sicurezze umane: una delle mie amiche divenne Serva. Dovette superare certe prove molto difficili per consacrarsi al Signore, ma fece il passo con molta generosità. La gioia visibile che irradiava il suo volto ruppe in me tutte le categorie mondane. Mi fece riflettere sul fatto del perché, se entrambi vivevamo nello stesso ambiente, facevamo apostolato assieme, partecipavamo alle stesse attività, come poteva lei essere così felice e io così triste?

Quella sera, dopo aver ricevuto la notizia, andai in cappella e prostrai la mia anima ai piedi del Signore. Gli chiesi con sincerità: “Come, Signore? Come e perché?” La risposta mi venne con una chiarezza impressionante attraverso le parole di Isaia: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocateLo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i Miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le Mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le Mie vie sovrastano le vostre vie, i Miei pensieri sovrastano i vostri pensieri” (Is. 55, 6-9)

pmatA questo mi conformai. Persino prima che si dissipassero i dubbi e le paure avevo comprato il biglietto per il volo in Spagna per trascorrere lì le vacanze di Natale. Ora l’unica cosa di cui avevo bisogno per uscire definitivamente alla luce era la direzione spirituale, e un fine settimana in silenzio durante un ritiro. Volai in Spagna con l’intenzione di entrare nella comunità di Servi come candidato, cosa che feci il giorno di Natale del 2008. Era come se io pure nascessi di nuovo al mondo assieme con Lui e appartenendo ormai a Lui completamente. Ricevetti dei consigli molto buoni dai miei nuovi fratelli. Il consiglio che ho cercato di seguire soprattutto è stato il vivere come se avessi già i voti perpetui. Così mi sono sforzato di vivere, anche se con grande imperfezione. Gli apostoli non avevano e non avevano bisogno di voti per seguire Cristo in povertà, castità e obbedienza, e io neppure. Ho solo bisogno dell’aiuto del Suo amore e della Sua grazia; questo mi basta.

Noi povere creature commettiamo un terribile errore quando non poniamo la nostra fiducia in ciò che il Signore ci rivela, come se Egli volesse farci del male. O ancora peggio, quando finalmente accettiamo ciò che ci dà, ma ci comportiamo come se stessimo facendo un favore a Dio. Così mi comportai io per molto tempo nella mia vita. Per la verità tutto ciò che Egli dà e tutto ciò che toglie proviene dal Suo amore, e se Egli scegli di toglierci i nostri piccoli progetti umani, è per darci vita in abbondanza e poi l’eternità al Suo fianco.

Video

"Intervista a Padre Matthew nel programma in spagnolo "Cambio de agujas" (Cambio di rotaie).

 

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