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Servi del Focolare della MadreS.H.M.

Presentazione

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“La mia vocazione è essere il regalo che il Signore vuole fare a Sua Madre. Sono tutto Suo e il mio desiderio è di celebrare un giorno la Messa come un Suo sacerdote santo, portando Gesù Cristo ad altri attraverso di Lei…”

Nome religioso: Padre Luke Maria di Gesù
Data di ingresso nei Servi: 11 luglio 2008
Età al momento dell’ingresso nei Servi: 22 anni
Città e nazione di origine: Munsonville, New Hampshire (USA)
Comunità attuale: Irlanda
Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Testimonianza completa

Un duro viaggio a casa.

hnoluke1“VAFF … (beep), NON FARÒ QUELLO CHE MI DICI!”. Il mio amico mi fece dei gesti, affinché abbassassi immediatamente il volume in quella parte, perché era troppo forte. Io obbedii, abbassando rapidamente il volume. La canzone era intitolata “Ammazzando nel nome di”, e il gruppo era Rage Against the Machine. Era la prima volta che la ascoltavamo. Alla fine della canzone il mio amico tirò fuori la cassetta e la nascose nel nostro cassetto segreto. Mi ordinò di nasconderla e di ascoltarla solo quando fossi stato sicuro che nessuno mi avrebbe “beccato”. Uscì dalla stanza e i miei occhi tornarono a fissare il cassetto. Avevo una sensazione strana dentro, una sensazione “di calore” nel petto. Volevo ascoltarla di nuovo. Volevo sentirla di nuovo. Non si trattava solo di una canzone, si trattava di uno spirito. Stavo facendo qualcosa di male e mi piaceva. Era l’inizio di una strada. È così che fui introdotto in una vita nuova, una vita di peccato; qualcosa di molto diverso da ciò che mi avevano insegnato i miei genitori. Avevo undici anni.

Tutto questo potrebbe sembrare perfettamente “tipico” nella vita di un giovane d’oggi. Perché tanto rumore per un po’ di musica? Avrei potuto fare qualcosa di molto peggio, vero? Il fatto è che i miei genitori, la mia famiglia, la mia vita, non erano assolutamente “tipici”. Sono il quinto di una famiglia di quattordici figli e i miei genitori sono veramente cattolici. Fecero tutto il possibile per formarci nella fede. I problemi vennero per l’amicizia che avevo con il mio miglior amico: quando egli si ribellò, io lo seguii. Questo cammino mi portò a un’esistenza oscura, solitaria e vuota, con l’anima così gonfia di peccato che alla fine non potei sopportarlo oltre. Con il tempo sarei stato riscattato, non con le mie forze e i miei meriti, ma da una donna, una donna alla quale devo tutta la mia vita. Il Suo nome è Maria. Il mio è Luke DeMasi e questa è la mia storia.

hnoluke2Alcuni ragazzi trovano i loro eroi tra gli atleti famosi, gli attori o i cantanti o qualunque altra persona che attrae la loro attenzione, e li fanno sentire come qualcuno che in realtà non sono. Per me, il mio eroe era il mio migliore amico, Frank: fu lui che realizzò quel ruolo. Eravamo come una sola persona, facevamo tutto assieme e non c’era nulla né alcuno che potesse frapporsi tra di noi. Quando egli compì quindici anni, iniziò a ribellarsi contro ogni autorità, mettendomi in una posizione critica. O ribellarmi assieme a lui o seguire i miei genitori e obbedire loro in ciò che mi dicevano. Questa decisione non fu facile, perché sempre avevo avuto una relazione molto buona con mia madre, e mi fece soffrire molto il separarmi da lei, ma alla fine dovetti scegliere…

Prima di tutto ci fu la musica. Dormivo di notte ascoltando le “dolci melodie” dei Tool, Metallica e Nine Inch Nails. Ben presto passai ad essere un ragazzo violento, non solo con atti di vandalismo ma anche con liti. La mia prima grande “vittoria” consistette nel mandare un ragazzo all’ospedale con una ferita aperta in testa. Un brutto inizio, altroché, riempiendo la mia testa con musica heavy del rock e poi scaricando la rabbia contro proprietà pubbliche e altri ragazzi. Ci mancava solo aggiungere a questo miscuglio una bottiglia d’alcol per renderla ancora più esplosiva. Non tardai molto nel fare proprio questo.

hnoluke3Presi la prima birra all’età di dodici anni e mi piacque l’effetto. All’inizio era soprattutto questione di essere uno in più della compagnia, ma presto mi portò alla dipendenza e poi all’assuefazione. Lontano dall’unirmi agli altri, mi portò al vuoto e alla solitudine più assoluta. Il passo successivo fu la droga. Il cugino del mio amico mi preparò il primo spinello (cannone) una domenica di Pasqua quando avevo tredici anni. Mentre gli altri bambini stavano cercando le uova di cioccolato nel cortile, io stavo tossendo come uno stupido nel granaio di mio nonno. Non giunsi mai ad avere una dipendenza alla marijuana, anche se neppure la rifiutavo quando me la offrivano, ma invece mi piacevano gli alcolici e le pastiglie. Il problema di questo stile di vita è che è molto caro ed esige cifre di denaro che io non avevo. E lì iniziò, logicamente, la carriera del furto. Come sempre, iniziò con piccole cose come i portafogli, ma peggiorò gradualmente. Preferisco non entrare nei dettagli.

Così vivevo sotto lo sguardo di mia madre. Ella aveva i suoi sospetti e persino mi scoprì qualche volta, ma non poteva frenarmi. Mi faceva soffrire molto ogni volta che lei veniva a sapere le cose. Era una situazione curiosa: malgrado mi fossi indurito molto nella vita di peccato, non ero capace di chiudere completamente il mio cuore a mia madre. Ma io mi mettevo sempre di più nel pericolo e il rischio aumentava. Grazie ai saggi consigli di mio padre e a molta grazia di Dio, presi la decisione di andare a un’università cattolica in Florida. Allora non lo sapevo, ma questa sarebbe stata una delle decisioni più importanti della mia vita, perché in quell’università iniziò la mia conversione e la mia vita iniziò a cambiare.

Durante il primo semestre vidi un annuncio di un’escursione alle montagne della Georgia durante la quale un giorno era prevista una discesa in canoa in acque torrenziali. Subito mi iscrissi alla lista. Non sospettavo che sarebbe stato un ritiro spirituale guidato da Padre Colum, un sacerdote la cui specialità consiste nel tirare fuori i ragazzi come me dal sogno mortale del peccato. Il suo modo di predicare mi colpì profondamente. Non avevo mai sentito il Vangelo presentato in quel modo, con tutta la sua totalità e con fuoco. Mi agganciò. Nel fondo del mio essere sentivo una voce. Mi stava parlando la Verità da dentro, mostrandomi la menzogna in cui vivevo. Un po’ alla volta la Grazia sarebbe penetrata nella mia vita. Non posso dire che la mia vita sia cambiata subito e drasticamente dopo quel ritiro, ma posso dire che lì fu seminato il seme della mia conversione.

hnolukeaAlcuni mesi dopo ebbi, durante un altro ritiro, un’esperienza intensa di pace e di consolazione, cosa che non avevo mai sperimentato prima. Dissi a Dio: “Ciò che Tu vuoi, io lo farò, perché questa pace è la cosa più reale che io abbiamo sperimentato nella mia vita”. Sentii una risposta che mi chiedeva due cose: lasciare i miei amici e farmi sacerdote. Reagii con orrore e ripetei la domanda sperando di ricevere una risposta più gradevole e più realista. Ricevendo per la seconda volta la stessa risposta, il mio orrore aumentò ancora di più. Non poteva essere. Pensai: “Io, sacerdote? Non esiste. Assolutamente no! Questo non lo farò mai”. Feci tacere la voce. Ma questa sarebbe tornata e si sarebbe fatta sentire in un altro momento della mia vita.

Certe droghe hanno un effetto curioso. Ti danno consolazioni che in teoria solo Dio può dare: letteralmente senti l’amore. Ti riempiono di una sensazione di pace e tranquillità che fa sì che tutto e tutti sembrino attraenti. Il problema è che, dopo aver sentito questo effetto, succede esattamente il contrario. Al posto di “amore” senti odio; al posto di pace, angoscia; al posto di tranquillità, una terribile angoscia. Quando sta finendo l’effetto, tutto e tutti sembrano brutti e faresti qualunque cosa pur di ottenere un’altra dose. La sensazione è così terribile che uno è disposto a tradire chiunque, senza eccezioni, per evitarla. Non dimenticherò mai la notte in cui tradii il mio miglior amico.

Gli rubai la riserva segreta. Ma il problema fu che anche lui era andato a cercarla perché egli pure era in questa situazione. Mi spinse contro la parete e mi afferrò alla gola, alzandomi da terra e asfissiandomi con le sue mani. Mi ricordo ancora l’espressione dei suoi occhi e conservo nella memoria come una fotografia l’immagine di lui e dei suoi amici e la stanza piena di gente. Mi stava domandando che cosa avevo fatto con la sua dose. Quella notte le cose cambiarono irrevocabilmente. Questo tradimento provocò un’orgia disperata di alcol e “festa” e una notta oscura di dolore e confusione. Avevo perso il mio miglior amico per un maledetto grammo di “amore”.

Una delle mie sorelle studiava nella mia stessa università. Mia madre venne in Florida per la cerimonia della sua laurea, che avvenne un sabato mattina. Per me questo era un certo inconveniente, perché i sabati erano soliti essere una continuazione della festa del venerdì. Mezz’ora prima dell’inizio della cerimonia, mia sorella mi trovò incosciente in una stanza vuota del dormitorio. Dopo avermi svegliato con molta difficoltà, mi chiese se volevo assistere alla cerimonia della sua laurea. Trascorsi tutta la cerimonia a fianco di mia madre, addormentato.hnoluke5

“Come stai, Luke?”. La domanda di mia madre mi colse completamente di sorpresa, trapassando il mio cuore come una spada. Eravamo a Starbucks e stavamo prendendo un caffè, e io pensavo che avremmo parlato un po’ del clima della Florida o di qualunque stupidaggine. Ella tuttavia voleva arrivare al mio cuore con il suo amore materno, e io ero completamente indifeso. Non ero capace di entrare in quell’onda. La mia vita era in un pozzo, ero profondamente triste, e lei voleva che mi aprissi e che le raccontassi tutto, ma non potevo farlo. Sapevo che stavo spezzando il suo cuore e non potevo guardarla. Mi martoriava. Balbettando dissi che tutto andava bene mentre accendevo una sigaretta e cambiai tema.

Quando mia madre se ne andò, sentii un grande vuoto. Non sapevo che cosa fare né a chi rivolgermi. Poi feci qualcosa che non avevo mai fatto prima: andai nella cappella per pregare. Entrai e mi sedetti davanti a un’immagine della Vergine Maria. Ero arrabbiato, arrabbiato con me stesso: “Perché sono così? Perché non posso smettere di fare cose cattive? Che cosa mi succede? Sono pazzo o ammalato?” Poi iniziai a piangere. Dopo aver pianto senza tregua per vari minuti sentii una grande pace. Sentii in quel momento la presenza di Maria. Era come se mia madre fosse di nuovo con me, ma questa volta stavo parlando con lei, raccontandole ciò che mi succedeva dentro. Tutte le cose che non avevo potuto dire a mia madre a Starbucks le dissi a Maria in quella piccola cappella. Uscii poi con una pace incredibile, e presi la risoluzione di lasciare l’alcol e di iniziare a vivere bene. Non immaginavo che stavo per imbarcarmi in un altro periodo buio della mia vita.

Adesso, guardando indietro, non so come mi lasciarono salire sull’aereo. Andavo da Chicago a Dublino, Irlanda, per intraprendere l’avventura europea come parte del programma di studio all’estero (Study Abroad Program). “Studio”, che divertente. Il cameriere di un bar dell’aeroporto ci disse che un gruppo era dovuto uscire di corsa per prendere il volo e che avevano lasciato una dozzina di bevande alcoliche sul banco. Dicono che se inizi qualcosa, devi finirlo. Beh, in tal caso devo aver iniziato bene perché io finii le bevande. In questo modo la mia grande avventura di studente iniziò con una sbornia nel bar dell’aeroporto.

hnoluke6In Europa ero nella mia salsa. Avevo tutto. Amici, ragazze, droghe, birra, fama e fortuna: io ero “l’uomo”. Tuttavia succedeva qualcosa di strano. Anche se avevo tutto e le cose sembravano andare proprio come io volevo, mi sentivo vuoto e angosciato. Quanti più peccati commettevo, più vuoto mi sentivo dentro. Ero molto confuso. Volevo avere pace, ma ero piacere-dipendente. Visitai il Vaticano e andai all’Oktoberfest, andai a Medjugorje e ad Amsterdam, contemplai il più famoso Bambin Gesù di tutto il mondo e andai alla discoteca più grande del mondo.

Il semestre successivo tornai all’università, ma ero un uomo rotto. Vissi praticamente solo durante la prima parte dell’anno. Tutti i miei amici se ne erano andati. La mia unica compagnia era una pipa e l’iPod del mio amico. Ero un perdente completo. Andavo alle feste, ma qualcosa era cambiato. Tutto sembrava vecchio. La mia vita era cambiata quando presi la decisione di seguire il mio amico nella sua ribellione. Questi erano i frutti di questa decisione: la tristezza, il vuoto e la dipendenza. Ero uno schiavo completo. A questo punto avevo imparato che non sarei stato felice con l’alcol, la droga, le ragazze, ma il saperlo non cambiava nulla, perché non ero capace di lasciarli. Continuavo a peccare anche se lo odiavo. Tuttavia così come ero entrato in questo stile di vita attraverso un amico, così ne sarei uscito grazie a un altro amico. Si chiamava Ándre e andavamo assieme alle feste, finché egli incontrò Dio e mi lasciò. Egli mi disse delle parole che mi tirarono fuori dall’inferno.

“Hai pensato ultimamente alla tua vocazione?”. Non era solito divagare. Era il suo stile: personale e al sodo. Esattamente ciò di cui io avevo bisogno in quei giorni di tenebre. Stavo vestendomi per andare al bar, quando mi “abbatté” con questa domanda. La colpa era tutta mia: gli avevo raccontato ciò che mi era successo in Georgia quando avevo sentito una voce che mi diceva che dovevo essere sacerdote. Normalmente non avrei condiviso un’informazione così personale con nessuno, ma una notte, dopo non so quante birre e un paio di spinelli, mi scappò.

Adesso volevo scappare, ma non potevo. Le sue parole mi penetrarono fino in fondo. Andai in sala computer per vedere dei video di YouTube, per vedere se questo mi aiutava a distrarmi; nulla, ancora peggio. Da lì andai alla lavanderia per vedere se il rumore delle macchine poteva far tacere quella voce. Non potevano farlo. Esigeva una risposta: “Non vuoi cambiare la tua vita?”. “No, non posso! Supporrebbe smettere di fare tutto ciò che mi piace: le ragazze, le droghe, le feste, la musica, la birra… tutto! Se dico di sì, non potrò più fare nulla di tutto questo”. “Finora hai sempre fatto quello che volevi, e fai pena, sei triste, la tua vita è una miseria, non sei felice!”.

hnoluke8Così rimuginavo dentro di me lottando con le voci. Era in gioco la mia vita. Pensai al dolore e al vuoto che stavo sperimentando, alle lacrime di mia madre, ai momenti di pace che avevo avuto in quei ritiri e mi resi conto che dovevo scegliere. Alla fine dissi di sì. Non sapevo ancora esattamente a che cosa stavo dicendo di sì, ma sapevo molto bene a che cosa stavo dicendo di no. E sapevo che a partire da quel momento sarei stato libero. Sapevo che la mia vita sarebbe cambiata in modo radicale, e così fu.

Tutto questo avvenne un giovedì del mese di maggio. Il lunedì successivo, festa della Madonna di Fatima, ero già in Spagna con il desiderio di cambiare la mia vita. Vari anni prima Padre Colum mi aveva invitato a trascorrere del tempo durante l’estate con la sua comunità in Spagna per raddrizzare la mia vita e per rafforzarmi nella vita di virtù, pregando e lavorando alla costruzione di una casa, senza altro impegno o condizione. Mia madre gli mandò una mail chiedendogli se questa offerta era ancora valida, ed egli disse di sì. Non sapevo che cosa potessi aspettarmi da ciò né che cosa sarebbe successo, sapevo solo che ero dove Dio voleva che stessi.

Ciò che segue è tratto dal mio quaderno personale di quel tempi. È stato difficile raccontare tutta questa storia, perché non si può raccontare o spiegare tutto esattamente, così come sono evolute le cose, le grazie ricevute, le decisioni prese, ecc. Ma questo è ciò che io vedevo in quel momento:

13/5/08: Sono atterrato a Madrid un’ora fa. Sono seduto in un bar dell’aeroporto e sto mangiando un panino con i miei euro. Hanno cambiato il volo e potrebbe passare molto tempo prima che qualcuno venga a prendermi. Non so chi verrà, ma questo non mi preoccupa molto. Le mie mete in questo viaggio sono: crescere nella mia relazione con Cristo in modo tale da non desiderare più di separarmi di nuovo da Lui; con l’aiuto di Dio voglio anche smettere di fumare e di bere per sempre. Ah, un’altra cosa! Imparare lo spagnolo, voglio proprio imparare lo spagnolo. E la cosa più importante di tutte: conoscere qual è la mia vocazione, che cos’è ciò che devo fare con la mia vita.

21/5/08: Dopo la colazione è iniziato il peggior giorno che ho vissuto qui finora. Miserabile, depresso, rimuginando, senza consolazione né direzione. Non so da dove veniva questo. Mi girava la testa. Ho detto a Dio: “Ti ho detto che sono aperto a tutto e a qualunque cosa, al matrimonio o al sacerdozio, ma dimmi che cosa vuoi da me!”. Così continuò la giornata, insopportabile. Avevo una voglia matta di prendere quei pochi soldi che avevo, di andare al bar e di ubriacarmi.hnolukeb

Poco prima dell’ora di pranzo Padre Colum mi chiamò in disparte e mi chiese che cosa stava passando per la mia mente. Gli dissi che cercavo segnali di Dio sul Suo progetto su di me. Egli mi disse che non si trattava di segnali o di ricevere cento “rose mistiche” durante la giornata, che si trattava di ciò che Dio stesso mi diceva interiormente. Io gli dissi che mi sentivo diviso tra una ragazza che conoscevo e il sacerdozio. Mi disse che la chiamata sacerdotale non è antinaturale, ma non è neppure naturale; è una chiamata soprannaturale. Che i sentimenti che avevo verso quella ragazza erano naturali, che la vocazione naturale di ogni persona normale è alla vita matrimoniale. Tuttavia a volte Cristo chiede a certe anime che lascino questo per Lui, che Lo lasciamo sceglierci e che noi scegliamo Lui. Ci chiama a qualcosa di ancora più grande. Mi disse pure che il demonio a volte ci tenta con qualcosa di buono e di bello, affinché non compiamo la volontà di Dio, che è ancora più buona e bella.

Beh, non ho mai sperimentato così tanta pace e così tanta gioia. Ho detto di sì! Sarò candidato, se Dio lo permette, quest’estate. Adesso ho pace e non devo dimenticare che i peggiori momenti sempre passano. Devo fidarmi di Lui; Egli mi ama, Egli mi tirerà fuori dai tempi bui come ha fatto sempre e mi porterà alla luce.

Mentre scrivo questo sono novizio al secondo anno. Vivo questa vita già da due anni e mezzo. Sono enormemente grato al Signore per tutto quello che ha fatto per me. È stato un viaggio duro l’arrivare fin qui, ma alla fine la Grazia ha vinto. Non ho fatto altro che dire un piccolo sì a Dio e un no al peccato; poi Egli ha preso le redini e non sono mai stato così felice. È stata la Vergine Maria: Ella non mi ha mai abbandonato. Pur essendo stato molto cattivo, sempre ho sentito la Sua presenza, in particolare come mia Madre. Mi ha tirato fuori dalle tenebre del peccato fino a dove sono adesso, nel Suo Focolare, il Focolare della Madre. La mia vocazione è essere il regalo che il Signore vuole fare a Sua Madre. Sono tutto Suo e il mio desiderio è di celebrare un giorno la Messa come un Suo sacerdote santo, portando Gesù Cristo ad altri attraverso di Lei. 

Video

"Intervista a F.llo Luke nel programma in spagnolo "Cambio de agujas" (Cambio di rotaie).

 

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Carmen Pérez (Spagna): La storia di Suor Clare mi ha aiutato molto in un momento di decisione. Vidi il documentario “O tutto o niente” proprio qualche giorno prima di fare un’esperienza vocazionale in un convento.

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