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Categoria: Agosto

escuelaViaggio missionario di ragazzi in Ecuador, agosto 2013.

La domenica 11 agosto il gruppo missionario aveva previsto di arrivare a Guayaquil, Ecuador, per iniziare il suo itinerario missionario. Il gruppo era composto da solo 5 persone provenienti da due paesi: Shaun (19 anni) e José Rafael (20 anni), provenienti da London, Canada, e dalla Spagna vennero P. Juan, SHM; Miguel di Madrid (23 anni); e Álvaro di Barcellona (16 anni). Tuttavia il primo inconveniente avvenne prima di iniziare la missione: José Rafael, per problemi di passaporto non poté uscire da Bogotá (Colombia) e dovette rimanere nel paese fino a giovedì 15 agosto. Grazie a Dio, dei suoi familiari vivono lì e non ha avuto problemi per rimanere quei giorni e risolvere il problema. Per questo non poté unirsi al gruppo nella prima tappa della sua missione in Ecuador, che è ciò che racconteremo adesso.

homiliaIn questa prima tappa, il gruppo aveva previsto di visitare un paese di contadini nella provincia di Manabí. Per potervi arrivare bisogna attraversare un’enorme chiusa su una chiatta. Il paese si chiama Barraganete e ha attorno circa 30 comunità connesse. Le Serve, che si trovano in Manabí, ci hanno aiutato a organizzare la missione con il sacerdote missionario indio, P. Yoshi, che è il parroco di queste comunità. Egli appartiene a una comunità di sacerdoti missionari, che ha una spiritualità carmelitana. 4 anni gli fu affidata questa parrocchia dall’arcivescovo di Portoviejo, Monsignor Voltolini. Fino ad allora nella parrocchia non c’era stata alcuna assistenza spirituale in modo costante e la Santa Messa si celebrava una sola volta all’anno. Con questa poca assistenza spirituale, si può facilmente immaginare che lì lo stato della fede non era nelle migliori condizioni.

barraganeteSi vede come il Signore ha reso idoneo P. Yoshi per poter assumere la sua missione, dotandolo di una grande fede che vuole condividere con tutti e di uno zelo apostolico di uguale portata. Così, con il suo spirito di abnegazione e di gioiosa donazione al lavoro missionario che il Signore gli ha affidato, sta conquistando il cuore delle persone. Il suo esempio di vita è stato veramente un’ispirazione per noi e uno dei giovani missionari era così impressionato dalla sua testimonianza che poi lo ha commentato dicendo che lo ha segnato con “ un prima e un dopo” nella sua vita.

Oltre a questa parrocchia di Barraganete, a P. Yoshi è stata affidata un’altra parrocchia. La seconda è in un paese che si chiama Pichincha e che ha più di trenta comunità connesse ad essa. Malgrado abbia un sacerdote che lo aiuta della sua comunità e l’aiuto di una comunità di 4 suore, gli risulta ancora impossibile dare un’assistenza frequente e adeguata a ognuna delle molte comunità che ci sono. È una situazione che richiama l’attenzione sull’urgente necessità di rispondere alla chiamata apostolica del Signore: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella Sua messe!” (Mt 9, 37)

In questa prima parte della missione si unirono al gruppo più persone: P. Reinhard e F.llo Kevin, della comunità di Servi del Focolare della Madre di Guayaquil, con altri due giovani di lì, Carlos Torres e Yazmani Moreno; e altri due giovani della scuola delle Serve di Playa Prieta, Joel e Axel, così che il gruppo, compreso P. Yoshi, era di 11 membri.

rezandoNelle prime due giornate che abbiamo trascorso a Barraganete ci siamo divisi in due gruppi. P. Juan portò con sé i due ragazzi di Playa Prieta, per andare a visitare le case della gente nelle comunità più vicine, accompagnato sempre dalle catechiste della parrocchia di Nostra Signora del Carmelo. L’altra parte del gruppo, andò a visitare una scuola media e due scuole elementari di mattina, facendo un mini-incontro, e il pommeriggio andarono a visitare le case per benedirle, per parlare con la gente e per invitarli a pregare il rosario e a partecipare alla Santa Messa la sera. Abbiamo sempre approffittato delle opportunità che sorgevano per trascorrere del tempo con i giovani, parlando e giocando con loro.

Nel secondo incontro nella scuola con i più grandi P. Reinhard diede loro un buon ripasso sulle basi della fede e ricevette in cambio un bombardamento di domande da parte degli alunni, che manifestavano le loro inquietudini e i loro dubbi in questo campo. Dalla partecipazione attiva nella discussione si notava un interesse genuino da parte degli alunni. Vennero fuori molti temi, ma i due temi che li interessavano maggiomente furono la sessualità e l’influenza di altre religioni, che confondono e disorientano la gente.

Il tema sulla sessualità venne fuori perché c’era in classe una ragazza con il suo neonato che passava di mano in mano per prendersi cura di lui e un’altra ragazza che era quasi pronta per partorire. I ragazzi chiesero se un sacerdote poteva arrivare ad essere un uomo perfetto senza avere una moglie e dei figli. Questo ci ha aperto le porte per parlare della castità, della modestia, della purezza…

Mostrammo loro anche il video “Il Grande Miracolo”. È un cartone animato molto bello che spiega molto bene la realtà di ciò che accade nella Messa, e che commosse molti. Così, approfittammo per parlare loro chiaramente sulla grandezza della messa, del sacramento della confessione e della preghiera.

bautismoDopo questi due giorni a Barraganete ci dividemmo in 3 gruppi per poter raggiungere altre comunità. Ogni gruppo aveva con sé un sacerdote per poter celebrare la Messa e per amministrare gli altri sacramenti. Nel corso delle giornate ognuno di loro aveva il privilegio di poter versare l’acqua salviffica del Battesimo sulla testa di un buon numero di bambini. Nelle comunità dei dintorni di Barraganete sembra che non ci fosse nessuno cresimato o, se ricordo bene, avrei potuto contare tutti i cresimati con le dita di una sola mano. Era raro pure trovare delle coppie sposate in Chiesa, così che erano pochi quelli che potevano ricevere i sacramenti. Per questo lì uno dei lavori più necessari è dare una buona catechesi. Di nuovo torniamo all’urgente appello di Cristo: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella Sua messe!” (Mt 9, 37).

Le comunità che abbiamo visitato erano abbastanza lontane e non avevano accesso attraverso buone strade. Inoltre, non avevano né elettricità né acqua corrente. Per questo fu una vera e propria esperienza sperimentare la vita austera, povera e semplice della gente di lì. Non c’erano né docce né bagni come ci sono a casa nostra. Queste cose all’inizio costano, ma con un po’ di sforzo, come in tutto, si superano queste piccole difficoltà.

claseLa gente, malgrado sia povera, ci ha dato un insegnamento di ciò che è la generosità e l’ospitalità. Ci impressionò molto come le famiglie ci aprivano le porte della loro casa e ci davano il meglio che avevano, lasciavano a noi i loro letti, le loro zanzariere, il loro cibo… e prendendosi cura di noi con tutta la loro disponibilità.

Anche durante le nostre visite alle case ci ricevettero molto bene. In generale, incoraggiammo i genitori affinché iniziassero un cammino di catechesi per adulti per ricevere il sacramento del matrimonio, per costruire le loro vita di famiglia assieme a Cristo. Pregammo con loro e distribuimmo delle medaglie miracolose che piacquero loro molto.

Non si poteva arrivare in tutti i luoghi in macchina e siamo dovuti ricorrere al mulo, all’asino e al cavallo, e persino qualche volta abbiamo dovuto muoverci in canoa. Per la verità non siamo tutti “cowboy” per natura. Alcuni sì sanno come fare, ma altri non sanno assolutamente nulla. Grazie a Dio uscimmo sani e vivi.

misionesQueste giornate di missione si conclusero con la Messa inaugurale della settimana culturale nella chiesa parrocchiale di Barraganete. Erano presenti tutti gli alunni, sia delle elementari sia delle medie, i loro professori e i rappresentanti delle autorità civili. Dopo la Messa che fu presieduta da P. Juan, P. Yoshi chiese che ognuno di noi del gruppo missionario uscisse per dire delle parole sulla sua esperienza della missione. Li ringraziammo di tutto cuore per la loro calorosa accoglienza e li incoraggiammo a non perdere quei valori dei quali rimanemmo impressionati tutti, cioè la loro amichevole apertura e la loro generosa ospitalità. Ma soprattutto li incoraggiammo affinché cercassero maggiormente Dio, che cercassero di sistemare le loro vite irregolari nei confronti della fede, seguendo il cammino della catechesi per poter vivere la vita cristiana nella sua pienezza. Si notò che molti dei giovani, malgrado abbiano già qualche formazione grazie alla catechesi, non abbiano voluto approfittare della presenza dei sacerdoti lì presenti per alcuni giorni e invece rimanere nel peccato. Uno del gruppo li avvisò, durante il commiato, che aveva visto realizzata in loro la parola del Signore che dice: “Venne fra la Sua gente, ma i Suoi non L'hanno accolto” (Gv 1, 11). Uno dei ragazzi di lì, che ha già fatto la Prima Comunione più tardi disse riguardo lo stesso tema: “Il fatto è che la carne è debole ed essa mi fa peccare”. Certamente la carne è debole e per questo abbiamo le risorse spirituali per irrobustire l’anima, soprattutto i sacramenti. Ma, come dicono in Ecuador: “Puoi portare l’asimo all’acqua ma non puoi farlo bere”.

I ragazzi del gruppo bevvero in abbondanza di quest’acqua in questi giorni della missione e per questo erano molto impressionati e arricchiti dall’esperienza. Speriamo che abbiano ormai visto la necessità urgente che c’è di lavorare nella vigna del Signore e si sentano, una volta tornati alla loro vita quotidiana, incoraggiati a mettere mano all’aratro, senza guardarsi indietro.

Senza dubio non ci si può aspettare di cambiare solo in pochi giorni le cattive abitudini così radicate della gente. Per questo abbiamo bisogno di un lavoro continuo e di lunga durata, e per questo abbiamo bisogno di più operai: “Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la Sua messe”

- Servi di Guayaquil, Ecuador

Testimonianze:

chicos“Mi è piaciuto molto parlare con i piccoli che trovavamo in ogni casa, erano molto allegri e svegli, parlavo loro sul fatto che la nostra Madre Santissima ci ama con un amore infinito, come Suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, e li incoraggiavo affinché ricevano i Sacramenti: la Prima Comunione e laCcresima; e a quelli che avevano già ricevuto la Prima Comunione dicevo che si decidano a confessarsi, a riconciliarsi con il Signore. (…) Personalmente questa missione mi ha insegnato che non c’è bisogno di molte cose materiali per essere felici in questa vita”.

- Yazmani Moreno, Focolare della Madre della Gioventù, Guayaquil

“Prima mi domandavo: Perché noi cristiani dobbiamo essere missionari? E pensavo che era solo per fare l’esperienza del sacrificio. Adesso, dopo l’esperienza delle missioni con i Servi del Focolare della Madre, la risposta è un’altra: la missione è la ragione d’essere del cristiano, per questo è nato, per annunciare con la sua vita il Dio Vivo. Sono andato a Barraganete con l’idea di evangelizzare, ma Dio mi aveva preparato una sorpresa, e colui che fu evangelizzato sono stato io. Ho incontrato il Suo volto e il Suo sguardo amoroso, ma anche la sofferenza e il dolore come compagni inseparabili che mi rimandano a Dio stesso appeso alla croce”.

- Carlos Torres, candidato dei Servi del Focolare della Madre

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