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NotizieNotizie del Focolare della Madre

Categoria: Gennaio

NavidadAttività di Natale, Guayaquil (Ecuador), dicembre 2014.

Chiedemmo alloggio per amore di Dio Così inizia un canto molto famoso in Ecuador. È una pratica che si fa durante tutta la novena di Natale, e consiste in una rappresentazione in cui Maria e Giuseppe chiedono alloggio fino ad ottenere che i locandieri li lascino entrare. Subito dopo e quando ormai tutti sono dentro la casa, che si è offerta per alloggiarli, si inizia a fare la novena con preghiere, canti natalizi e qualche breve spiegazione di qualcosa legato al Natale. Noi suore e alcune ragazze abbiamo avuto la grazia di partecipare ad alcune di queste novene. E così è iniziato il nostro Natale.

La domenica 21 dicembre volevamo festeggiare il Natale con le ragazze e con gli adulti del Focolare della Madre, così ci siamo messe all’opera per preparare i vari eventi. Alle 15.00 ci siamo ritrovate con le ragazze. Le abbiamo divise in gruppi, e abbiamo iniziato un gioco di Natale, nel quale esse dovevano trovare varie cose di cui un neonato può avere bisogno quando nasce, e dovevano preparare un cesto con tutte quelle cose per Gesù Bambino. Dovevano cercare e superare le prove che erano nascoste attorno alla nostra casa. Quando tutti i gruppi ce l’hanno fatta a mettere insieme tutte le cose per il Bambino Gesù, allora ci siamo riunite tutte nel salone, e lì vari membri dei vari gruppi offrivano ogni cosa al Bambino.

CartaUn momento intenso è stato quando a ognuna è stato distribuito un foglio su cui dovevano scrivere una lettera a Gesù Bambino per dirGli quello che volevano: chiederGli qualcosa, ringraziarLo, offrirGli qualcosa… Quando finivano di scrivere, rientravano nel salone in cui stavamo pregando il rosario alternato dai canti natalizi e poi, in piccoli gruppetti, entravano nella cappella dove consegnavano la loro lettera al Bambino lasciandola in una cassetta e raccoglievano un messaggio che Gesù Bambino dava a ognuna con il proprio nome.

Per concludere c’è stata la merenda.

Mezz’ora dopo c’erano i festeggiamenti con gli adulti, così abbiamo rimesso rapidamente tutte le cose al loro posto, perché anche con loro abbiamo fatto lo stesso gioco. Era uno spettacolo vedere come correvano da una prova all’altra. In quel momento si sono dimenticati di tutti i loro acciacchi.

Il giorno successivo, lunedì, era il giorno di festeggiarlo nel Fortín, in cui insegniamo nella scuola della Consolata. I bambini di terza media avevano preparato una rappresentazione teatrale del Natale per tutti, e più tardi, quando ormai tutti gli alunni se ne erano andati a casa loro, abbiamo fatto lo stesso gioco di prove con i professori per ottenere tutto ciò di cui Gesù Bambino ha bisogno.

Un altro momento del nostro Natale da mettere in rilievo è avvenuto il 25 dicembre. Dopo pranzo, alle 15.30, ci siamo ritrovate con le ragazze che potevano venire, e siamo andate a visitare la fondazione “Uomo Dolente”. È un posto in cui sono ricoverati dei malati terminali, e abbiamo portato loro da mangiare, della musica, dei canti natalizi e gioia, affinché potessero vivere un po’ il Natale.

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Suor Clare

Hermana Clare

Mi ha spinto a dire sì

Carmen Pérez (Spagna): La storia di Suor Clare mi ha aiutato molto in un momento di decisione. Vidi il documentario “O tutto o niente” proprio qualche giorno prima di fare un’esperienza vocazionale in un convento.

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