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NotizieNotizie del Focolare della Madre

Notizie 2015

Dall’Almeria all’… Africa

campanicIncontro per bambine a Macael (Almeria, Spagna), 7 febbraio 2015.

Per la prima volta nella loro vita le bambine di Macael (Almeria) hanno volato in aereo fino al continente africano per trascorrere una giornata piena di sorprese.

Il sabato 7 febbraio noi suore abbiamo ambientato i saloni con palme e rami di ogni genere, che le ragazze ci avevano procurato. Alle 11.30 sono iniziate ad arrivare le bambine, che dovevano passare i loro zainetti attraverso il check-in e ricevere il loro passaporto prima di salire sull’ “aereo”. Quando ormai tutte avevano preso posto, due ragazze hostess della compagnia “AirMary” hanno comunicato con gesti le istruzioni di volo che si ascoltavano attraverso i megafoni. È stato dato l’avviso che se ci fossero state delle turbolenze, come a volte succede nella nostra vita, avrebbero dovuto allacciare le cinture, che rappresentano la fede; se avessero avuto bisogno di ossigeno, avrebbero dovuto pregare il rosario, perché la preghiera è il respiro della nostra anima; e per ogni eventualità è stato mostrato loro il giubbotto di salvataggio: lo scapolare. La comandante dell’aereo era nostra Madre, la Madonna, così che era garantita la sicurezza del volo. Le bambine sono state anche avvisate, affinché si preparassero per un drastico cambiamento climatico, perché, mentre sull’altipiano di Macael faceva un freddo da neve, in Sudan (Africa) ci si aspettava una temperatura molto alta.

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Quando siamo arrivate in Africa, ci hanno dato il benvenuto alcune donne del paese. Tra di esse emergeva una, che si è presentata come Giuseppina Bakhita. Chi era questa donna? Grazie all’aiuto di un video Giuseppina Bakhita ci ha spiegato come passò dall’essere schiava a essere santa. La sua storia, di grande sofferenza, ci ha impressionato moltissimo, così come la sua capacità di vedere la Provvidenza di Dio nella sua vita e di perdonare coloro che l’avevano fatta soffrire moltissimo. Prima di congedarsi da noi, la santa sudanese ha incoraggiato le bambine cone queste parole: “Se io, in mezzo a così tante sofferenze, sono potuta diventare santa, anche voi potete diventare sante”.

Poi, divise in tribù, c’è stato del tempo per preparare le rappresentazioni teatrali del “Grande festival africano”, che ci sarebbe stato alla fine della giornata. Ogni tribù ha mantenuto il segreto sul contenuto della loro rappresentazione, affinché nel festival tutte avessero la sorpresa. Le bambine hanno preparato tutto con molto entusiasmo.

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Una volta finite le prove, ci attendeva un’altra sorpresa. Bisognava preparare un dessert delizioso, veramente africano: vermi con cioccolato! Le espressioni di orrore delle più piccole ben presto si sono trasformate in sorrisi, quando hanno iniziato a mescolare gli ingredienti. Quello che è stato messo in forno era un miscuglio di vermi, scarafaggi e altre cose esotiche. Squisito!

Avevamo ormai fame e, dopo un pranzo in cui abbiamo ricordato tutte le canzoni del campo estivo, nostra Madre, la comandante, che ci stava accompagnando durante tutto il viaggio, ci voleva dare un messaggio molto bello. Abbiamo visto una proiezione sulle apparizioni di Kibeho, in cui la Madonna aveva avvisato che per seguire Cristo, non si può andare lungo il cammino che ci mostra il mondo. Nostra Madre ha chiesto pure ai Suoi figli varie cose: il rosario, la fede viva, la penitenza, l’amore, l’orazione sincera, la conversione, la riconciliazione e la rinuncia al peccato. Quando abbiamo chiesto alle bambine se erano disposte a regalare queste cose alla loro Madre, la Madonna, hanno risposto di sì. Poi abbiamo iniziato un gioco molto divertente. Ogni tribù, guidata dalla sua animatrice, doveva passare attraverso varie prove per ottenere le sette cose che la Vergine Maria aveva chiesto a Kibeho e offrirle a Lei.

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E finalmente è arrivato… l’atteso “Grande festival africano”! Le tribù sono corse a sistemarsi, mentre veniva preparato lo scenario nel salone del teatro. La prima rappresentazione teatrale è stata quella di un gruppo di animali selvaggi africani con i loro domatori: un elefante, una zebra, una giraffa e un leone. Ognuno di loro aveva un insegnamento e anche una dimostrazione divertente per le bambine. La tribú successiva, che è uscita sullo scenario, aveva preparato una rappresentazione teatrale su S. Daniele Comboni, il primo vescovo dell’Africa. E abbiamo concluso il festival con una danza molto bella al ritmo di Baba Yetu (il Padre nostro cantato in swahili). Grazie a tutte, perché hanno partecipato con molto entusiasmo ed è stato un pomeriggio molto bello in onore della Vergine Maria!

Dopo la merenda a base di “vermi e scarafaggi di cioccolato”, siamo dovute tornare in Spagna… Anche se avevamo trascorso la giornata “sudando” in Africa, a Macael aveva iniziato a nevicare! Questa è stata un’altra sorpresa. Alcune non hanno potuto resistere e sono uscite a giocare sotto i fiocchi di neve.

Malgrado il freddo, speriamo che ogni bambina continui a portare nel suo cuore il calore di tutto ciò che nostra Madre ci ha insegnato in un giorno così speciale.

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Suor Clare

Hermana Clare

Cambiare costa e lottare stanca!

Karolina Vera: È una lettera che Sr. Clare mi consegnò sabato 9 aprile 2016, proprio una settimana prima del terremoto.

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