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Notizie 2015

Dalla porta si affaccia…

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Visita di Papa Francesco a Guayaquil (Ecuador), 6 luglio 2015.

Il 6 luglio è stato un giorno storico per la città di Guayaquil, grazie alla visita di Papa Francesco, che celebrò una Messa massiva in quella che sembrava una piccola “Giornata Mondiale della Gioventù”, cosa che è stata una fonte di innumerevoli grazie anche per il Focolare della Madre, presente alla cerimonia. Riportiamo qui sotto varie testimonianze di persone che hanno partecipato all’incontro con il Papa:

“Siccome il Papa non viene ogni giorno nella tua città, abbiamo voluto approfittare e stare il più vicino possibile. Per avere un buon posto durante la Santa Messa con il Papa siamo partiti il giorno precedente con buon animo. Noi, membri del Focolare e della parrocchia, ci siamo messi in cammino verso le tre del pomeriggio della domenica 5 luglio. Siamo potuti entrare nel campo preparato per la Messa, più o meno alle quattro e mezza del pomeriggio. All’inizio avevamo trovato un buon posto, ma, siccome ce ne offrirono uno migliore, ci siamo spostati a un settore che era proprio di fronte al palco. Siamo potuti stare tutti assieme noi membri del Focolare di Guayaquil, Chone e Playa Prieta. L’animazione, in attesa dell’arrivo del Papa, è stata durante tutto il pomeriggio, parte della notte e di mattina. Molti musicisti intrattevano le persone con i loro diversi stili di canto. Venivano anche ritrasmessi attraverso gli schermi ed è stato lasciato un tempo per dormire, anche se molte persone sono rimaste sveglie: parlando, pregando o cantando. C’erano molte persone che volevano confessarsi o desideravano parlare, mentre altre passavano il tempo in modi diversi, aspettando l’arrivo del pontefice. Salvo piccoli incidenti, si respirava un clima di gioia. Per me è stato molto bello stare vicino al Papa e vedere molte persone disposte a ricevere le parole o i gesti che il Papa ci rivolgeva. È stata anche una grazia trascorrere il tempo con gli altri membri del Focolare, della parrocchia e con altre persone che conoscevo. Il miglior messaggio che il Papa ci ha potuto trasmettere è stato senza dubbio che dobbiamo azzardarci ad amare per gustare il miglior vino che Dio ci vuole dare”.

-F.llo Andrew e i giovani

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“In modo molto provvidenziale sono potuto stare nell’area dei disabili, visto che non immaginavo di potervi stare. Una settimana prima avevo preso una storta alla caviglia, cosa che mi ha reso incapace di camminare e di stare in piedi per molto tempo. Siamo entrati dietro al palco su cui il Papa avrebbe celebrato la Messa, che in teoria era una zona dove era proibito passare. Ma tra l’invito speciale che aveva Carlos Torres, la talare di F.llo Benjamin e la mia sedia a rotelle, ci hanno lasciato passare attraverso tutti i controlli di sicurezza. Una volta situati nella nostra zona, ci siamo messi a fianco delle transenne dove è passato il Papa, e lo abbiamo visto a cinque metri di distanza. Durante la Messa mi ha colpito ciò che ci ha detto il Papa, riguardo alle nozze di Cana, che il vino nuovo sta per venire. È stato un richiamo alla fiducia nella maternità di Maria e nella Provvidenza del Signore che vede tutto”.

-Yazmani

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“Fin dai giorni precedenti ci stavamo preparando con gioia alla venuta di Papa Francesco, e avevamo anche molte inquietudini su quali sarebbero stati i frutti di questa visita a Guayaquil. Abbiamo iniziato a vedere i frutti della visita del Papa già prima che arrivasse, perché noi, membri del Focolare, le famiglie, i giovani e vari gruppi parrocchiali, abbiamo programmato tra tutti, come in una sola famgilia, l’incontro con il Papa, e non solo nella nostra parrocchia, ma in tutte le parrocchie. Ci sono state moltissime persone che volevano riconciliarsi con il Signore attraverso la confessione: questo significa vedere già i frutti della visita del Papa. Vedere questo in persone che era da molti anni che non si confessavano, è già una dimostrazione dell’amore misericordioso del Signore.

Per la mia anima è stata un’esperienza particolarmente gratificante, anche se eravamo molto stanchi. Ma non importa, ne è valsa la pena, visto che le parole del Papa sono state molto profonde, sgorgavano dal suo cuore. Volendo condividere l’amore infinito di Dio verso ognuno di noi e l’amore materno di nostra Madre, ci ha fatto ripetere per tre volte le parole ‘Maria è madre’. Infine il poter condividere questo momento con tutti i membri del Focolare dell’Ecuador, il poter vedere un solo Focolare nella gioia e nella fedeltà al Papa e alla Chiesa, è stato un altro regalo di Dio”.

-F.llo William, Servo del Focolare della Madre

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“Il volontariato durante la visita del Papa in Ecuador voleva dire una giornata di molto sforzo, donazione e soprattutto di rinuncia, ma è stato un incontro con il Signore e la Madonna, perché, malgrado la stanchezza, si poteva sentire la Loro compagnia, visto che con le mie forze non avrei ottenuto nulla. Nel vedere il Papa e poi nell’ascoltare il suo messaggio, ho sentito che ne era valsa la pena e, come ha detto nella sua omelia, “Maria è Madre”, cioè è sempre con noi. Dobbiamo abbandonarci completamente al Signore, perché il miglior vino sta per arrivare!”

-Sandra

“Sono stati dei momenti emozionanti. Siamo arrivati al Parco Samanes, in cui ci sarebbe stata la Messa, alle 4.30 di mattina, ma non siamo potuti entrare se non 2 ore e mezza dopo. In quel tempo d’attesa non sapevamo molto bene che cosa sarebbe successo, se ci avrebbero lasciato entrare o se saremmo dovuti rimanere con tutto il resto della gente che lo vedeva da fuori, perché vedevamo che molta gente passava fino all’ingresso e noi eravamo in una coda immensa, della quale non si vedeva né l’inizio né la fine. Ma grazie a Dio, dopo questo tempo di incertezza, infine la fila avanzò e arrivammo all’entrata. Questa è stata una gioia immensa. Ci mandarono a un settore in cui c’erano sedie, era un posto eccellente. Eravamo proprio davanti all’altare, si vedeva tutto benissimo, eravamo a una distanza di soli 35 metri. Durante quel tempo, in cui siamo stati lì ad aspettare che il Papa arrivasse, l’emozione aumentava, e quando finalmente lo abbiamo visto entrare con la papamobile… ormai non potevamo crederci: stavamo vedendo il Papa!

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L’omelia è stata molto bella, specialmente perché è iniziata così: “Maria è Madre. Provate a dirlo tutti insieme con me? Forza: Maria è Madre!.” Per tre volte ce lo ha fatto ripetere, e poi si è messo a parlare dell’importanza della famiglia, dell’unità, dell’accoglienza verso tutti…

Un altro momento, che pure potremmo evidenziare, è stato qualcosa che ha detto a Quito. Noi non ci siamo state, ma ce l’hanno raccontato alcuni amici che vi sono stati. Il Papa, rivolgendosi al popolo dell’Ecuador, in un dato momento ha detto loro: “In questi due giorni, 48 ore, in cui sono stato a contatto con voi, ho notato che c’era qualcosa di particolare – scusatemi -, qualcosa di particolare nel popolo ecuatoriano… Ma qui c’era qualcosa nella religiosità, nel modo, per esempio, di chiedere la benedizione - dal più vecchio fino al bebé… Ho chiesto a Gesù più volte nella preghiera: Che cos’ha questo popolo di diverso? E stamattina, pregando, mi si è presentata alla mente quella Consacrazione al Sacro Cuore”.

Grazie mille, Santo Padre, per averci comunicato parole di incoraggiamento per continuare a vivere la nostra fede. Lei sarà sempre il benvenuto in questa terra dell’Ecuador”.

-Le Serve del Focolare della Madre

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