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NotizieNotizie del Focolare della Madre

Notizie 2014

L’avete fatto a Me

puyo1Viaggio missionario a El Puyo (Ecuador) con le Serve e i giovani del Focolare della Madre, ottobre 2014.

Alcune settimane fa il Focolare della Madre fece una nuova missione nell’oriente dell’Ecuador, nelle comunità indigene shuar di El Puyo.

Era la quarta volta che vi andavamo. Questa volta il gruppo era composto da due coppie sposate, una ventina di giovani del Focolare provenienti da Playa Prieta, Chone e Guayaquil, e 4 Serve del Focolare della Madre. Ci accompagnò P. Dario, parroco di Calceta.

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Come le volte precedenti, facemmo vari gruppi per assistere le varie comunità. Le coppie sposate rimasero nella prima parrocchia facendo un lavoro molto buono tra le coppie, mostrando la realtà e la bellezza del matrimonio.

Ancora una volta il Signore non si lasciò vincere in generosità, visto che quanto più uno si dona, più riceve. L’esperienza di tutti noi, che siamo stati lì, fu molto arricchente. Il sacerdote che ci accompagnò disse: “Sono sacerdote da 20 anni e Dio mi continua a sorprendere”. È veramente un’esperienza missionaria, un’esperienza di donazione e di rinuncia, ma è, al di sopra di tutto, un’esperienza di Dio, in cui Egli si rende così presente che l’anima trabocca di gioia. Uno si vede nelle mani di Dio e si ha ben presente, come “canzone di fondo”, la certezza che neppure un capello della testa può cadere senza che Dio lo permetta, in modo tale che la paura previa scompare, lasciando il posto alla fiducia in Dio, che rappacifica le anime.

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Questa volta il Signore ci sorprese con un grande regalo. A Yampís, una delle comunità più lontane, abbiamo potuto vedere un cambiamento che ci colma di gioia. Ha ricevuto l’evangelizzazione da molto poco, non sanno quasi nulla di Dio e, non hanno una consuetudine di preghiera o di vita sacramentale. Fu molto difficile poter arrivare a loro, visto che ciò che insegnavamo loro nel catechismo era piuttosto contrario a ciò che essi stavano vivendo, soprattutto a livello morale. Nel corso delle differenti missioni lì realizzate, il Signore ha toccato i cuori e ha trasformato la loro vita. La prima volta che ci recammo lì l’accoglienza fu fredda, quest’ultima volta ci hanno ricevuto come parte della loro comunità. Abbiamo potuto notare il vero affetto che sentono verso i missionari e, soprattutto, l’amore che inizia a crescere in loro verso Dio e verso nostra Madre, la Madonna.

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Loro stessi hanno costruito, con grande sforzo, una cappella, “una casa per Dio” (come dicono loro), colma di dettagli di delicatezza. La comunità è un accampamento indio, per cui le capanne sono organizzate in forma circolare. La parte principale era occupata dalla “casa comunale”, che è il luogo comune di riunione per festeggiare le feste, tenere delle assemblee, ecc. Pensando in un luogo per mettere la cappella, si resero conto che dovrebbe stare nel luogo centrale, affinché si possa vedere da tutte le case, così che non si risparmiarono sforzi. Smontarono la casa comunale e la trasferirono, mettendo al suo posto la cappella. Questa nuova cappella verrà consacrata alla fine di febbraio o agli inizi di marzo, se Dio vuole.

In un’altra comunità ci raccontarono che erano andate alcune sette e avevano offerto loro molte cose, affinché cambiassero di religione. Diceva Marcos, uno degli indigeni: “La Madre che io ho non me la possono togliere. Non compreranno la nostra coscienza”.

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En otra de las comunidades nos contaron que habían ido algunas sectas y les habían ofrecido muchas cosas para que cambiasen de religión. Decía Marcos, uno de los indígenas: “La Madre que yo tengo no me la pueden quitar. No comprarán nuestra conciencia”.

Per la verità, con questi esempi, tornammo a casa pieni di gioia e di riconoscenza nei confronti del Signore. È molto evidente che il Signore tira fuori da queste missioni dei frutti sproporzionati rispetto al lavoro che viene fatto. Gli uni seminano, altri irrigano, ma è il Signore colui che fa crescere.

Di nuovo il Signore ci ha dato la gioia di poter ascoltare: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me.

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