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NotizieNotizie del Focolare della Madre

Notizie 2016

Incontro della settimana Santa a Lumezzane

sslume1Incontro della Settimana Santa a Lumezzane (Italia), dal 24 al 26 marzo 2016.

Nella comunità di Serve del Focolare della Madre di Lumezzane il Triduo Pasquale è iniziato il Giovedì Santo alle 16.00 con la proiezione del documentario “Pescatori di uomini”, che ci ha introdotto in pieno nel tema scelto per l’incontro di quest’anno: il sacerdozio. Don Giovanni ha fatto la prima relazione sul tema, e ci ha spiegato che il sacerdote è un prescelto tra gli uomini, qualcuno che è stato chiamato, e che l’iniziativa di questa chiamata proviene da Dio. Il presbitero agisce in persona Christi e in persona Ecclesiae. È un uomo di missione, di dialogo, che deve vivere pieno di carità e che è chiamato a stabilire relazioni di fraternità tra gli uomini.

Ogni vocazione è frutto di una relazione con Dio, di una “chiamata-risposta” personale, che ha una missione concreta. Rispondere sì a Cristo significa rinnovare il proprio sì ogni giorno della vita. Don Giovanni ci diceva che l’accompagnamento spirituale è importante per discernere la vocazione. Tutti abbiamo bisogno di persone di Dio, di segni sacri, e la figura del presbitero è un segno del fatto che Dio è con noi.

Giovedì sera le Serve, in collaborazione con alcuni giovani e laici, hanno preparato la cena in accordo con il rito della Pasqua ebraica, in cui si ricorda brevemente la storia di Israele e viene spiegato il perché delle sue diverse parti. Questo ci ha permesso di capire meglio alcuni gesti della Messa in Coena Domini.

sslume2Il Venerdì Santo la relazione è stata sul documento Sacerdotalis Caelibatus. Anche se molti sacerdoti vivono con gioia il celibato, c’è una corrente che cerca di promuovere l’ordinazione di uomini sposati come un modo per risolvere la scarsità di presbiteri e per evitare disordini. È stato bello ascoltare la testimonianza di chi ha conosciuto sacerdoti ortodossi sposati e ha potuto dichiarare che così non si risolve il problema delle vocazioni; inoltre, nella pratica si presentano difficoltà posteriori. I sacerdoti hanno Gesù-casto come modello, e con il suo stile di vita ci mostrano un’armonia autentica, una grande benedizione.

Venerdì pomeriggio abbiamo visto il film “La Passione di Cristo”, con il quale abbiamo potuto apprezzare fino a che punto Gesù ha sofferto per amore verso di noi. Ci ha aiutato a vivere e a comprendere in pienezza la liturgia in Passione Domini.

Durante la meditazione del Sabato Santo abbiamo continuato ad approfondire il tema centrale dell’incontro riflettendo su che cos’è il sacerdozio, e così poter comprendere e vivere meglio la nostre fede. Con il Battesimo siamo inseriti nella Chiesa con un essere e un carattere sacerdotale. “Il fine cui tendono i presbiteri con il loro ministero e la loro vita è la gloria di Dio Padre in Cristo. E tale gloria si dà quando gli uomini accolgono con consapevolezza, con libertà e con gratitudine l'opera di Dio realizzata in Cristo e la manifestano in tutta la loro vita. [...] Possono dire con l'Apostolo: «Ormai non sono più io che vivo, bensì è Cristo che vive in me»”. Ci ricordano anche le funzioni dei presbiteri: insegnare la Parola di Dio, santificare attraverso i sacramenti e guidare il gregge.

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Quest’anno siamo anche stati accolti dal gruppo di Brignano, al quale ci siamo uniti per partecipare a un buon pranzo e per ascoltare poi la testimonianza di conversione di Pietro Sarubbi, l’attore che ha fatto Barabba nel film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Ci ha parlato dell’importanza dello sguardo che si è stabilito tra l’attore che interpretava Gesù e ognuno dei personaggi. In particolare, a lui il direttore chiese che in una scena concreta mostrasse la sua vera rabbia per dare realismo al suo personaggio, e proprio in quel momento rimase catturato dallo sguardo di Gesù: “In quegli occhi c’era una domanda che non capivo”, ha detto Sarubbi. Ed è che quando siamo guardati dal Signore, cambiamo completamente.

Dopo essere tornati a Lumezzane, abbiamo ricevuto un ultimo regalo prima della Veglia Pasquale: una connessione via internet con Padre Rafael, Padre Félix, Madre Ana e le altre persone che stavano partecipando ai vari incontri organizzati dal Focolare della Madre.

Sono stati tre giorni intensi che hanno fatto sì che risuoni dentro di noi la grande notizia: “Non è qui, è risorto”. Senza alcun dubbio è motivo di speranza e di felicità per tutti noi.

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