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Notizie 2017

Fondazione delle Serve a Torino

turin1Fondazione delle Serve nella parrocchia di San Giorgio Martire, Torino (Italia), 12 febbraio 2017.

Il 12 febbraio le Serve del Focolare della Madre hanno fondato una nuova comunità nella parrocchia di San Giorgio Martire a Torino. Lì ci siamo riunite noi suore delle quattro comunità d’Italia con P. Rafael, Madre Ana e Sr. Reme.

Il giorno prima abbiamo fatto un pellegrinaggio sui luoghi di San Giovanni Bosco. La mattina abbiamo visitato Castelnuovo, dove si trova la casa natale, un piccolo Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice e una grande Basilica che conserva una reliquia del santo.

Appena arrivati abbiamo visitato la Basilica. Poi siamo andati a vedere la casa natale di San Giovanni Bosco, in cui abbiamo potuto vedere il museo con le stanze della casa e molte fotografie e molti ricordi del santo. A continuazione, abbiamo celebrato la Santa Messa nel Santuario di Maria Ausiliatrice. Nell’omelia P. Rafael ha incoraggiato le suore della nuova comunità a non perdersi d’animo e a non lasciare spazio alla tristezza, ma a donarsi, perché la Vergine Maria è con loro. Ha detto loro che basterebbe la conversione di un’anima per giustificare la loro presenza in quel luogo. Ha ricordato loro che il loro compito fondamentale è quello di stare con il Signore e di andare dove Egli le manderà.

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Nel pomeriggio ci siamo recati alla Basilica di Maria Ausiliatrice nella città di Torino, che si trova a fianco del complesso salesiano nel quale ci sono i primi luoghi affittati dal santo per iniziare il suo compito evangelizzatore con i giovani. Abbiamo visitato la tomba di San Domenico Savio, di Santa Maria Mazzarello e di San Giovanni Bosco. Poi siamo stati nella Cappella Pinardi, innalzata da San Giovanni Bosco.

Un coadiutore salesiano ci ha invitato a visitare le stanze del santo e ci ha raccontato molti aneddoti e molte storie della sua vita. Attraverso la sua accoglienza abbiamo sentito il benvenuto di San Giovanni Bosco alla nuova comunità.

Infine abbiamo visitato la cappella di San Francesco di Sales, nella quale in un’occasione San Domenico Savio ebbe un’estasi che durò varie ore dopo la Comunione. Il luogo dove avvenne l’estasi era chiuso, ma, provvidenzialmente, abbiamo incontrato il rettore della cappella, che ci ha aperto e ci ha spiegato alcune cose sulla vita di San Domenico Savio. Tra le quali ce ne è rimasta impressa una. Ci ha detto che San Domenico Savio, a causa del suo desiderio di perfezione, aveva iniziato a fare alcune penitenze senza consultare nessuno, come ad esempio, mettere dei gusci di noci sotto le lenzuola. Quando San Giovanni Bosco lo venne a sapere, gli disse che la sua penitenza doveva essere quella di essere sempre allegro. Poi definì la santità con le parole di don Bosco: allegria, compiere il proprio dovere e preghiera.

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Il 12 febbraio c’è stata la presentazione delle suore durante la Messa della parrocchia presieduta dal parroco, Don Carlo Bertola, alla quale ha concelebrato P. Rafael. Ci hanno accompagnato anche alcuni membri del Focolare della Madre di Lumezzane (BS), che si sono recati lì per essere presenti alla fondazione.

Una volta conclusa la Messa, il parroco ha presentato le quattro suore che formano la comunità di Torino: Sr. Sara, Sr. Caroline, Sr. Jessica e Sr. Hope. Poi ha invitato Madre Ana a rivolgere alcune parole ai fedeli. Ella, prima di tutto, ha ringraziato il parroco, il coadiutore e tutti i presenti per l’accoglienza e per aver fatto lo sforzo di imparare alcune canzoni in spagnolo per la celebrazione. Poi ha detto: «Veniamo con molta speranza, con molta voglia di lavorare. Quando siamo arrivati qui, è venuto un gruppo di giovani dell’oratorio a salutarci, e P. Rafael ha chiesto loro che cosa si aspettavano dalle suore. Un ragazzo ha detto che si aspettavano che li aiutassero in oratorio e di poterle conoscere meglio e di conoscere le loro storie. Poi P. Rafael ha chiesto a Sr. Sara che cosa si aspettava lei dai giovani. E Sr. Sara ha risposto che si aspettava che aprissero il cuore a Gesù e che essi le aiutassero a portare altri giovani a Gesù. E questo è ciò che noi ci aspettiamo non solo dai giovani ma anche da tutti voi: che apriate il cuore a Gesù e che ci aiutiate a portare altre anime a Gesù. Quando io pensavo che cosa possiamo apportare alla parrocchia, la parola che mi è venuta in mente è stata "speranza". In un mondo in cui sembra che Dio non abbia un posto noi, attraverso la nostra vita - come ha detto Don Carlo -, attraverso la nostra donazione a Dio, vogliamo gridare che c'è speranza, che Dio esiste e che vale la pena spendere la vita per Lui».

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A continuazione don Carlo Bertola ha invitato anche P. Rafael a parlare. P. Rafael ha aderito a tutto ciò che aveva detto Madre Ana.

Dopo la Messa c’è stato un aperitivo al quale erano invitati tutti i fedeli. Lì abbiamo avuto l’occasione di conoscere alcuni parrocchiani e di parlare con loro. Più tardi c’è stato il pranzo per un gruppo più ridotto di famiglie impegnate in parrocchia.

Ringraziamo il Signore per questa nuova fondazione e Don Carlo Bertola, il parroco, Don Sebastiano, il coadiutore, e tutta la parrocchia di San Giorgio Martire per la loro accoglienza. Speriamo che il Signore ci conceda di trasmettere quella speranza di cui parlava Madre Ana.

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