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Notizie 2017

Viaggio Missionario in Ecuador

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Viaggio missionario in Ecuador con le Serve del Focolare della Madre, agosto 2017.

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Quest'estate diverse giovani spagnole hanno partecipato ad un viaggio missionario in Ecuador con le Serve del Focolare della Madre. Il gruppo missionario proveniente dalla Spagna ha realizzato questo viaggio per aiutare nell’evangelizzazione delle comunità dove si trovano le Serve, nonché nella foresta amazzonica. Per 20 giorni le missionarie hanno vissuto una totale negazione di sé per donarsi agli altri e hanno conseguentemente ottenuto la profonda gioia che ne si deriva. Qui di seguito, due giovani condividono la loro esperienza:

«Mi chiamo Beatriz Fra Amores, ho 18 anni e sono della Diocesi di Alcalá de Henares (Madrid). Ho avuto l'immenso dono di partecipare al viaggio missionario in Ecuador per due anni consecutivi. Per me la missione è stata una dose di misericordia, perché il Signore mi ha portato lì per parlare con me, così che ho potuto capire che ho bisogno di Lui, che sono nulla senza di Lui; e anche di semplicità, perché lì, senza i conforti o le comodità della vita, ho scoperto che amare Dio e mostrare il Suo amore per le anime è ciò che è veramente importante. Questo è ciò che ho vissuto, o almeno ho cercato di vivere, con il Suo aiuto, durante il viaggio missionario.

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Abbiamo trascorso circa 20 giorni lì e l'unica cosa che importava era compiere in piena obbedienza la volontà di Dio e andare ovunque ci volesse portare, sia visitare una famiglia o una scuola, sia partecipare ad un incontro con i giovani, sia visitare le comunità dell’Amazzonia. Man mano passavano i giorni, scoprii la necessità di prendere forza dall'Eucaristia e di riposare nella preghiera. L'aiuto materiale che puoi offrire non è così importante come portare l'amore di Dio agli altri. Non importa quanto tu stia cercando di essere generosa, buona e piacevole, potrai essere così solamente se il Signore agisce in te e se metti tutto il tuo essere al Suo servizio. Questo ti insegna e ti aiuta a vivere bene la missione, affinché quando torni a casa, nel luogo scelto da Dio per te, possa vivere con la stessa semplicità e gioia che nella missione, dandoti totalmente al Signore, non solo “a metà”. Per questo motivo ci piace chiamare la missione "la Scuola di Dio" perché in ogni atto, parola, situazione ... il Signore ti guida, ti insegna e ti aiuta a compiere ciò che vuole, imparando ad amarLo e a servirLo meglio. È meraviglioso come il Signore si manifesti attraverso la semplicità nella quale vivono le persone lì, e ci accompagni sempre, guardando a ciascuno di coloro che soffrono con immenso amore e grande misericordia.

È per questo che vi incoraggio a fare un'esperienza missionaria e, naturalmente, rendere la vostra vita una “missione”, abbandonandovi totalmente a Dio e lasciando che Lui agisca in voi, perché il Signore non si lascia mai vincere in generosità».

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Myriam ci racconta:

«Per me, l'idea di andare in missione è sempre stata qualcosa che avevo in mente, qualcosa che pensavo dover provare “quando sarò più grande”. Ma solo quest’estate il Signore ha messo nel mio cuore il desiderio di lasciare tutto e intraprendere un'avventura con Lui come capitano.

La verità è che è stata un'esperienza indimenticabile e molto significativa. È stata un punto di svolta necessario nella strada della mia vita. Prima di andare mi consideravo una ragazza felice: avevo buoni amici, una famiglia che mi vuole bene, un bravo ragazzo, andavo bene a scuola e il mio cerchio sociale era abbastanza grande. Immaginate lo shock mentale che ho sofferto quando, dopo pochi giorni di missioni in Ecuador, ho scoperto che ad Alcalá io non ero tanto felice come credevo. Mi ero limitata a vivere comodamente, ad avere una serie di cose o di esperienze che mi permettevano di sentirmi bene, soddisfatta ma non felice. Solo quando sono andata in Ecuador, quando mi sono travata lì, circondata da tutti quei bambini e anziani che abbiamo visitato, ho avuto la gioia di trovare me stessa, di sentire come il cuore, che prima sapeva solo battere, si era commosso dentro di me, travolto da un amore e da una felicità che non avevo mai sperimentato prima. Mi sono sentita utile agli altri, con la certezza che quello che stavo facendo era quello che Dio voleva da me, e, onestamente, credo non ci sia gioia maggiore di quella che si prova percorrendo il cammino che Dio ha sognato per te.

Le cose sono cambiate in me? Credo sinceramente che né io né le altre nove ragazze che erano con me siamo rimaste le stesse.

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La missione mi ha aiutato a uscire da me stessa completamente, a darmi agli altri, a poter vedere in loro il volto di Dio. Mi ha anche aiutato ad essere più consapevole di tutto ciò che abbiamo qui e di quanto poco lo valutiamo, quali cose sono veramente problemi e quali cose sono semplici sciocchezze con le quali ci complichiamo la vita.

Spiritualmente mi ha aiutato molto. Se una cosa è rimasta chiara da tutto il viaggio, è che Dio non ci dimentica mai, che Egli è lì per ognuno di noi. Egli aspetta con ansia che noi ci afferriamo alla Sua mano in modo che ci possa salvare. Possiamo sempre, sempre trovarlo nei più piccoli, negli umili, tra i più semplici della gente. Questo, oltre ad essere bellissimo, è estremamente ricco di speranza soprattutto nei tempi in cui viviamo.

Un'altra cosa che mi ha stupita era la gioia dei bambini lì: Il loro sorriso era diverso dal nostro. Sono capaci di godersi la vita, ogni giorno, nonostante il poco che hanno... e mi sono resa conto che noi, circondati da migliaia di lussi e comfort, siamo veramente poveri interiormente.

Ora che sono tornata nella mia città e dopo aver riflettuto su tutte le esperienze e le grazie ricevute durante il viaggio missionario ho il dovere di continuare la missione che ho iniziato in Ecuador, ma qui, nel mio ambiente, con la mia famiglia, i miei amici e conoscenti. C’è ancora molto da fare!».

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