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Missioni nell’Isola Puná, Guayaquil (Ecuador), agosto 2018.

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È questa la frase che risuona nel mio cuore nel ricordare l’esperienza missionaria vissuta nella terza isola più grande dell’Ecuador, l’Isola Puná, che appartiene alla provincia di Guayas e ha un’estensione di 919 Km². Comprende 27 comunità e altri villaggi più piccoli.

Tralasciando i dati geografici e sulla popolazione, risulta incredibile che, nonostante la grande estensione territoriale e il gran numero di abitanti, l’intera isola possa contare sulla presenza di un solo sacerdote. Egli può raggiungere le comunità una sola volta all’anno, a causa della distanza tra di esse e poiché per spostarsi da una comunità all’altra a volte è necessario viaggiare in barca, dal momento che per le forti piogge non è possibile muoversi via terra.

Oltre alla carenze di base: mancanza di acqua corrente, centri sanitari, strade... Quello che più ci ha commosso sono state le grandi carenze spirituali che presentano.

Noi abbiamo potuto conoscere due comunità: Campo Alegre e Rio Hondo. La prima comunità in cui ci siamo recate, Campo Alegre, è la seconda più grande dell’isola. Lì c’è una forte presenza protestante, e con la gente vivono un pastore e diversi missionari. Hanno un piccolo centro sanitario, in uno stato abbastanza misero e una scuola, frequentata da tutti i bambini delle comunità circostanti.

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Il centro sanitario è gestito da 5 medici di Guayaquil che, dopo aver terminato l’università, fanno un anno di pratica sul campo fuori dalla città. Dispone di tre stanze, in cui i medici devono conservare le poche medicine che il governo invia loro, e tutte le cartelle cliniche dei pazienti, oltre ai lettini per le visite. La mancanza di medicinali rende impossibile ai medici curare alcune le malattie più semplici, e spesso non hanno neanche il materiale per una normale sutura.

Entrambe le comunità hanno una cappella dedicata alla Vergine della Mercé, ma per la mancanza di assistenza spirituale non Le si dedica culto se non una volta all’anno, quando arriva il sacerdote per battezzare. Questo significa che molti abitanti sono battezzati, ma non hanno alcuna formazione religiosa, né hanno fatto la Prima Comunione... E, cosa ancora più impressionante, nessuno ha insegnato loro a pregare!

Nella comunità di Río Hondo ci siamo riunite con un ampio gruppo di famiglie, molte delle quali hanno una grande sete di Dio. Nostra Madre si è fatta presente, specialmente quando abbiamo iniziato a insegnare loro come si prega il Rosario. Erano come delle spugne, assorbivano tutto quello che dicevamo loro, e quando per noi era già ora di andare, ci dicevano: “Non andatevene, rimanete qui”.

È una terra totalmente di missione, che necessita della generosità di altre persone che possano aiutare umanamente e di missionari, affinché con l’aiuto del Signore possiamo evangelizzare e conquistare anime per Gesù Cristo.

Abbondante è la messe e pochi gli operai: per questo vi chiediamo di pregare affinché il Signore mandi operai nella Sua messe e tutte le anime possano conoscere e incontrarsi davvero con Cristo e con Nostra Madre.

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