Menu

Rivista H.M.La Rivista H.M. è una pubblicazione bimestrale in cui troverai tutto ciò che stavi cercando: Interviste, iniziative, testimonianze, formazione, notizie, Papa Francesco, vita...

Come Conobbi il Focolare

Inizio dicendo che Dio non si lascia mai superare in generosità, perché posò i Suoi occhi misericordiosi su di me perché io formassi parte del regalo di Sua Madre, il Focolare.

Avevo sedici anni quando lo conobbi. Stavo studiando in una scuola di religiose, arrivò il tempo delle vacanze e i miei fratelli mi dissero che avevano visto delle suore vestite di bianco e un prete con abito talare. Quello delle suore era qualcosa di normale, ma quello del prete era strano, perché non ne avevamo mai visto uno con l’abito talare, solo nei film. Pensavo che forse erano le suore della mia scuola, ma mi sbagliavo.

Più tardi un’amica mi raccontò che qui a Chone erano arrivate delle suore spagnole, ed io mi ricordai di quelle di cui mi avevano parlato i miei fratelli: effettivamente erano le stesse. Mi interessai per conoscerle, ma non sapevo nulla di loro, né dove vivevano, né di che congregazione fossero, solamente che erano spagnole e che erano a Chone. Perciò mi dimenticai di loro.

 A scuola si festeggia sempre con una Messa il giorno di Santa Mariana di Gesù, fondatrice delle religiose che dirigevano la scuola in cui io studiavo. Quell’anno decisero che fosse nella parrocchia di San Gaetano. Mi dissero che forse ci sarebbero andate le suore spagnole, e io ne ero contentissima perché le avrei conosciute.

Giunse il gran giorno, ed al mio anno toccava stare nel coro. Io stavo attenta per vedere quando sarebbero arrivate le suore, guardavo indietro e non arrivavano. Iniziò la Messa e niente. Beh, - mi dissi- non verranno, perciò mi rassegnai. Un’amica che era dietro di me mi chiamò e mi disse di guardare indietro ed apparvero.

Alla fine della Messa la mia amica ed io ci avvicinammo per salutarle. Una di esse mi invitò ad un gruppo giovanile e per non essere scortesi dicemmo di sì, ma non pensavamo di andarci. Prendemmo commiato e ci dimenticammo della cosa.

Arrivò il mese di luglio, festa della scuola, e bisognava scegliere la regina. Un’amica ed io volevamo che vincesse la candidata del nostro corso, perciò decidemmo di proporre qualcosa a Dio: se Egli faceva vincere la nostra amica, saremmo andate a Messa per nove domeniche, una cosa che io detestavo, perché per me andare a Messa era la cosa peggiore, era una noia, e se ci avevo assistito qualche volta era perché mio padre mi obbligava o perché la celebravano nella mia scuola. Siccome era qualcosa che non piaceva a nessuna, decidemmo di ricattare Dio con questo: ma il nostro patto non Gli piacque, o aveva altri piani, perché volle che perdessimo. Mi arrabbiai molto e Gli dissi che allora non sarei andata più a Messa. Più tardi mi rimorse la coscienza e dissi alla mia amica che era meglio che ci andavamo, quelle nove domeniche. E così fu. Arrivò la primo e ci andammo, venne anche mia sorella. E, come no, a Messa incontrammo le suore, che coincidenza! Adesso vedo che la mano di Nostra Madre era lì. Siccome ci vergognavamo molto, non ci avvicinammo.

 Ritornammo la seconda domenica, e quel giorno ci facemmo coraggio e ci avvicinammo, ricordammo loro che ci avevano invitato al gruppo e ci dissero che la riunione era la successiva domenica alle quattro del pomeriggio. Questa volta la cosa era sul serio, eravamo disposte ad andarci. Arrivò il giorno e chiedemmo il permesso a nostro padre, che ce lo diede. Improvvisamente decidemmo di non andarci, poi che sì, poi che no, poi che sì, poi che no, finché alla fine ci decidemmo.

Arrivate davanti alla porta delle suore, nessuna delle due si decideva a chiamare. Alla fine lo fece mia sorella. Eravamo molto nervose perché pensavamo ai giovani che ci sarebbero stati, come erano, che cosa avremmo detto loro, ecc. Quando entrammo, non c’era nessuno. Solo due suore con due ragazze che eravamo noi… e gli altri? – pensammo noi-. Le suore ci dissero che eravamo le prime. Tutte e due volevamo andarcene di corsa per la vergogna!…

Fu così che conobbi il Focolare. Adesso devo molto a nostra Madre perché mi scelse per far parte del suo regalo, mi ha steso la Sua mano per alzarmi dalla miseria di vita in cui era immersa la mia anima. Ho conosciuto il vero amore materno della Vergine. Per me Ella non era nulla più che la Madre di Gesù, ma non sapevo che fosse anche mia Madre! Ora è sempre con me, è Colei che mi dice, ogni giorno che passa, di non temere, e che mi aiuta ad amare di più Suo Figlio. L’Eucaristia, che io detestavo, è adesso la mia forza, il mio cibo spirituale di cui ho bisogno per fortificarmi ogni giorno. Ho capito che non è una sciocchezza come pensavo, ma che è l’amore di Cristo donato per me e per le altre anime.

L’unica cosa che posso dire adesso è lo stesso del salmista: “Come ripagherò il Signore per tutto il bene che mi ha fatto?”

© Rivista HM º133 Novembre/Dicembre 2006

Suor Clare

Hermana Clare

Commento di una protestante

Desideriamo mostrare l’impatto che la testimonianza di Suor Clare ha avuto su una persona che, per la sua formazione religiosa, non è a...

Reti sociali

Cerca

Choose Language

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok