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rev182 preciosaPreziosa ai miei occhi

Di Sr. Paqui Morales, S.H.M.

Quanto vali? Molto! Ma questo valore non dipende da te, da ciò che hai, da ciò che sei capace di fare, questo valore lo ha definito Gesù.

Quanto vali? Molto! Ma questo valore non dipende da te, da ciò che hai, da ciò che sei capace di fare, questo valore lo ha definito Gesù. Ti racconterò come Egli mi fece scoprire il mio vero valore. Noi Serve del Focolare dell’Ecuador stavamo facendo gli esercizi spirituali. P. Rafael ci incoraggiò a dire al Signore: “Trapassami con il Tuo sguardo, che io mi veda come Tu mi vedi”. Fare questa preghiera mi faceva un po’ paura, ricordavo che il Santo Curato d’Ars chiese la grazia di vedersi come lo vedeva il Signore, e fu così terribile ciò che vide che si spaventò. Se egli, che era santo, si spaventò vedendo la sua anima, mi atterriva il vedere la mia. Mi decisi a fare la preghiera: “Che io mi veda come Tu mi vedi” e chiesi a Gesù: “Come mi vedi?”. La risposta che ricevetti fu inattesa: “Sei preziosa ai miei occhi”.

Se l’avessi chiesto a mia madre, non sarebbe venuta un’altra risposta, ma mi stupì ascoltare questo dal Signore nei miei confronti. Mi rimane molto da scoprire, ma il Signore si è già incaricato di mostrarmi molte delle mie miserie, e con questa parola mi riferisco ai miei peccati, così che sono cosciente del fatto che la parola “preziosa” non è proprio quella che mi definisce. Rifiutai questa risposta e presi coraggio per domandare di nuovo: “Come mi vedi?”. Di nuovo la stessa risposta: “Sei preziosa ai miei occhi”. Rifiutai di nuovo questa risposta, ma mi venne in mente un’esperienza vissuta con le comunità indigene dell’Oriente ecuadoriano.

Quando andiamo in queste missioni, normalmente io sono incaricata della catechesi con gli adulti, ma nei momenti liberi potevo stare con i bambini e ne godevo. Mi sembravano i bambini più belli del mondo. Quando tornai così entusiasta di quei bambini, mi chiesero: “Come sono?”. La mia risposta era invariabile: “Preziosi, sono preziosi”. Quando insistevano che dicessi concretamente come erano, risposi: “Sono molto sporchi, hanno la pancia gonfia, i denti sono marci, sono pieni di pidocchi e puzzano abbastanza”. La mia risposta fece ridere quelli che me lo chiedevano, perché sembrava che la descrizione non corrispondesse proprio alla parola PREZIOSI. Pensai: perché mi sembrano preziosi? Erano proprio le loro miserie ciò che li rendeva preziosi per me, era vederli così deboli, sofferenti, così bisognosi di affetto ciò che dava loro quell’immenso valore.

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Questa fu la risposta del Signore: era la mia miseria, la mia debolezza, la mia piccolezza, la mia necessità assoluta di Lui ciò che faceva sì che mi vedesse preziosa. Ero la Sua piccola figlia, la più debole, la più bisognosa, la più sporca, così piena di miseria, che Egli si riempiva di tenerezza nel vedermi e voleva consolare quella povertà colmandomi di affetto. Compresi perché il Signore mi diceva che mi vedeva “preziosa”, e compresi un po’ ciò che valgo per Lui. Il Signore ti sta mostrando le tue miserie? Ti rendi conto che non sei nulla, meno di nulla, che sei peccato (come disse il Signore a Suor Josefa Menéndez)? Allora rallegrati, perché la tua povertà attira la misericordia del nostro buon Dio. Egli venne per i peccatori, quindi se sei uno di loro corri tra le Sue braccia e ascolta come ti dice: “Sei prezioso ai miei occhi”. Questo sì! Non ti cullare in questa “bellezza” e cerca di correggerti, perché se sei già prezioso per Lui, quanto più si abbellirà la tua anima se cercherai di riflettere Lui, il più bello dei figli degli uomini!

©Rivista Nº 182 Gennaio-Febbraio 2015

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