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Di Sr. Estela Morales, S.H.M.

In occasione del 50º anniversario dell’Enciclica Humanae Vitae, le voci discordi sembrano alzarsi di nuovo contro questo scritto profetico che non si piegò alle esigenze della rivoluzione sessuale, né al mercato della contraccezione originato negli Stati Uniti.

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In quel paese si è portata avanti una forte campagna per incitare al controllo della natalità attraverso l’uso popolare della pillola. Cosa di cui non c’è da stupirsi sapendo che in quell’epoca era già in gestazione ciò che sarebbe venuto alla luce nel 1974 con il nome di Rapporto Kissinger o Memorandum di Sicurezza nazionale 200, in cui si stabiliscono delle norme per portare a compimento un controllo sul numero della popolazione mondiale, con l’obiettivo di essere 3 miliardi meno di quanto si pensava che essi saranno nel 2050.

Henry Kissinger, allora Segretario di Stato nordamericano, firmò questo documento nel quale raccomandava all’esecutivo del governo di Nixon di dare massima priorità al controllo della natalità in 13 paesi. Si adduceva che l’aumento della popolazione era una “minaccia” per la sicurezza degli Stati Uniti.

Infatti in quello stesso anno si creò la Commissione sulla Crescita demografica e il Futuro del Nord America, presieduta da John D. Rockefeller III, la cui famiglia è legata da anni all’industria farmaceutica nella quale ha un’attività commerciale multimilionaria.

A partire dal 1918 la famiglia Rockefeller aveva deciso di investire nell’industria farmaceutica e per massimizzare i propri guadagni, ridusse la pratica della medicina negli Stati Uniti a medicina solamente farmaceutica basata sull’industria petrolchimica. Per fare ciò ordinarono uno studio chiamato rapporto Flexner le cui conclusioni distrussero completamente tutti i modi tradizionali della medicina che si praticava a quei tempi, affermando che queste erano prive di valore e non erano scientifiche. Menzogna che si è proiettata al tema del regolamento della natalità, ridicolizzando e sottovalutando l’efficacia dei metodi naturali con lo scopo di potenziare l’uso di anticoncezionali dipendenti pure da questa industria.

Origine della Humanae Vitae

L’avvio e la conseguente redazione dell’Enciclica ha la sua origine in un invito che ricevette la Santa Sede da parte delle Nazioni Unite a partecipare a una Conferenza Internazionale sulla Popolazione che sarebbe avvenuta a Nuova Delhi. Interessava loro mettere la Chiesa dalla loro parte per poter così estendere il loro campo di azione.

San Giovanni XXIII creò a questo scopo una Commissione nel 1963, ma morì prima che questa si riunisse per la prima volta. Perciò l’esecuzione della sua attività avvenne durante il pontificato del Beato Paolo VI.

L’incarico di rispondere a un questionario delle Nazioni unite su quali politiche di controllo della popolazione potevano essere autorizzate dalla Chiesa, motivò Paolo VI a incaricare alla Commissione - progressivamente cresciuta nel numero di membri - di realizzare uno studio multidisciplinare dei metodi di regolazione della natalità per poter valutare la moralità dell’uso delle tecniche contraccettive, in particolare della pillola il cui uso stava diventando molto popolare.

Un po’ alla volta la Commissione, allontanandosi dal suo obiettivo principale, inclinò la bilancia più che verso lo studio delle diverse tecniche alla valutazione della possibilità di cambiare su questo punto la dottrina magisteriale vigente. Una parte della Commissione sembrava essere stata contagiata dall’ideologia di Thomas Hayes, che anni prima aveva formulato l’idea dell’atto riproduttivo come opposto all’atto sessuale singolo, pretendendo in questo modo di screditare la dottrina morale sulla sessualità fondata sulla legge naturale così come la Chiesa la professava.

Così lo raccontò Frank Maurovich nel 45º anniversario dell’Enciclica Humanae Vitae, spiegando che nel 1964 aveva ricevuto la visita del biofisico Thomas Hayes (Università della California) per dirgli che aveva la soluzione per il problema del controllo della natalità nella Chiesa. Non deve stupire perciò che nei rapporti finali presentati al Papa ci fosse la irregolarità che la Sezione medico-biologica non avesse approfondito lo studio dei metodi di Pianificazione Familiare Naturale (PFN) noti a quei tempi, come il Billings o il Sintotermico, limitandosi a criticare il “ritmo” come se fosse l’unica opzione. Al contrario misero in evidenza l’efficacia della pillola senza menzionare i gravi danni alla salute che derivano dal suo consumo, e dal sospetto, oggi verificato, del suo effetto abortivo dovuto al fatto che impedisce l’annidamento provocando alterazioni nell’endometrio (consultare il prospetto di marche come Exluton, Nogestrel plus, Trinidol, Harmonet, Minulet, Cilest tra le altre). In base a quanto narrato da Padre Francesco Di Felice, che lavorò nella Segreteria di Stato a quei tempi: “Paolo VI prese i due documenti finali, quello della maggioranza francamente favorevole all’’accettazione dei metodi contraccettivi e quello della minoranza che difendeva la dottrina della Chiesa, li portò nella sua cappella privata e trascorse tutta la notte in preghiera, domandandosi: ‘Che cosa devo scegliere per il bene della anime?’ Allora, alla luce dell’alba, alle prime luci, gli venne come un’illuminazione, una decisione ferma, come se lo confortasse lo Spirito Santo, e disse: ‘Questo è quello che devo scegliere!’. E scelse la regolazione naturale” (moralmente accettabile purché ci siano situazioni gravi che richiedono di distanziare la nascita di nuovi figli).

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La verità patisce, ma non perisce

Come è da notare, malgrado questo ambiente di ambiguità e di mezze verità, lo Spirito Santo illuminò il Santo Padre a non cambiare neanche di una virgola la dottrina magisteriale su questo tema. La Humanae Vitae continua in perfetta omogeneità l’insegnamento della tradizione, della Casti connubii (Pio XI, 1930) e degli insegnamenti di Pio XII. Inoltre questa dottrina fu di nuovo confermata, rafforzata e arricchita dai documenti papali posteriori di San Giovanni Paolo II, nell’Esortazione Postsinodale Familiaris consortio (1981), in Veritatis Splendor (1993) e dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1992). Giovanni Paolo II stesso affermava che rifiutare la dottrina del Magistero della Chiesa sulla contraccezione è opporsi all’idea stessa della santità di Dio (cfr. Discorso ai partecipanti al II Congresso Internazionale di Teologia Morale, 5).

E ripeté la proibizione contro i metodi contraccettivi artificiali, aggiungendo che esistevano “molte vie che sono permesse” di pianificazione familiare naturale. Wojtyla contribuì a uno straordinario approfondimento dell’Humanae Vitae e alla sua comprensione sia con il ciclo di catechesi sulla teologia del corpo, tra il 1979 e il 1984, sia con l’Enciclica “Veritatis splendor” del 1993.

In quest’ultimo pontificato Papa Francesco ha approvato recentemente la pubblicazione, da parte della Congregazione per la Dottrina della fede, della lettera “Placuit Deo” che mette in guardia, tra le altre cose, contro un risorgente neo-gnosticismo. Non è forse questo il veleno nascosto in quelle sedicenti riletture e attualizzazioni della “Humanae vitae”, che, al di là della lettera approvata, vorrebbero captarne lo “spirito”, o che negano con arroganza la rilevanza normativa esaltando un vago e vuoto profetismo antropologico, un’affermazione di valori lasciati per lo più all’interpretazione soggettiva, in base a come sono le circostanze?

Che cosa dice la Humanae Vitae?

“Si può prevedere che questo insegnamento non sarà forse da tutti facilmente accolto: troppe sono le voci, amplificate dai moderni mezzi di propaganda, che contrastano con quella della Chiesa” (HV 18).

La Humanae Vitae mette in rilievo la grandezza della dignità umana e l’uso delle relazioni sessuali come una manifestazione di questa grandezza, non separandole dal loro contesto antropologico: la dimensione sessuale deve essere vissuta in unione a “una visione integrale dell’uomo” e alla “vera natura e nobiltà dell’amore coniugale” (HV 7-8), la cui “sorgente suprema è Dio, che è amore” citando San Giovanni. L’amore, dice, deve essere “fedele ed esclusivo” (HV 9).

L’Enciclica difende una “paternità responsabile”, che si ottiene con una “retta coscienza” e con il “necessario dominio che la ragione e la volontà devono esercitare” sulle “tendenze dell’istinto e delle passioni” (HV 10). Per questo conviene “rispettare la natura e la finalità dell’atto matrimoniale”, e introduce il principio che sono “inscindibili” gli aspetti “unione e procreazione” nell’atto matrimoniale (HV 11 e 12).

Paolo VI segnala che l’uso di contraccettivi è lecito (HV 15) per scopi terapeutici (curare malattie) e che le vie lecite per la regolazione delle nascite sono quelle che usano ad esempio i periodi infecondi, ma afferma che è “illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione, anche se ispirato da ragioni che possano apparire oneste e gravi” (HV 16).

Allo stesso tempo chiede agli “uomini di scienza” (HV 24) di contribuire “al bene del matrimonio e della famiglia e alla pace delle coscienze” (Gaudium et spes), e propone loro di studiare per trovare le soluzioni favorevoli a controllare la natalità secondo il corso e il funzionamento della natura stessa, visto che “non vi può essere vera contraddizione tra le leggi divine che reggono la trasmissione della vita e quelle che favoriscono un autentico amore coniugale”.

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Un testo profetico

Paolo VI in modo chiaroveggente anticipò una serie di nefaste conseguenze che sarebbero derivate dall’adozione di una mentalità antinatalista e dall’uso dei contraccettivi.

1º Prima di tutto Paolo VI affermava che si sarebbe aperta la strada alla “infedeltà coniugale” che avrebbe portato alla distruzione della famiglia.

2º La seconda passava per la cosificazione della donna, “considerarla come semplice strumento di godimento egoistico” (HV 17).

3º E infine si domandava “chi impedirà ai governanti di favorire e persino di imporre ai loro popoli, ogni qualvolta lo ritenessero necessario, il metodo di contraccezione da essi giudicato più efficace?” (HV 17).

Solo contemplando un po’ il panorama attuale ci rendiamo conto che queste profezie si sono realizzate appieno e che l’attualità è persino più desolante di ciò che allora ci si poteva aspettare: si sono introdotte politiche brutali di controllo della natalità obbligatorio e coercitivo in molti paesi. L’Occidente vive un collasso demografico e le malattie gravi per l’uso di contraccettivi sono sempre più numerose.

Bayer - il cui motto è “scienza per una vita migliore” -, in base al suo rapporto finanziario per azionisti del secondo trimestre del 2014, ha pagato circa 2000 milioni di dollari in accordi extra giudiziari per denunce di danni causati per i suoi medicamenti contraccettivi orali Yasmin, Yaz, Ocella e Gianvi, negli Stati Uniti.

Bayer - il cui motto è “scienza per una vita migliore” -, in base al suo rapporto finanziario per azionisti del secondo trimestre del 2014, ha pagato circa 2000 milioni di dollari in accordi extra giudiziari per denunce di danni causati per i suoi medicamenti contraccettivi orali Yasmin, Yaz, Ocella e Gianvi, negli Stati Uniti.

D’altro canto è stata diffusa una mentalità contro la vita umana con comportamenti corrispondenti. Il generare una nuova vita è considerato da molti come una realtà inaccettabile. E una volta che si acconsente all’uso dei contraccettivi e che si assume una posizione antinatalista è molto più facile ricorrere all’aborto, come è stato più che dimostrato dalla nostra società attuale, nella quale ogni anno si eliminano più di 50 milioni di esseri umani.

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Motivi per la speranza

Malgrado ciò, qualcosa di nuovo sta sorgendo: a partire dall’Enciclica innumerevoli gruppi si sono organizzati per l’accompagnamento dei coniugi facendosi eco di ciò che significa il dono della paternità.

Molte coppie sposate hanno potuto scoprire la bellezza dell’amore coniugale vissuto come esprime la Humanae vitae. Un amore che è pienamente umano sia nella parte corporea sia in quella spirituale. Che è libero, visto che implica la volontà e non l’assoggettamento all’istinto o ai sentimenti. Un amore fecondo che propaga se stesso dando origine a nuove vite.

Hanno potuto comprendere che la scelta responsabile della paternità presuppone la formazione della coscienza che è “il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità” (Gaudium et spes, 16). E che i metodi naturali “rispettano il corpo degli sposi, incoraggiano tra loro la tenerezza e favoriscono l’educazione ad una libertà autentica” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2370), e che i figli “sono un meraviglioso dono di Dio, una gioia per i genitori e per la Chiesa. Attraverso di essi il Signore rinnova il mondo” (Relazione finale del Sinodo dei Vescovi 2015, 63).

Rispondendo al richiamo di questa Enciclica, sono sempre più numerosi i ricercatori e i medici che, come il dottor Creighton, optano per lo studio e lo sviluppo della scienza medica naprotecnologica che si è sviluppata molto, rendendo possibile che la pianificazione naturale si possa applicare persino in situazioni difficili. Pubblicazioni in riviste mediche constatano che la PFN moderna è 5 volte più efficace che il preservativo e ugualmente efficace che la pillola contraccettiva. Sono stati persino sviluppati apparati elettronici e applicazioni per smartphone che aiutano le coppie a interpretare più facilmente i cambi ciclici della loro fertilità.

Rispondendo al richiamo di questa Enciclica, sono sempre più numerosi i ricercatori e i medici che, come il dottor Creighton, optano per lo studio e lo sviluppo della scienza medica naprotecnologica che si è sviluppata molto, rendendo possibile che la pianificazione naturale si possa applicare persino in situazioni difficili. Pubblicazioni in riviste mediche constatano che la PFN moderna è 5 volte più efficace che il preservativo e ugualmente efficace che la pillola contraccettiva. Sono stati persino sviluppati apparati elettronici e applicazioni per smartphone che aiutano le coppie a interpretare più facilmente i cambi ciclici della loro fertilità.

©Rivista HM; nº203 Luglio - Agosto 2018

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