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S. Giovanni Cristostomo

Di P. Félix López, SHM

crisostomo

Come può l’Essere infinito essere contenuto in un grembo? Come può la Vergine dare alla luce e continuare ad essere vergine?” 
(Omelia sul Vangelo di Matteo, 4, 3)

S. Giovanni Crisostomo nacque attorno all’anno 349 ad Antiochia di Siria, proveniva da una famiglia benestante. Suo padre, Secondo, fu generale di cavalleria, che morì poco dopo la nascita di Giovanni. Fu educato da sua madre, Antusa, donna di una profonda fede cristiana che modellò l’anima di suo figlio con squisita sensibilità. Affidata la sua formazione al pagano Libanio, celebre maestro di retorica, ben presto si distinse per i suoi progressi nell’arte dell’eloquenza. Fu battezzato da San Melezio, Vescovo di Antiochia, in età adulta.

Si sentiva chiamato alla vita ritirata, ma trovò opposizione da parte di sua madre, per cui visse nella sua casa con il rigore di un eremita. Alla morte di Antusa, si allontanò dal mondo per sei anni, nei quali si dedicò a meditare i Vangeli e le Lettere di San Paolo, che segnarono la vita di Giovanni, visto che nel ritiro la sua anima si unì a quella di Dio e sentì l’urgenza di evangelizzare le anime con uno spirito apostolico che caratterizzò il resto della sua vita. Nel 386 fu ordinato sacerdote da Flaviano. Dotato da Dio di doni eccezionali per la predicazione, esercitò il ministero della Parola con molto successo, meritando il soprannome di Crisostomo, cioè di Bocca d’oro. Nel 397 fu nominato Vescovo di Costantinopoli, la capitale dell’Impero Romano d’Oriente. Fin dall’inizio, impose l’austerità nel palazzo vescovile e costruì un ospedale per i poveri. Per invidia, il patriarca Teofilo, appoggiato dall’imperatrice Eudoxia, denunciò Giovanni con accuse false e ottenne che fosse deposto e condannato a successivi esilii tra gli anni 403 e 407. Durante questo tempo, oltre ad ammalarsi, dovette soffrire l’assedio di popoli nemici, la fame, i rigori dell’inverno, la peste e la solitudine. Consegnò la sua anima a Dio il 14 settembre 407, festa dell’Esaltazione della Santa Croce.

Riguardo alla sua dottrina mariana, bisogna tenere in considerazione che fu formato nella scuola di Antiochia, che poneva l’attenzione sull’umanità di Cristo. Per questo, il titolo di Theotókos, Madre di Dio, molto usato in Occidente, non appare con frequenza tra gli antiocheni.

Il Crisostomo afferma chiaramente il concepimento e la nascita verginale di Cristo, anche se questi fatti continuano ad essere un mistero per noi. Gesù fu concepito per opera dello Spirito Santo, ma “non credere di capire il mistero solo perché senti le parole che fu per opera dello Spirito Santo. Perché persino dopo aver saputo questo ci sono molte cose che non sappiamo. Ad esempio: Come può l’Essere infinito essere contenuto in un grembo? Come può la Vergine dare alla luce e continuare ad essere vergine?” (Omelia sul Vangelo di Matteo, 4, 3).

crisostomo2Sottolinea allo stesso modo la realtà della natura umana di Cristo contro i doceti, che sostenevano la tesi che era solo un corpo apparente: “L’evangelista afferma che Cristo ebbe la Sua origine nel corpo dalla Vergine con queste parole: ‘Colui che è stato generato in Lei’ (Mt 1, 20), e Paolo dice ugualmente: ‘Nato da donna’ (Gal 4, 4), per tappare la bocca di coloro che dicono che Cristo passò per il ventre di Sua Madre come attraverso un canale” (Ibidem).

Il Crisostomo vede chiaramente annunciato nella profezia di Is 7, 14 il miracolo del concepimento e della nascita verginale di Gesù. Ella, la Vergine, è il segno annunciato dal profeta: “Si definisce segno a causa del suo carattere significativo; e il carattere significativo non ci sarebbe se dovesse nascondersi nel comune insieme degli altri fatti. Sicché, se si trattava di una donna partoriente secondo la legge di natura, per qual motivo chiama segno ciò che avviene ogni giorno? Perciò subito non ha detto: ‘Ecco una vergine’, ma: ‘Ecco la vergine’, suggerendoci con l’aggiunta dell’articolo quel distintivo e il fatto che tale vergine era unica” (Commento a Isaia, 7, 5).

Per S. Giovanni Crisostomo la perpetua verginità di Maria è una verità che appartiene alla fede e deve essere affermata con decisione. Dopo la nascita verginale di Gesù, S. Giuseppe rispettò l’integrità della Madre di Dio: “La Vergine era intatta fino al parto; (l’evangelista) lascia poi conoscere a te quello che, in base a quanto era stato detto, appariva conseguente e notorio: ad esempio, che Giuseppe, essendo giusto, non avrebbe dopo osato accostarsi a Lei, che era divenuta madre in questo modo ed era stata ritenuta degna di un parto inusitato e di un figlio straordinario” (Omelia sul Vangelo di Matteo 5, 3).

La terra vergine dalla quale germogliò il paradiso terrestre è per il Crisotomo un tipo, una figura di Maria: “Perciò, lo chiama Eden o terra vergine, perché questa vergine (la terra del paradiso) è tipo di quell’altra Vergine. Così come il suolo originario produsse per noi il giardino del paradiso senza alcun seme, così la Vergine diede a luce Cristo per noi, senza ricevere alcun seme d’uomo” (De mutatione nominum, 2,3-4). Maria è la contrapposizione di Eva: “Una vergine ci espulse dal paradiso, attraverso una Vergine abbiamo raggiunto la vita eterna” (Ibidem).

Chiediamo a Maria, la sempre Vergine, che sia per noi aiuto e protezione lungo la strada verso il Paradiso.

©Rivista HM; Nº194 Gennaio- Febbraio 2017

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