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Categoria: Aprile

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Incontro della Settimana Santa a Loeches (Madrid), Spagna, dal 28 marzo al 1º aprile 2018.

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Per la verità mi sono deciso ad andare all’incontro della Settimana Santa del Focolare della Madre di quest’anno a Loeches per mia figlia, Suor Maria, ancora novizia. L’ho fatto senza speranza né convinzione, ma con ottimismo. Questi sono i trucchi del Signore, che ci permette di credere che facciamo le cose, quando è Lui che con tenerezza ci convoca e aspetta.

Il mercoledì pomeriggio ho avuto la conferma che nostra figlia non sarebbe stata con noi, tuttavia la gioia della gente per i corridoi del monastero, il vagare ovunque della moltitudine di bambini e giovani, abiti blu con veli bianchi e vesti talari, il re-incontrare amici e conoscenti, hanno dato la risposta ai miei dubbi: sono dove devo stare.

Ma sono stati il raccoglimento proprio delle date, alimentato dalla bellezza straordinaria del convento; la celebrazione della Messa, con una liturgia molto curata; i canti di un coro che ha più a che fare con gli angeli che con suore; la preghiera in comunità e una buona confessione; sono stati, ripeto, la scintilla affinché mi sentissi più che felice: ho dovuto riconoscere che nessuno vince il Signore né in generosità né in misericordia.

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L’incontro avviene col suo ritmo proprio: riflessioni, pranzi e cene, riunioni, avvisi - che ne sarebbe della Chiesa senza avvisi! - e molta gioia. Una gioia che non si fermava a una semplice risata o a un abbraccio nel ritrovarsi con un amico: era il Signore che stava con noi, con lo Spirito Santo, condividendo tutti i nostri lavori quotidiani, e così la Madonna, prendendosi cura dei dettagli più piccoli, come fa una madre con i suoi figli. E questa presenza è stata “il cuore dell’incontro”. E lo dico perché sono testimone; io ero lì e così l’ho vissuto.

Nel mio cuore, come esperienza personale, mi rimangono tre momenti che ancora oggi continuano a essere presenti nelle mie riflessioni e preghiere, e che vengono da Padre Rafael:

-Non confondiamo la speranza e l’ottimismo: la prima è una virtù e un dono di Dio, invece il secondo è frutto di una circostanza o di uno stato d’animo, è qualcosa di mutevole. La speranza, dono e dovere, viene da Dio ed è lo spazio che ci è dato come orizzonte del nostro modo di vivere: viviamo nella speranza della vita eterna con Cristo risorto.

-La lavanda dei piedi fatta da Gesù agli apostoli come immagine di preparazione all’ Eucaristia, per il sacerdozio. Che non ci rubino la verità, qualsiasi altra immagine della lavanda ci “stride”, ha detto testualmente Padre Rafael. I riti, la comunicazione devono essere capiti da entrambe le parti, altrimenti ci perdiamo nel vuoto delle immagini o delle parole, o in gesti non compresi che finiremo per non ripetere. Per questo non lasciamoci rubare la verità, che è in Cristo e nella Sua Chiesa.

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-Il festival dopo la celebrazione della Veglia Pasquale mi ricordò le festività di Natale a scuola e nella parrocchia quando ero bambino. Era caotico, ma l’allegria era dappertutto, come il cioccolato e i dolci che sono apparsi. E Padre Rafael ha detto: “Questa gioia, questa pazzia - perché ci chiameranno pazzi - non sono umane, provengono da Dio e dalla protezione della Vergine Maria”.

E così sono trascorsi i tre giorni, tra la meraviglia della liturgia ben curata, il freddo dei corridoi claustrali e il fuoco per la Cena Pasquale del Giovedì Santo. Sono venuti i vigili urbani allarmati dal fumo che usciva da sopra i muri e non sono rimasti solo perché erano in servizio. Sono testimone anche di questo, uno di loro mi ha detto: “E poi dicono che non ci sono cattolici né bambini… “. Tale era il caos e la santa gioia in un convento di Madri Domenicane, che nelle sue pietre ha molta della nostra storia spagnola, e che ora, abitato dal Focolare della Madre, vuole scrivere nuove pagine, con una grande ricchezza nella mescolanza di culture e persone che per Cristo, e con la Santissima Vergine, dicano come Suor Clare: “O tutto o niente”.

-Di Emilio Fra, Alcalá de Henares (Spagna)

Suor Clare

Hermana Clare

Sentivo il cuore ardermi dentro

Suor Virginio Mwasu (Tanzania): Spero che, dopo aver visto questo documentario, possa iniziare ad essere una persona diversa.

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