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muestrate

Mostra che sei Madre

Di Martha Pezo-Marin

Inizierò spiegando il perché del titolo di questo articolo. Ho avuto la grazia di andare a trovare in Spagna le Serve del Focolare della Madre. Era proprio nel mese di maggio, dedicato alla Vergine Maria. E abbiamo festeggiato anche la festa della mamma, che è coincisa quasi con la commemorazione del centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima. Che grande avvenimento! Andammo a trovare la nostra nipotina Kristina (Suor Kristina) ad Alcalá de Henares, Spagna; e la prima cosa che vidi, scritto sulla parete della cappella della casa, fu questa frase, che mi impressionò molto. Era come un messaggio rivolto a me, una sfida, un richiamo di attenzione, forse una correzione. 

Sr. Beatriz Liaños, SHM

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Alcuni giorni fa, parlando con un amico medico, durante la conversazione venne fuori il tema della moltiplicazione di “malattie rare”, che sembra una “piaga” dei tempi in cui viviamo. Egli è un prestigioso neonatologo, con più di trenta anni di esperienza alle sue spalle: una voce autorizzata per parlare. Con gesto di preoccupazione segnalò che nel suo ospedale l’equipe medica di oncologia infantile si è triplicata negli ultimi vent’anni di fronte alla proliferazione di cancri infantili, in modo particolare della leucemia, della quale disse che “diagnosticano un caso ogni mese, e in certi periodi, ogni settimana”. Il dialogo prometteva essere interessante, ma dovemmo interromperlo anche se, devo riconoscerlo, rimasi con la voglia di fargli qualche domanda.

Di Sr Emma Haynes, SHM

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Conosco qualcuno in cattiva salute per il quale una cosa molto semplice come salire le scale diventa un atto eroico e a volte qualcosa di quasi impossibile. Sale un po’ alla volta con molta difficoltà, mentre prega dei Padre Nostro e delle Ave Maria. A volte non sa se arriverà in alto. Quando arriva al giro scala il suo sguardo si rivolge al quadro di Nostra Signora di Guadalupe che lo presiede e con cuore di figlio dice: “Beh, Mamma, eccoci qui, siamo arrivati”.

Don Eusebio Buendía

Sacerdote

doneus1 Sr. Ana Mª Cabezuelo S.H.M.

Non sembra vero che siano già trascorsi 22 anni. Il 4 ottobre 1994 noi Serve del Focolare della Madre iniziavamo la nostra prima Fondazione. Per la prima volta noi suore, che fino ad allora eravamo vissute sempre sotto lo stesso tetto, ci separavamo. Fu un’esperienza nuova e indimenticabile.

Noi eravamo quel “miracolo” che aveva chiesto il parroco di Priego (Cuenca), Don Eusebio Buendía García.

Mercatino di signore

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Un gruppo di signore, da alcuni anni, in modo volontario, ha iniziato a confezionare cuscini: dedicano il loro tempo e i loro talenti a confezionare cose veramente bellissime per poi venderle nei vari mercatini che sono organizzati dal comune, da confraternite e da associazioni particolari. Lo fanno quando fa freddo o un caldo estremo, quando si vende molto o quasi nulla, quando sono più o meno stanche.

É Compatible

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Di Félix Sánchez

“In questa azienda si sono modellati molti dei Con ciò si ottiene non solo di migliorare l’azienda nei suoi aspetti economici, ma persino valori della Dottrina Sociale della Chiesa. creare in essa un clima di famiglia e di fiducia, e anche diffondere il Vangelo.“

Di Sr. Beatriz Liaño, SHM

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Una chiamata telefonica mi avvisò che Javier, il figlio minore di Ana, di cinque mesi, era appena morto. Ci mettemmo in cammino immediatamente.

Che cosa mi sarei ritrovata?

Noi Servi del Focolare della Madre indossiamohabito sempre il nostro abito, la talare nera, come segno della nostra consacrazione a Dio. Io stavo camminando tranquillamente per le strade di Valenza, Spagna, alle cinque del pomeriggio, quando mi accadde quello che adesso racconto.

Di F.llo Benjamin Fenlon, S.H.M.

rev182 preciosaPreziosa ai miei occhi

Di Sr. Paqui Morales, S.H.M.

Quanto vali? Molto! Ma questo valore non dipende da te, da ciò che hai, da ciò che sei capace di fare, questo valore lo ha definito Gesù.

La misericordia rifuta l'errorerev182

Non molto tempo fa un sacerdote anziano, nostro amico, ci raccontava un aneddoto di quanto gli era successo quando era ancora giovane, appena ordinato, e, perciò, con la mancanza di esperienza e di saggezza che si acquisisce nel corso degli anni di servizio. Questo sacerdote si ritrovò nella sua parrocchia con una signora che collaborava attivamente alla vita parrocchiale, una persona fervente… ma che viveva una situazione matrimoniale irregolare: si era separata dal marito e conviveva con un altro uomo, per cui non poteva ricevere la Comunione, cosa che la faceva soffrire molto.

Di Sr. Rocío Galmés, S.H.M.

Suor Clare

Hermana Clare

Mai dimenticare tutto ciò che hanno sofferto per me.

Non so spiegare la gioia e il desiderio entusiasta che ho di soffrire per il Signore. Tutto mi sembra poco.

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